venerdì 30 luglio 2010

URSUS - vertical dance performance


Non potevo fare a meno di rendervi partecipi all'emozionante evento che ebbi l'occasione di assistere e come al mio solito riprendere con la mia mia leggera video-camera, che al posto del necessaire per il trucco, trova sempre spazio in borsetta. Le sottostanti informazioni vi spiegano con chiarezza le motivazione dello spettacolo allestito al Molo IV di Trieste. VIDEO

“Dell’Ursus, colosso che domina le rive, visibile da ogni punto della città, si parla molto in questo ultimi tempi a seguito della campagna promossa da “Gli amici di URSUS” unitamente alla Guardia costiera ausiliaria, allo scopo di conservare e restaurare la struttura stessa che, su altri versanti d‘opinione, si vorrebbe demolire. Questa proposta, che si articola in una summa multimediale di diversi linguaggi artistici, inerpicandosi dal pontone alla struttura arrugginita, ribadisce certo il fine di attirare ancora una volta l’attenzione della cittadinanza triestina e non solo su questo vetusto gigante del mare, nell’auspicata ipotesi di un suo rinnovato utilizzo come spazio eccezionale entro o su cui realizzare eventi di attuale creatività. Ma si fa anche segnale di un’urgenza più dilatata di recupero e trasformazione di vaste aree e strutture divenute desuete, a partire dal Porto Vecchio che fa da cornice alla gru, come dovunque nel mondo.

Con “Ursus multimedia project” si realizza il primo progetto, ideato da Daniela Frausin, tra quelli presentati lo scorso dicembre nell’ambito de “La città radiosa” – molteplice evento promosso dal Gruppo 78 con la collaborazione della facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. Si passa così alla terza fase, quella realizzativa appunto, di un processo di indagine e riconsiderazione, iniziato con la “mappatura”, dei luoghi abbandonati di Trieste e della sua Provincia.e che con l’URSUS si estende anche a strutture vetero-industruiali, nate con determinate funzioni, decadute nel corso degli anni.
La collocazione di “Ursus multimedia project” all’interno del progetto “Piazza dell’architettura”, come evento collaterale, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Provincia di Trieste, appare dunque quanto mai appropriata, perchè il suo significato oltrepassa quello di mero spettacolo, per quanto innovativo.

Due le idee d’intervento sull’URSUS esposte nella mostra di progetti de “La città radiosa” : quelle di Roberta Cianciola e Daniela Frausin. La prima ha prodotto una visione dell’URSUS come se fosse raggiungibile attraverso un’utopica passeggiata fiorita via mare, la seconda un fantasioso collage che racchiude nella frammentata visualizzazione del pontone svariati elementi di riferimento alla danza, immaginando una sua revitalizzazione attraverso una dance-performance che si accorpi alla struttura industriale.
Se la prima è puramente visionaria e si esaurisce nell’autoproposizione, la seconda ambisce ad una concreta attuazione. Ursus multimedia project si propone di farlo, andando oltre, inglobando, oltre alla danza – e una danza tutta particolare, verticale, congeniale a una tale struttura – una sofisticata sonorizzazione, e un progetto di video-proiezioni che investendo la gru, racconta in elaborate visualizzazioni, il percorso de “La città radiosa”.

Il progetto è divenuto allora una proposta sinergica di diverse forze creative: la compagnia di danza verticale IL POSTO di Venezia (unica in Italia) unitamente al MARCO CASTELLI Small Ensemble, sigla con cui il sassofonista Marco Castelli, artista di fama internazionale, partecipa alle performance live con la formula di solo sax, loops e live electronics, e la video-maker CECILIA DONAGGIO.
La proposta consiste dunque in una serata imperniata su musica, danza verticale, video-proiezioni, in modo da creare un’atmosfera esaltante, sul fondamento di una ben qualificata creatività, dentro e attorno alla vecchia struttura. Nel dettaglio, si produrrà uno spettacolo di danza verticale, ideata ad hoc dalla coreografa WANDA MORETTI della Compagnia IL POSTO, che con il musicista MARCO CASTELLI ha sviluppato un progetto sinergico - chiamato progetto Proteo - d’integrazione tra movimento, suono e ambiente.
Le danzatrici spericolatamente si arrampicheranno sull’URSUS, nella magica atmosfera sonora creata da un sassofono con i suoi ampliamenti elettronici, e nel contempo esploderanno sull’Ursus video proiezioni giganti, estrapolate dall’immaginario de“la città radiosa, curate da CECILIA DONAGGIO, e adattate alle difficili, irregolari superfici dell’Ursus.
L’evento chiaramente ha lo scopo, al di là delle suggestioni evocate dallo spettacolo, di attivare, com’è nei propositi de La città radiosa”, una riflessione in primo luogo sui destini dell’Ursus, e in genere sui luoghi di scarto, abbandonati, - dotati di una irresistibile fascinazione per gli ineludibili retaggi di transiti umani che contengono - per possibili riconversioni, revitalizzazioni nel rispetto dell’ambiente, al di là di disastrose cementificazioni e di scriteriati stravolgimenti del territorio.”

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