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venerdì 8 marzo 2024

La festa della Donna


Viva le Donne!
W le donne di zucchero e miele, W le donne toste, W le donne sole, W tutte la donne del mondo.


 Non posso essermi sbagliata! Era Tina, quella che avevo visto passare tutta impettita, nella sua fiammante auto nuova! Tina sarà alta 1 metro e 50 con i tacchi, quindi quando è dentro l’abitacolo, deve per forza tenere la testa alta.
donna auto
La ricordo mentre arrivava in concessionaria… qui devo aprire una parentesi
(vi ricordate di alcuni anni fa, quando vi ho raccontato del mio ruolo d’intervistatrice, per la campagna promozionale del lancio di una nuova auto?) chiusa parentesi.

Ritornando a Tina, a quel tempo lei, con orgoglio, mi aveva raccontato che era stata tra le prime a “farsi” la patente e a circolare nelle “statali” che conducevano nelle Marche.
I suoi erano originari di quella regione. Lei si era trasferita al nord, per insegnare ad un bando di marmocchi i rudimenti della lingua italiana. Non si era mai sposata perché era “una donna moderna”, voleva laurearsi e diventare una professoressa. Le ho chiesto se si fosse mai pentita della sua decisione, mi ha risposto di no, che di uomini avrebbe potuto averne quanti voleva, e che il suo istinto materno veniva riversato sugli allievi. Orgogliosa mi aveva parlato degli ex allievi che la cercano, che la invitano a pranzo, delle amicizie che si è fatta negli anni d’insegnamento e che continua tuttora a frequentare.

auto donna

Come ben sapete fare progetti per il futuro, come cambiare l’automobile… sono incentivi per restare giovani a lungo.
Tina, classe 1940… d’ammirare per il suo charme, ma molto di più per il suo brio!
Cara Tina, le auguro di cuore, di usufruire a lungo della sua fiammante auto nuova!
Tina
Quando penso che sono almeno 10 anni che non guido e che ho preso la decisione di non rinnovare la patente… apro un altra parentesi (abito in centro città e il parcheggio per l’auto mi stava riducendo sul lastrico, senza contare lo stress che mi procuravano… tutte quelle ammaccature… a danno dei miei paraurti!).
Ebbene si, ho sempre avuto la fobia del parking, quindi state tranquilli… da me non sarete mai tamponati!

martedì 23 marzo 2021

Quando gli Angeli indossano un camice da lavoro

Ci sono Angeli che camminano tra di noi in una veste inconsueta, anonima direi, senza fasti di trombe o frullio di candide ali. Non vogliono farsi vedere, per lo più si coprono col loro semplice camice da lavoro, in mezzo a noi, folla scalpitante in preda alla follia collettiva del bisogno di “arrivare”, di “apparire”. 

Io per "apparire", decisi di regalarmi un pezzo di bigiotteria alla moda, un anello molto grazioso visto da Coin giorni prima. Quindi l'altro pomeriggio passando per Corso Italia, entrai da Coin e mi fermai davanti allo stand dei gioielli che si trova al piano terra. Dopo essermi infilata all'anulare destro diversi tipi di anelli, mi soffermai su di uno, particolarmente attraente, il cui rispecchiava gli ultimi diktat della moda.
Dannazione! L'anello, prima entrato facilmente, dal mio dito non voleva più saperne di uscire! In preda alla disperazione, guardai intorno a me in cerca d'aiuto e poco più in la, vidi una vendeuse dal viso dolce, occupata ad aiutare una coppia nella scelta del suo acquisto. Con un certo sussiego mi avvicinai e cercai di attirare la sua attenzione. Lei dopo qualche secondo si voltò dalla mia parte, ed io le dissi di avere un grosso problema. Le feci vedere l'anello incastrato e lei subito mi portò al reparto della cosmesi, dove prese un campione di crema, con cui unse il mio dito, che si stava già gonfiando. Con molta gentilezza prese in mano la situazione e mi consigliò di stare calma e di provare a far ruotare l'anello... finché fu finalmente uscito! 
Grazie angelica creatura, non so come ti chiami, dopo lo shock, sono rimasta rincretinita, spero di averti almeno ringraziata. Ricordo il tuo volto, il tuo fare gentile e la tua statura superiore alla media mi farà riconoscerti e ringraziarti di nuovo.


Nel traffico caotico di Trieste, tra folla dei grandi magazzini, ne esce questo messaggio di speranza: gli angeli ci sono, non sbandierano le loro azioni benefiche, ma ci sono!
Leggete anche questo mio post scritto il 9 agosto del 2011: Un angelo in veste di conducente di autobus.

mercoledì 3 marzo 2021

Si parla di donne, uomini e pilates



Dedico questo post a tutte le donne che passano di qui, penso che dopo averlo letto un sorriso sia d'obbligo... e poi, per essere sincera, corrisponde alla verità.
O no?
Ma in particolare lo dedico a tutti gli uomini, chissà che non imparino qualcosa! Pensate a tutte le discussioni risparmiate, semplicemente memorizzando i termini in uso.
10 PAROLE (fondamentali) USATE DALLE DONNE
1) BENE : questa e' la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.
2) 5 MINUTI : se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti e' solo 5 minuti se ti ha dato 5 minuti per guardare la partita o giocare alla playstation prima di uscire o di fare qualsiasi altra cosa insieme.
3) NIENTE : La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE (vedi punto 1).
4) FAI PURE : e' una sfida, non un permesso. Non lo fare.
5) SOSPIRONE : e'come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di NIENTE (torna al punto 3 per il significato di questa parola).
6) OK : Questa e' una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
7) GRAZIE : Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (anche se il più delle volte può essere PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando.)
8) COME VUOI : e' il modo della donna per dire vai a quel paese!!!!
9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO : un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'e' che non va?'
Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3.
10) CHI E'? : questa è solo una semplice domanda. ricorda però che ogni volta che una donna ti chiede 'chi è' in realtà ti vorrebbe chiedere: 'CHI E' QUELLA PUTTANA E COSA VUOLE DA TE????????????' occhio a come rispondi...
(Fonte web)
Ora vi lascio vado a fare un po di Pilates... per rilassarmi e mantenermi in forma.

mercoledì 3 giugno 2020

EVA prima di ADAMO

Un giorno, nel giardino dell'Eden, Eva si rivolge a Dio ... "Signore, ho un problema!" "Qual è il problema, Eva?" "Signore, so che mi hai creato e mi hai donato questo splendido giardino, tutti questi meravigliosi animali e, quel esilarante serpente, ma io non sono solo felice.
"Come mai, Eva?" fu la risposta dall'alto. "Signore, io sono sola. E  mi sono annoiata a morte delle mele." "Be ', Eva, in questo caso, io ho una soluzione. Creerò un uomo per te".
 "Che cos'è un 'uomo' Signore?" "Questo uomo sarà una creatura difettosa, di pessimo carattere: mentirà, imbroglierà, sarà vanaglorioso... soprattutto ti farà passare momenti di sofferenza. Ma, lui sarà più grande, più veloce, e amerà dare la caccia e uccidere la preda per il vostro focolare.
Egli ti sembrerà stupido, farà baldoria con cose infantili come la lotta e a prendere a calci un pallone, ma dal momento che ti sei lamentata, lo creerò in modo che egli sia in grado di soddisfare il tuo desiderio di maternità.
Non sarà troppo intelligente, cosicché avrà anche bisogno dei tuoi consigli per pensare  correttamente."

"Mi suona bene", dice Eva, con un sopracciglio sollevato ironicamente. "Ma dove sta l'imbroglio, Signore?" "Sì, beh .... puoi averlo a una condizione." "Quale, Signore?" “Gli dirai che io l’ho creato per primo”
"Ti raccomando che resti un segreto tra di noi... da donna a donna!

mercoledì 9 marzo 2016

Trieste e una donna



Mostra Fotografica di Ugo Borsatti - Trieste è una donna. 
La mostra, a ingresso gratuito, è aperta tutti i giorni fino al 20 marzo, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Sala Veruda c/o Palazzo Costanzi. Piazza Piccola.

Ideata dalla Commissione Pari Opportunità e promossa dal Comune di Trieste, la mostra prova a ripercorrere circa sessant'anni di temi, patemi, costume e stravaganze legate a Trieste, un piccolo grande viaggio nella storia cittadina a partire dal dopoguerra, scandito da volti e fattezze femminili. 
"Si tratta della prima personale sotto l'egida del Comune di Trieste di Ugo Borsatti, fotografo classe 1927, passato dai tormenti nei campi di lavoro forzato dei partigiani jugoslavi alle fotocronache per agenzie, riviste e quotidiani. Una lunga carriera, la nascita di una specie di bottega professionale aperta a molti fotografi della provincia, ma anche un certo amore per Trieste e la sua storia, soprattutto nei risvolti drammatici del secondo conflitto, passione già emersa in altre opere di Borsatti. Un percorso che continua, quindi, ma avvalendosi per l'occasione di altri ricordi, personaggi, svolte, mode e linguaggi estrapolati dall'album di Trieste e affidato alle donne transitate a San Giusto. "


"Le "mule" lontane dei riflettori alle grandi firme del periodo come Silvana Mangano, Fulvia Franco - la miss Italia divenuta poi la moglie del pugile Tiberio Mitri -,Sofia Loren, Claudia Cardinale, Rossana Schiaffino, sino a Nilde Jotti.
Claudia Cardinale, Rossana Schiaffino.
Nilde Jotti con Togliatti
 «Di donne, sia singole che in gruppo, ne ho sempre fotografate tante - narra Ugo Borsatti nella prefazione che accompagna la mostra - ed è stato quindi difficile scegliere le trenta da esporre. Ma sia le bellissime attrici che le semplici donne lavoratrici, intente spesso in dure fatiche o impegnate politicamente, hanno sempre suscitato in me grande ammirazione e una grande comprensione per il loro importante ruolo svolto nella nostra società. "Trieste e una donna", titolo che rimanda a Umberto Saba, non poteva dunque essere più azzeccato». Fonte Il Piccolo

venerdì 7 agosto 2015

Alexandra David-Neel, una donna straordinaria

Durante una delle tante mie ricerche con google, ho fatto conoscenza con questa straordinaria esploratrice, viaggiatrice e scrittrice francese, Alexandra David-Neel (1868-1969), che ha raccontato le sue esperienze in diverse pubblicazioni. LINK  
Nota soprattutto per essere stata la prima donna occidentale a giungere nel 1924 a Lhasa, città vietata agli stranieri all'epoca, dopo otto lunghi mesi di marcia partendo dalla Mongolia e attraversando il Tibet. Nella sua lunga carriera di esploratrice, fotografa, orientalista e antropologa scrisse più di trenta libri di viaggi e alcuni testi sul Buddhismo. Pagina ufficiale su FB 
 Alexandra a cent'anni.

Alexandra David-Néel, nata Louise Eugenie Alexandrine Marie David (Saint-Mandé, 24 ottobre 1868 – Digne (Provenza), 8 settembre 1969), è stata una scrittrice ed esploratrice francese che a 18 anni ha lasciato la casa dei suoi genitori, a Bruxelles, e ha  raggiunto la Spagna in bicicletta. Dovete pensare che nel 1886, le donne di quegli anni indossavano abiti lunghi, capellini e scarpette delicate. Le strade non erano come quelle d'oggi, erano dei sentieri sconnessi in cui scarrozzavano cavalli e carrozze. Presumo che la giovane e intrepida Alexandra, per quel suo primo viaggio abbia indossato delle vesti maschili. 


Altre info su Alexandra: Wikipedia

martedì 3 marzo 2015

Tina, una vera fuori classe


Non posso essermi sbagliata! Era Tina, quella che avevo visto passare tutta impettita, nella sua fiammante auto nuova! Tina sarà alta 1 metro e 50 con i tacchi, quindi quando è dentro l’abitacolo, deve per forza tenere la testa alta.
La ricordo mentre arrivava in concessionaria… qui devo aprire una parentesi (vi ricordate di alcuni anni fa, quando vi ho raccontato del mio ruolo d'intervistatrice, per la campagna promozionale del lancio di una nuova auto?) chiusa parentesi.
Ritornando a Tina, a quel tempo lei, con orgoglio, mi aveva raccontato che era stata tra le prime a “farsi” la patente e a circolare nelle “statali” che conducevano nelle Marche. I suoi erano originari di quella regione. Lei si era trasferita al nord, per insegnare ad un bando di marmocchi i rudimenti della lingua italiana. Non si era mai sposata perché era “una donna moderna”, voleva laurearsi e diventare una professoressa. Le ho chiesto se si fosse mai pentita della sua decisione, mi ha risposto di no, che di uomini avrebbe potuto averne quanti voleva, e che il suo istinto materno veniva riversato sugli allievi. Orgogliosa mi aveva parlato degli ex allievi che la cercano, che la invitano a pranzo, delle amicizie che si è fatta negli anni d’insegnamento e che continua tuttora a frequentare.
Cara Tina, le auguro di cuore, di usufruire a lungo della sua fiammante auto nuova!
Come ben sapete fare progetti per il futuro, come cambiare l’automobile… sono incentivi per restare giovani a lungo.
Tina, classe 1934… d’ammirare per il suo charme, ma molto di più per il suo brio! Quando penso che sono almeno 10 anni che non guido e che ho preso la decisione di non rinnovare la patente… apro un altra parentesi (abito in centro città e il parcheggio per l’auto mi stava riducendo sul lastrico, senza contare lo stress che mi procuravano… tutte quelle ammaccature… a danno dei paraurti altrui!).
Ebbene si, ho sempre avuto la fobia del parking, quindi state tranquilli… da me non sarete mai più tamponati!
L’arrivo di Tina, mentre stavo guardando fuori dalla vetrata della concessionaria, in concomitanza con il riverbero del sole che mi aveva abbagliata e resa cieca per qualche istante. Ciò mi aveva impedito di mettere a fuoco l’insieme del quadro, quindi sicuramente del suo arrivo mi sarò persa qualche particolare. Ma non scorderò mai quella vecchia auto blu pervinca, così simile alla mia, quella che guidavo nel lontano 1982.
Basta non devo perdermi nei ricordi antidiluviani, sarà per un altra volta! Ricapitolando, l'auto blu, Tina che cerca parcheggio ed io persa nei miei ricordi. E il riverbero del sole che mi aveva impedito di guardarla mentre terminava di parcheggiare.
Poi Tina mi racconterà che un tizio l’aveva mandata a quel paese perché lei gli aveva soffiato il posto!