lunedì 26 gennaio 2009

AIDA




C'ero anch'io
Si, non potevo perdermi l'appuntamento con la più conosciuta opera lirica dei nostri tempi, cioè l'Aida di Giuseppe Verdi. Anche se negli stadi si inneggia alla squadra del cuore sulle note della Marcia trionfale che chiude il secondo atto, con ogni probabilità chi festeggia cantando non sa che quelle note fanno parte dell'Aida. Purtroppo la musica lirica, ormai si è trasformata in un fenomeno isolato, una nicchia di stimatori, di cui facciamo parte anche noi triestini. Per me Verdi è un Grande e a mio avviso l'Aida è un capolavoro. Erano svariati anni che non compariva nel cartellone triestino, dal 1988, forse per i scenari troppo impegnativi, troppe ballerine e comparsi vari, o forse a causa della vicina Arena di Verona.
Il fascino dell'Aida continua a mietere delle vittime, il teatro Verdi era al completo, ma nonostante il caldo in sala non ci sono stati malori... io intendevo dire che eravamo li in tanti ad applaudirla!
Incanta sempre infatti, questo capolavoro per l’immensità del dramma che, al di là dell’usuale triangolo amoroso, presenta in scena il conflitto tra ragion di stato e ragion di cuore, tra protocollo pubblico e sentimenti privati non solo per le sue pagine più famose e popolari come la Marcia trionfale o le celebri arie come Celeste Aida, ma anche e soprattutto per la raffinata tensione drammatica che gli deriva dalla straordinaria simbiosi tra realtà storica e rappresentazione artistica che l’estro musicale di Verdi seppe esprimere per la soddisfazione dei più autentici conoscitori della lirica”.
Un po di storia:
Verdi compose l' Aida per l’inaugurazione del Canale di Suez, essa va in scena al Teatro dell’Opera del Cairo la sera del 24 dicembre 1871. Verdi non è presente alla prima ma si guadagna il prestigioso titolo di Commendatore dell’Ordine Ottomano. Un anno dopo ha luogo la prima italiana nella cornice del Teatro alla Scala di Milano la sera del 8 febbraio 1872.

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