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giovedì 23 gennaio 2020

Un decennio della nostra vita




Houston, we have a problem… dieci anni fa andavo a teatro, mi potevo permettere di leggere i romanzi di “prima mano”... ma postavo anche delle sciocchezzuole:

Nella Valle della Drava la temperatura esterna s’aggirava intorno i 14 gradi sotto zero... Da brividi 



Non ho quasi chiuso occhio a causa dei dubbi amletici che mi frullavano nella mente… Dubbi, privacy
Introduzione alle nuove architetture finanziarie e ai prodotti strutturati. Studio di un’applicazione pratica. Un contadino americano acquistò dal suo vicino un asino per $ 100.00, pagandolo immediatamente in contanti... Corso di formazione
C’ero anch’io. Si, non potevo perdermi l’appuntamento con la più conosciuta opera lirica dei nostri tempi, cioè l’Aida di Giuseppe Verdi… AIDA
Ho visto David Parsons, l’ icona della Post Modern Dance statunitense, danzare al Rossetti di Trieste… The Best of Parsons a Trieste

In quest'ultimo decennio la diffusione dell’alcolismo tra i giovanissimi è diventata una piaga sociale!

Paolo Giordano ha solo 28 anni, la sua opera prima è troppo interessante: La solitudine dei numeri primi,  anche se angosciante, dista anni luce dai romanzi scritti per i giovani… L’undici…

Il 2020 lo dedicherò alla ricerca della felicità.
“ Lo sciocco cerca la felicità lontano, il saggio la fa crescere ai suoi piedi. “
( James Openheim )

venerdì 15 febbraio 2019

Il Principe Igor al Teatro Verdi di Trieste



Dopo 36 anni di assenza dal Verdi, forse perché, come spiega il direttore artistico: “L'opera è stata ingiustamente snobbata per molti anni, in tempi in cui la filologia l'ha fatta da padrone. La ragione è che si tratta di un'opera incompiuta (poi completata e rivista da Nikolaj Rimskij-Korsakov e Aleksandr Glazunov, ndr), e questo l'ha tenuta lontana dai palcoscenici per qualche tempo. Anche perché non è un'operazione semplice, è una vera sfida poiché richiede un coro numeroso e un corpo di ballo, che molte fondazioni non hanno più, quindi si è aggiunta una componente importante che è quella dell'Opera di Odessa”. 
“Il Principe Igor”, l’unica opera di Aleksandr Porfir’evic Borodin. Una produzione imponente che verrà presentata fino al 16 febbraio, con grande presenza di coro e la magia del balletto in un allestimento dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet dell’anno 2011, che prevede una versione in due atti e cinque scene: la prima scena del primo atto è il prologo, la seconda scena del secondo atto è il quarto atto, mentre il terzo atto, non di pugno di Borodin, non sarà rappresentato.“ Fonte Trieste Prima

sabato 14 marzo 2015

Raina Kabaivanska, una regina a Trieste


Intorno le 17,30 di ieri, ho avuto il privilegio di assistere ad un evento eccezionale: il ritorno a Trieste del grande soprano Raina Kabaivanska. Una delle grandi regine che hanno calcato i palcoscenico del mondo dell'opera lirica. Nella foto Raina Kabaivanska mentre parla con un ammiratore e un'altra grande soprano: Daniela Mazzucato con suo marito, il tenore Max Renè Cosotti.
L’incontro con la famosissima cantante, nata in Bulgaria ma naturalizzata italiana, è avvenuto nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi ed è stato organizzato dall’Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi ed il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl.

Comunicato Stampa. Fonte
"Raina Kabaivanska è una delle più importanti artiste del mondo della lirica, ed il Verdi di Trieste è stato uno dei primi teatri italiani in cui si è esibita e dove più volte è ritornata con memorabili esecuzioni, salutate da trionfali successi di pubblico e critica.
Occasione per l’incontro con questa famosissima cantante è l’uscita della prima monografia a lei dedicata: “Vissi d’arte. La grande Opera di Raina Kabaivanska”, curata da Elena Bianchini Braglia e pubblicata dall’Associazione Culturale Terra e Identità di Modena. Il libro ripercorre la vita e la carriera della grande diva attraverso le immagini delle sue principali interpretazioni e le testimonianze di chi l’ha conosciuta, ha lavorato e tuttora lavora insieme a lei, noto è infatti l’infaticabile impegno della cantante nello scoprire nuovi talenti e la sua dedizione all’insegnamento.
Raina Kabaivanska, che nel ‘99 venne insignita del Premio Internazionale dell’Operetta, si è esibita l’ultima volta al Teatro G. Verdi di Trieste nell’aprile del 2007, nel corso di una Serata di Gala per il 175 anni delle Assicurazioni Generali, sullo stesso palcoscenico dove aveva debuttato in “La Wally” nel marzo del 1973, e poi in “Manon Lescaut” nel 1975 diretta dal M° Bruno Bartoletti. Memorabile è stata la sua partecipazione a un “Otello” nel novembre 1975 accanto a Carlo Cossutta e a Piero Cappuccilli e poi ancora in “Adriana Lecouveur”, in “Tosca” nel 1978 con la direzione del M° Maurizio Arena e infine, nel 1980 in “Francesca da Rimini”. Una carriera, quella della Kabaivanska, che l’ha portata su tutti i palcoscenici più importanti del mondo e che l’hanno riconosciuta, sia a livello di critica che di pubblico, indiscussa leggendaria interprete di ruoli come Tosca, Manon, Francesca da Rimini e Madama Butterfly.
Donna di immenso fascino e dotata di una spiccata verve, Raina Kabaivanska ha appena compiuto 80 anni, e l’omaggio che le rende la Fondazione del Teatro G. Verdi sarà un’occasione per festeggiarla e augurarle ancora tanti successi.
Durante l’incontro, condotto da Giulio Delise dell’Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi, verranno ripercorse assieme a Raina Kabaivanska le tappe di una vita dedicata al bel canto, con particolare attenzione a ricordi e aneddoti delle sue indimenticabili apparizioni sul palcoscenico del Teatro G. Verdi di Trieste. Un’occasione anche per riascoltare registrazioni storiche delle sue memorabili interpretazioni mentre verranno proiettati i manifesti e altro materiale iconografico relativo alle sue esibizioni a Trieste.
L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti.
Copie della monografia sulla Kabaivanska saranno in vendita presso la Libreria Ubik (Galleria del Tergesteo) e alla fine dell’incontro potranno essere autografati dall’artista.
Raina Kabaivanska concluderà la serata a teatro, assistendo alla recita di “Orfeo e Euridice” in scena al Teatro G. Verdi".

lunedì 3 giugno 2013

Maria Callas la grande diva


L'altra sera mentre mi beavo con l'ascolto di qualche pezzo della Norma di Bellini, mi ricordai d'aver visto l'opera quando questa fu presentata al teatro Verdi di Trieste, ai primi idi di marzo del 2009. Non potrei mai dimenticare la sua aria più famosa "Casta Diva". In questo momento sto ascoltando "Casta Diva" nella magistrale interpretazione dalla Callas. 
La Norma a Trieste, nell'edizione del 1953, (quella volta non c'ero) ha avuto una interprete eccezionale, la grande Maria Callas ed un giovanissimo Franco Corelli. 
Nell'estate del 2008 fu allestita a Trieste, nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4, la stupenda mostra “Maria Callas. 30 anni dopo”, presentata in tutto il suo sfolgorante prestigio che ne fece il maggiore Soprano della storia della lirica moderna. 
Nel sottostante video, eseguito con le foto da me scattate durante la visita, lascio il mio modesto omaggio alla più grande interprete della Norma, Maria Callas.





sabato 22 settembre 2012

Indovinate cos'è


 Questo è il nuovo manifesto visto in Via San Nicolò, angolo Via Cassa di Risparmio, innerente la pubblicizzazione della nuova Stagione Sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

venerdì 18 dicembre 2009

LA FANCIULLA DI NEVE


Vabbè che con questo freddo prima o poi diventerò di ghiaccio, ma mi riferisco al titolo del balletto in due atti che ieri sera ebbi il piacere di assistere. Veniva presentato per la prima volta a Trieste, quindi mi feci forza e vestita come una abitante delle fredde lande della fiaba russa, ieri sera mi recai al Teatro Verdi. Bel balletto, i russi sono sempre fantastici, in particolare la fanciulla di neve, pensate che passa quasi tutti il suo tempo sulle punte!
ll Corpo di Ballo del Teatro Musicale Accademico Stanislavskij di Mosca, dall'omonima fiaba musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Ecco la fiaba:
"Circondata da fiocchi di neve nella Terra del Gelo, la Fanciulla di Neve gioca sotto la sorveglianza di Papà Gelo. Girovagando nei dintorni si ritrova all’improvviso in una foresta vicino al villaggio dei Berendeijani, viene incuriosita da due innamorati Kupava e Mizgir’.
La Fanciulla ritorna di corsa nella Terra del Gelo. Preoccupato dalla sua curiosità Papà Gelo le ricorda che agli abitanti della Terra del Gelo non è concesso inoltrarsi troppo nel mondo degli uomini. Non ne trarrebbero alcun bene. Tuttavia, la curiosità la attrae e si avventura nuovamente nella foresta.
Al villaggio le festività invernali hanno inizio e gli abitanti sono riuniti per i festeggiamenti. Durante la festa Bobyl, un contadino, nota la Fanciulla di Neve nascosta dietro ad un albero, la invita alla festa. La sua bellezza e la sua grazia conquistano gli abitanti del villaggio, Bobyl e sua moglie Bobylikha accolgono la Fanciulla a casa loro.
La Fanciulla di Neve si rende subito conto che la sua nuova casa e la nuova famiglia sono ben diverse da quelle della Terra del Gelo. La nuova famiglia le dà il benvenuto e la accoglie con affetto, ma lei non sarà mai come loro. E’ fatta di ghiaccio, ha il cuore freddo, non ha mai conosciuto l’amore. Bobylikha ha piani ben definiti per La Fanciulla, vuole che si sposi.
La Fanciulla prende parte alle festività e rivede gli amanti che aveva già visto nella foresta, Kupava e Mizgir’, che ballano insieme agli altri abitanti del villaggio. Appena Mizgir’ si accorge della Fanciulla di Neve si innamora di lei. Completamente rapito dalla bellezza della Fanciulla la invita a danzare. Kupava non riesce a credere di essere stata tradita così brutalmente.
Il tempo trascorre, il villaggio ora festeggia l’arrivo della primavera. Kupava, con il cuore spezzato dall’infedeltà di Mizgir’, si lamenta con lo Zar. Nel tentativo di redimersi Mizgir’ mostra la Fanciulla di Neve allo Zar che ne rimane subito affascinato. Lo Zar benedice l’amore tra la Fanciulla di Neve e Mizgir’.
Immediatamente Kupava è sollevata dalla sue pene d’amore.
Finalmente arriva la primavera e con essa la stagione dell’amore e del romanticismo. La Fanciulla di Neve inizia a sentire l’amore nel suo cuore, per la prima volta la Fanciulla e Mizgir’ si abbracciano. I primi caldi raggi di sole della primavera sciolgono lentamente la Fanciulla di Neve che pian piano svanisce.
Mizgir’ disperato e affranto dal dolore si getta nel lago, diventa di ghiaccio e muore. Con la seguente stagione invernale e i primi fiocchi di neve ritorna la magica Fanciulla di Neve."