venerdì 9 agosto 2013

The Day After Flower

La manifestazione Trieste estate 2013, di cui vi ho già parlato in altre occasioni, ci ha allietati con un intenso cartellone, sia musicale, cinematografico, che teatrale, si concluderà a metà settembre.
 

Ieri sera ho avuto il privilegio di assistere  al concerto della band "Sinestesia", un gruppo musicale progressive metal, originario di Trieste. La band si è presentata al pubblico sul palco di Piazza Verdi, nell'ambito della TriesteLovesJazz, che in queste ultime serate ha presentato il fiore all'occhiello, per quanto riguarda i più rappresentativi gruppi musicali e singoli musicisti triestini. Vi confesso che sono rimasta colpita dalla professionalità dei gruppi musicali che si sono avvicendati nell'arco di queste settimane sul palco allestito in Piazza Verdi e mi sono chiesta come mai alcuni musicisti raggiungono un successo strepitoso, mentre alcuni, seppur bravi, rimangono in ombra. Mah!

 Faccio l'esempio dei bravissimi "Sinestesia", hanno inciso un disco nel 2007 "Immaginifica", molto ben recensito: "spaziano dal modern jazz al rock classico, non mancheranno neppure aperture funky e arabeggianti riff dal sapore orientale".
Il loro ultimo cd è del 2009 e s'intitola The Day After Flower. Guardate i video 
I componenti del gruppo che lo incisero:
Roberto De Micheli – guitars
Alberto Bravin – keyboards
Paolo Marchesich – drums
Alessandro Sala – bass
Ricky de Vito – vocals

Allo spettacolo presentato in Piazza Verdi mancavano Ricky de Vito (voce), magnificamente sostituito da  Alberto Bravin e Alessandro Sala (basso), sostituito dal basso di Christian Zacchigna.
I brani presentati erano di altissimo livello, alcuni facevano parte del loro primo cd e questi sono i titoli di The Day After Flower.
1. Hero
2. Feast
3. The Birth, The Death, Trance By The River
4. Burning Times (Never Forget)
5. Violet
6. C.W.A. Prelude (Instrumental)
7. Col War Apocalypse
8. Twilight
9. Memento
Vi lascio la recensione di Truemetal.
I Sinestesia, band già nota al pubblico triestino come ai lettori di Truemetal, vede oggi una formazione pesantemente rimaneggiata per varie problematiche presentatesi negli ultimi anni che hanno visto l'abbandono del frontman Ricky De Vito e del bassista Alessandro Sala, lasciando così lo "zoccolo duro" composto da Alberto Bravin, Paolo Marchesich e Roberto De Micheli (Rhapsody of Fire) a dover affrontare una missione che vista da fuori ha un che di epico data la natura musicale del gruppo.
Votati al prog metal di più alta fattura, per i ragazzi non è stata una cosa semplice trovare un nuovo equilibrio, ma per farlo si sono tutti impegnati al massimo ed il risultato mi è balzato agli occhi già al soundcheck.
Infatti il nuovo innesto al Basso Christian Zacchigna, anch'egli già noto grazie alle sue molteplici partecipazioni in altrettante formazioni locali, è assolutamente azzeccato.
Christian infatti, in un lasso di tempo brevissimo, oltre ad aver imparato i pezzi (già di per se un'impresa degna di nota vista la complessità degli stessi) si è amalgamato alla perfezione con il resto della formazione sia in termini di affiatamento, sia di sonorità.
L'assenza di una voce come quella di Ricky De Vito, finora marchio peculiare dei Sinestesia nei loro due dischi pubblicati, è stata a mio parere magistralmente sopperita, dal sorprendente Alberto Bravin.
Già tastierista e compositore di indiscutibile maestria all'interno del gruppo, Alberto è riuscito a ricoprire anche il ruolo di cantante, aiutandosi talora con delle basi, ma in definitiva suonando il grosso delle sue parti, e cantando da solo le linee vocali già di per se estremamente impegnative.. Assolutamente sorprendente.
Se poi teniamo conto che questa necessità ha reso necessario il "click" in gran parte delle canzoni, la cosa porta a tessere le lodi anche di Paolo Marchesich, vera e propria macchina da guerra dietro la sua batteria: da quando lo sento suonare non ha mai perso un colpo.
Ultimo ma non per importanza, Roberto De Micheli, che in questa formazione come sempre da il meglio di se. È la sua musica, e rinforzato dalla grandissima esperienza che sta vivendo con la realtà dei Rhapsody of Fire, è riuscito addirittura a migliorarsi nonostante già fosse a livelli spaventosi, accentuando la presenza scenica e la sua rilassatezza sul palco.
La band si esibisce in pezzi dei suoi due album e ci da un'anteprima di due canzoni neonate, che lasciano senza parole (in senso positivo) gli astanti per complessità compositiva, potenza e trasporto, facendomi riporre molte e grandi aspettative nel prossimo lavoro.
L'esibizione di questi "nuovi" Sinestesia è proprio completa.
Li ho visti più volte esibirsi dal vivo, non li avevo mai visti sorridere così tanto sul palcoscenico insieme e questo mi ha fatto un piacere immenso, ma immagino non paragonabile al piacere che ha fatto a loro.
In tutto il panorama Prog Metal, i Sinestesia sono per me (opinione strettamente personale) l'espressione massima.
La loro musica ha un potere unico. Il loro Prog può essere ascoltato da chiunque ed apprezzato per le sensazioni che va a scatenare nelle sue lunghe e varie circonvoluzioni e quindi, non solo per la tecnica sopraffina, che in molti casi passa quasi in secondo piano rispetto alle atmosfere che il gruppo riesce ad evocare nelle menti e nei cuori di chi ascolta.
I loro dischi sono consigliabili a chiunque e meritano un posto d'onore nel mio stereo da sempre.
Se potete, seguiteli, non rimarrete delusi. Se poi si parla di esibizioni dal vivo, se già in precedenza si restava facilmente a bocca aperta, con questa nuova formazione lo stupore è assicurato.