martedì 16 novembre 2010

Poveri colibrì!



A Trieste siamo tutti preocupati per il destino degli oltre cento colibrì, ospitati nelle serre del parco del Castello di Miramare, che rischiano di morire di freddo e fame perché non ci sono più soldi per il loro sostentamento. Il ministero dell'Ambiente, assicura: "siamo impegnati affinché i colibrì non muoiano e a trovare soluzioni per garantire la salute degli uccelli anche dopo lunedì". Lo spettro, temuto dal Centro colibrì  per lunedì, era il distacco del gas Gpl e la mancata fornitura dei reagenti farmaceutici per la realizzazione del nettare artificiale necessario all'alimentazione dei volatili. Il distacco per ora non si farà, ma non ci assicurazioni per i pagamenti delle spese sostenute per il mantenimento dei colibrì.
(Visto su Il Piccolo di Trieste)
"Il Centro colibrì è nato nel 1999 come associazione no profit. Nel 2005, il Centro venne riconosciuto come istituzione scientifica per la ricerca sugli animali. Sempre nel 2005, l'allora ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, questa la versione sempre fornita dal gruppo di studiosi del Centro, appoggio' un accordo di cooperazione internazionale, avviato dal Governo del Perù. Arrivarono così in Italia cento colibrì oggi definiti nei documenti "colibri' diplomatici di proprietà del Governo Italiano". Colibri' che nel frattempo si sono moltiplicati in cattivita'. Poco dopo l'avvio del progetto di cooperazione internazionale e l'importazione in Italia dei volatili, cadde il Governo Berlusconi e non venne piu' ratificata la convenzione amministrativa per suggellare l'accordo di cooperazione.
Il Centro colibrì resta così senza referenti che aprano i cordoni della borsa e ripetutamente rischiano una triste fine. Nel 2008, dopo l'intervento delle Iene e dell'allora Procuratore Capo di Trieste, Nicola Maria Pace, per il Centro vennero disposti 40.000 euro all'anno di contributi, che però non sono stati stanziati per quest'anno. Morale: il Centro ha accumulato ingenti debiti e i fornitori intendono bloccare le forniture. Al ministero dell'Ambiente ribadiscono: "Faremo in modo che lunedì non venga staccato il gas, così da assicurare la sopravvivenza dei colibrì, specie protetta".

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