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venerdì 15 febbraio 2019

Il Principe Igor al Teatro Verdi di Trieste



Dopo 36 anni di assenza dal Verdi, forse perché, come spiega il direttore artistico: “L'opera è stata ingiustamente snobbata per molti anni, in tempi in cui la filologia l'ha fatta da padrone. La ragione è che si tratta di un'opera incompiuta (poi completata e rivista da Nikolaj Rimskij-Korsakov e Aleksandr Glazunov, ndr), e questo l'ha tenuta lontana dai palcoscenici per qualche tempo. Anche perché non è un'operazione semplice, è una vera sfida poiché richiede un coro numeroso e un corpo di ballo, che molte fondazioni non hanno più, quindi si è aggiunta una componente importante che è quella dell'Opera di Odessa”. 
“Il Principe Igor”, l’unica opera di Aleksandr Porfir’evic Borodin. Una produzione imponente che verrà presentata fino al 16 febbraio, con grande presenza di coro e la magia del balletto in un allestimento dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet dell’anno 2011, che prevede una versione in due atti e cinque scene: la prima scena del primo atto è il prologo, la seconda scena del secondo atto è il quarto atto, mentre il terzo atto, non di pugno di Borodin, non sarà rappresentato.“ Fonte Trieste Prima

sabato 14 marzo 2015

Raina Kabaivanska, una regina a Trieste


Intorno le 17,30 di ieri, ho avuto il privilegio di assistere ad un evento eccezionale: il ritorno a Trieste del grande soprano Raina Kabaivanska. Una delle grandi regine che hanno calcato i palcoscenico del mondo dell'opera lirica. Nella foto Raina Kabaivanska mentre parla con un ammiratore e un'altra grande soprano: Daniela Mazzucato con suo marito, il tenore Max Renè Cosotti.
L’incontro con la famosissima cantante, nata in Bulgaria ma naturalizzata italiana, è avvenuto nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi ed è stato organizzato dall’Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi ed il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl.

Comunicato Stampa. Fonte
"Raina Kabaivanska è una delle più importanti artiste del mondo della lirica, ed il Verdi di Trieste è stato uno dei primi teatri italiani in cui si è esibita e dove più volte è ritornata con memorabili esecuzioni, salutate da trionfali successi di pubblico e critica.
Occasione per l’incontro con questa famosissima cantante è l’uscita della prima monografia a lei dedicata: “Vissi d’arte. La grande Opera di Raina Kabaivanska”, curata da Elena Bianchini Braglia e pubblicata dall’Associazione Culturale Terra e Identità di Modena. Il libro ripercorre la vita e la carriera della grande diva attraverso le immagini delle sue principali interpretazioni e le testimonianze di chi l’ha conosciuta, ha lavorato e tuttora lavora insieme a lei, noto è infatti l’infaticabile impegno della cantante nello scoprire nuovi talenti e la sua dedizione all’insegnamento.
Raina Kabaivanska, che nel ‘99 venne insignita del Premio Internazionale dell’Operetta, si è esibita l’ultima volta al Teatro G. Verdi di Trieste nell’aprile del 2007, nel corso di una Serata di Gala per il 175 anni delle Assicurazioni Generali, sullo stesso palcoscenico dove aveva debuttato in “La Wally” nel marzo del 1973, e poi in “Manon Lescaut” nel 1975 diretta dal M° Bruno Bartoletti. Memorabile è stata la sua partecipazione a un “Otello” nel novembre 1975 accanto a Carlo Cossutta e a Piero Cappuccilli e poi ancora in “Adriana Lecouveur”, in “Tosca” nel 1978 con la direzione del M° Maurizio Arena e infine, nel 1980 in “Francesca da Rimini”. Una carriera, quella della Kabaivanska, che l’ha portata su tutti i palcoscenici più importanti del mondo e che l’hanno riconosciuta, sia a livello di critica che di pubblico, indiscussa leggendaria interprete di ruoli come Tosca, Manon, Francesca da Rimini e Madama Butterfly.
Donna di immenso fascino e dotata di una spiccata verve, Raina Kabaivanska ha appena compiuto 80 anni, e l’omaggio che le rende la Fondazione del Teatro G. Verdi sarà un’occasione per festeggiarla e augurarle ancora tanti successi.
Durante l’incontro, condotto da Giulio Delise dell’Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi, verranno ripercorse assieme a Raina Kabaivanska le tappe di una vita dedicata al bel canto, con particolare attenzione a ricordi e aneddoti delle sue indimenticabili apparizioni sul palcoscenico del Teatro G. Verdi di Trieste. Un’occasione anche per riascoltare registrazioni storiche delle sue memorabili interpretazioni mentre verranno proiettati i manifesti e altro materiale iconografico relativo alle sue esibizioni a Trieste.
L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti.
Copie della monografia sulla Kabaivanska saranno in vendita presso la Libreria Ubik (Galleria del Tergesteo) e alla fine dell’incontro potranno essere autografati dall’artista.
Raina Kabaivanska concluderà la serata a teatro, assistendo alla recita di “Orfeo e Euridice” in scena al Teatro G. Verdi".

lunedì 26 gennaio 2009

AIDA




C'ero anch'io
Si, non potevo perdermi l'appuntamento con la più conosciuta opera lirica dei nostri tempi, cioè l'Aida di Giuseppe Verdi. Anche se negli stadi si inneggia alla squadra del cuore sulle note della Marcia trionfale che chiude il secondo atto, con ogni probabilità chi festeggia cantando non sa che quelle note fanno parte dell'Aida. Purtroppo la musica lirica, ormai si è trasformata in un fenomeno isolato, una nicchia di stimatori, di cui facciamo parte anche noi triestini. Per me Verdi è un Grande e a mio avviso l'Aida è un capolavoro. Erano svariati anni che non compariva nel cartellone triestino, dal 1988, forse per i scenari troppo impegnativi, troppe ballerine e comparsi vari, o forse a causa della vicina Arena di Verona.
Il fascino dell'Aida continua a mietere delle vittime, il teatro Verdi era al completo, ma nonostante il caldo in sala non ci sono stati malori... io intendevo dire che eravamo li in tanti ad applaudirla!
Incanta sempre infatti, questo capolavoro per l’immensità del dramma che, al di là dell’usuale triangolo amoroso, presenta in scena il conflitto tra ragion di stato e ragion di cuore, tra protocollo pubblico e sentimenti privati non solo per le sue pagine più famose e popolari come la Marcia trionfale o le celebri arie come Celeste Aida, ma anche e soprattutto per la raffinata tensione drammatica che gli deriva dalla straordinaria simbiosi tra realtà storica e rappresentazione artistica che l’estro musicale di Verdi seppe esprimere per la soddisfazione dei più autentici conoscitori della lirica”.
Un po di storia:
Verdi compose l' Aida per l’inaugurazione del Canale di Suez, essa va in scena al Teatro dell’Opera del Cairo la sera del 24 dicembre 1871. Verdi non è presente alla prima ma si guadagna il prestigioso titolo di Commendatore dell’Ordine Ottomano. Un anno dopo ha luogo la prima italiana nella cornice del Teatro alla Scala di Milano la sera del 8 febbraio 1872.