venerdì 4 aprile 2014

Triestini alla Chinatown di NY


Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn't do than by the ones you did do.
So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor.

Catch the trade winds in your sails.

Explore. Dream. Discover. 

Mark Twain

 Il viaggio con Lufthansa è stato ottimo anche in economy e il mio timore sul fatto che 1 ora e mezza non sarebbe stata sufficiente per lo scalo a Monaco era infondato. In ogni caso, difficilmente una compagnia aerea vi venderà un volo che non potete prendere.

Atterrati in orario nello sterminato Aeroporto JFKennedy, superata un'ora di coda al controllo passaporti e recuperati i bagagli, siamo subito corsi alla ricerca dell'agenzia, situata all'uscita, per prenotare i posti sul minivan multiplo che ci accompagnò all'hotel prescelto, il quale si trovava a Chinatown. La scelta dell'hotel in quella zona fu dovuta alla vicinanza della City, ma principalmente per il costo dei pernottamenti, il più basso rispetto a tutti gli altri hotel di Manhattan. L'hotel era accogliente e confortevole, disponeva di stanze spaziose con servizi e includeva la prima colazione, abbondante, seppur "servita" nella lavanderia, ma ciò non creava particolari problemi, bastava prendere ciò che si voleva per poi portarselo in camera.



 Certo che trovarsi in una zona in cui tutte le insegne compaiono in cinese, ci rese la prima sera un vero pellegrinaggio alla ricerca di un luogo in cui cenare.
  Ad un certo punto decidemmo di entrare in un pittoresco locale in cui tutti mangiavano soddisfati. Al nostro arrivo almeno una trentina di incuriositi occhi a mandorla, interrompendo il loro fitto dialogare, si girarono a guardarci. La fame ci diede il coraggio di affrontare la cameriera corsa per informarci che il locale era pieno. Per fortuna da un tavolo laterale alcune persone si alzarono e ciò acconsentì di prendere il loro posto. Beh, non sono sicura di ciò che abbiamo mangiato, ma ci siamo saziati e non abbiamo avuto problemi digestivi.

La fredda serata non ci permise la passeggiata esplorativa, a parte che non sapevamo con certezza in quale direzione andare, quindi ritornammo all'hotel.
Il mattino e il pomeriggio seguenti furono dedicati alla consueta visita di Manhattan. Il freddo pungente ci fece fare parecchie soste per lo shopping, poiché all'interno dei locali ci si poteva scaldare. VIDEO
La Grande Mela ci riserva sempre tante sorprese, anche l'inverno in primavera.