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lunedì 24 ottobre 2016

Escursione pomeridiana a Crni Kal in Slovenia


Una bella falesia in Slovenia in mezzo al bosco e la vista sul golfo di Trieste, meta degli appassionati di free climbing, arrampicata sportiva e palestra di roccia.

Il grazioso paesino in cui spicca il bel campanile. 
"La torre che nel medio evo e già prima nell'epoca romana, formava un confine naturale tra la terra del litorale e quella dei Balcani. Qui salivano le pochissime vie di comunicazione che erano gestite dalle roccaforti, i primi "controllori" del traffico. Con lo stessa finalità nasceva la rocca di Crni Kal (Carnicale o San Sergio). 

La roccia fa parte di una lunga dorsale calcarea che si estende per quasi 150km. Nasce a Duino, passa sul Carso, gira nella Val Rosandra, attraversa la Slovenia e giunge in Croazia finendo a Fiume (Rijeka). Oggi questo enorme "costone" si può definire come l'altopiano carsico Triestino-Sloveno-Croato.

Ci si arriva dall' A4 passare sopra Trieste con l'agevole super strada, seguire le indicazioni Slovenia, uscire dal valico di Pesek e seguire la strada in direzione Koper (come per Ospo), ma 3 km prima sulla sinistra si scorge l'evidente Torre con la falesia sotto! Quindi svoltare a sinistra entrando in paese, passare la chiesa, passare il cimitero e prendere la sterrata (lasciando il cimitero a sx) che dopo 200 metri ci offre ampio parcheggio. Da qui all'evidente falesia sopra la testa in 2 minuti al primo settore e 7 min al secondo e terzo settore". Fonte web

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Il fascino scontroso del paesaggio carsico
...la bora sferzante 
sui costoni rocciosi
dove gli umani
s’arrampicano
insieme alle lucertole,
le loro estremità
bianche di talco
diventano prensili
s'apprestano alla mutazione.

sabato 23 novembre 2013

Il fascino scontroso del Carso triestino



Scontroso seppur affascinante paesaggio carsico…
Tra le sue bucherellate viscere, 
si muovono cieche falene 
s’insinuano umani travestiti da speleologi,
alla ricerca di forti emozioni.
Negli antri bui 
si dibattono seriche ombre
inseguite dagli sprazzi di luce 
ch’escono dal loro elmo e li fa orbare.


Dal tramezzo roccioso 
scendono le acque piovane
formando degli acquitrini 
dentro i quali 
nivee e cieche creature 
cercano cibo,  
nell’attesa 
della loro imminente estinzione.


La bora sferzante sui  costoni rocciosi 
dove gli umani s’arrampicano 
assieme alle sariandole (lucertole), 
le loro estremità bianche di talco 
diventano prensili 
apprestandosi alla mutazione.

Vi lascio questo mio omaggio al Carso triestino (scritto il 24 novembre del 2007)