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giovedì 20 novembre 2025

Le Piramidi del Giza e Il Tempio di Abu Simbel



Ricordi di un viaggio meraviglioso intrapreso per dare lo scacco matto all'inverno, alla ricerca del sole che in quel mese di maggio del 2008 qui dalle mie parti non  voleva farsi vedere.Mentre sorrido al pensiero della caccia ai ricordi di un passato lontano, ma probabilmente non troverò nessun cambiamento, da quel mio precedente viaggio in quel novembre di tanti anni fa. Ma l’eccitazione di scoprire una nuova porta, al di là della quale si intravede il mistero che pervade ogni angolo d’Egitto, dalla Piana di Giza a Saqquara (come sono riusciti a tagliare quei enormi massi con i quali costruirono le piramidi?) e il Tempio di Abu Simbel voluto da Ramses II e dalla sua amata Nefertari, non potrebbe fermarmi.
Supero la calca pressante e ordinata di turisti in fila per la visita al Museo Egizio, le videocamere e le macchine fotografiche lasciate diligentemente nella hall, assieme ai souvenirs e magliette sulle quali leggo: I love Egypt.
Fantastico su quelle sale in un giorno di chiusura, magari visitate con un galante avventuriero di questo paese, ambedue a caccia degli ori di Tutankhamon, alla ricerca delle favolose storie chiuse nei vasi canopi o nel sarcofago di qualche leggendario principe...

domenica 8 settembre 2024

Travel-holic ... ma sì!



Dicono che sono sempre in giro!
E' vero, nel febbraio del 2009 feci una puntatina a
Londra, in giugno una vacanza economica a Birminghan con Nottingham e Liverpool. Inoltre la Sardegna in settembre e in dicembre ad AgrigentoTutto questo grazie alla Ryanair!
Mi sorge il dubbio di essere affetta da Travelholic... oi oi dovrò curarmi...! Beh piuttosto di dare del denaro ai psicologi preferisco spenderli nei viaggi!

Il gran Bazar del Cairo in Egitto, giugno 2008.
Scatto le foto mentre mi aggiro per i vicoli tortuosi del Bazar, dove si respira la storia di sette secoli, ma anche di polvere e di sporcizia accatastata in mezzo alla strada. Tra falsi papiri, essenze di profumi e souvenir dozzinali, spossata m’ infilo in un caffè.




venerdì 1 settembre 2023

El Quseir, sul Mar Rosso - Egitto



Concludo la serie dei post dedicati alle due belle settimane passate in Egitto, tra il 24 maggio e la prima settimana di giugno del 2010. Il video contiene le foto scattate ad El Quseir, sul Mar Rosso, piccolissimo paese costruito ai piedi del cinquecentesco forte che da nome alla località di villeggiatura, composta di quattro hotels distanti chilometri tra di loro, tutti direttamente sul mare. Ho passato una settimana in un paradiso tra le dune del deserto e il mare: il Paradise Friends Flamenco Beach Resort. Non voglio fare pubblie.cità, voglio soltanto lasciare la mia testimonianza: è stato come promesso dal catalogo dei Viaggi del Turchese

Vi lascio in regalo questo bel brano, un ritaglio rinvenuto tra le pagine di un libro la cui lettura era terminata e li lasciato come segnalibro.
“Il Nilo è disteso, come un serpente d’acqua in mezzo al Sahara, oasi azzurre restano negli occhi, l’illusione di un miraggio di certi misteri che non si possono spiegare, laggiù dove le dune si muovono continuamente e non si riconosce più il posto dove ci si trova, dove gli occhi non vedranno due volte lo stesso profilo d’orizzonte. Forse accade così in ogni angolo di questa terra magica e misteriosa, chiusa in sarcofagi, arrotolata in papiri, quando scende silenziosa la notte dal Sinai. Carovane di cammelli ad attraversare la cruna di un ago, chimere, leggende, scrigni di pensieri, rapidi a oriente, prima dell’alba.”


Il Cairo, le piramidi.


I gioielli del Nilo
Crociera sul Nilo con colpo di scena

domenica 22 maggio 2022

Il Cairo dalla Cittadella alle Piramidi

Flashback del mio viaggio in Egitto, giugno del 2008


Grande immenso caldo, il cielo azzurro senza neanche una minuscola nuvoletta, al rientro ho saputo che la temperatura s’aggirava intorno ai 48 gradi.  VIDEO

Il caldo rende tutto più pesante, cerco di starmene all’ombra il più possibile, cammino velocemente. Dentro le tombe millenarie la temperatura è fresca, ciò rende meno faticoso inoltrarmi lungo i corridoi, godere la loro maestosità, meravigliarmi dei graffiti che li decorano. Lavori di precisione eseguiti da maestri nell’arte dell’incisione, ma un cartello ben in vista mi avvisa che non possono essere immortalati dall’occhio indiscreto della macchina fotografica, scalpitante nell’interno del mio zaino.
Scalpitante a tal punto, che me la trovo in mano e senza avvedermi scatto una foto e poi un'altra fino quando mi viene strappata di mano e un ometto arrabbiatissimo m’impone di cancellarle, pena il suo sequestro e il pagamento di una salatissima multa.
Eseguo l’ordine rapidamente, la stanchezza mi assale, per fortuna la visita si è conclusa, non avrei resistito un minuto in più.



sabato 30 maggio 2020

Bazar di Khan el Khalili

"L’aereo vola ad un’altezza che permette di vedere il suolo e sotto di me si stende l’Africa. Il deserto si stempera di dune che dall’alto sembrano soffici, dai contorni incerti, plasmati dal vento. Riconosco il blu cobalto del Mar Rosso, tagliato dalle rocce e dal deserto. La città del Cairo mi accoglie calda, caotica e soffocante, intorno a me è tutto un brusio di vari idiomi in cui ha la precedenza la lingua araba con le sue vocali mancanti e acca mute. Mi fermo ad ascoltare quel fiume di parole che ricade in lente cantilene sui fedeli prostrati, il volto rivolto alla Mecca."
Il giorno seguente iniziano le visite in programma: il Museo Egizio, la Cittadella, la Moschea di Mohamed Ali e al Bazar di Khan el Khalili. 
Le foto del video l’ ho scattate mentre mi aggiro tra i vicoli tortuosi del Bazar, dove si respira la storia di sette secoli, ma anche di polvere e di sporcizia accatastata in mezzo alla strada. Vecchie radio gracchiano cantilenanti musiche, tra il via vai dei carrettieri, ancora polvere e odore di spezie, ammiccanti caraffe di karkadé e fumo di narghilé. Tra falsi papiri, ori stagni, essenze di profumi e souvenir dozzinali, spossata m’ infilo in un caffè.

Concludo qui questo mio girovagare tra i ricordi...

giovedì 28 maggio 2020

Karnak e Luxor - 48 gradi - Egitto

Vi regalo il ricordo di quel grande e intenso caldo, del cielo azzurro senza neanche una minuscola nuvoletta... al rientro dall'escursione a Luxor, ho saputo che la temperatura s’aggirava intorno ai 48 gradi! 


... il caldo rende tutto più pesante, cerco di starmene all’ombra il più possibile, cammino velocemente. Dentro le tombe millenarie la temperatura è fresca, ciò rende meno faticoso inoltrarmi lungo i corridoi, godere la loro maestosità, meravigliarmi dei graffiti che li decorano. Lavori di precisione eseguiti da maestri nell’arte dell’incisione, ma un cartello ben in vista mi avvisa che non possono essere immortalati dall’occhio indiscreto della macchina fotografica, scalpitante all’interno del mio zaino.

Scalpitante a tal punto, che me la trovo in mano e senza avvedermi, scatto una foto e poi un'altra fino quando mi viene strappata di mano e un ometto arrabbiatissimo m’impone di cancellarle, pena il suo sequestro e il pagamento di una salatissima multa. Eseguo l’ordine rapidamente, la stanchezza mi assale, per fortuna la visita si è conclusa, non avrei resistito un minuto in più. Dovrò riposarmi, al pomeriggio c’è la visita alla riva orientale del Nilo: il tempio di Karnak e Luxor. che troverete nel video.

Crociera sul Nilo con colpo di scena

lunedì 25 maggio 2020

Le Piramidi - Flashback della visita al Cairo


Il ristorante del Hotel è già pieno di ospiti che fanno la coda davanti al buffet dei cibi, mi fermo a guardare quell’ognibendidio esposto al nostro sguardo famelico. Mi decido di assaggiare un piatto tipico: minestra di lenticchie servita con taméya. È nel bancone dei dolci che una crostata ricoperta di datteri attrae la mia attenzione, vedo lo stesso disegno che decora lo scrigno da me preso al souk...


 Flashback della mia visita al Cairo in Video  (24-28 maggio 2008)
Grande immenso caldo, il cielo azzurro senza neanche una minuscola nuvoletta, al rientro ho saputo che la temperatura s’aggirava intorno ai 48 gradi.  
Il caldo rende tutto più pesante, cerco di starmene all’ombra il più possibile, cammino velocemente. Dentro le tombe millenarie la temperatura è fresca, ciò rende meno faticoso inoltrarmi lungo i corridoi, godere la loro maestosità, meravigliarmi dei graffiti che li decorano. Lavori di precisione eseguiti da maestri nell’arte dell’incisione, ma un cartello ben in vista mi avvisa che non possono essere immortalati dall’occhio indiscreto della macchina fotografica, scalpitante nell’interno del mio zaino.
Scalpitante a tal punto, che me la trovo in mano e senza avvedermi scatto una foto e poi un’altra fino quando mi viene strappata di mano e un ometto arrabbiatissimo m’impone di cancellarle, pena il suo sequestro e il pagamento di una salatissima multa.
Eseguo l’ordine rapidamente, la stanchezza mi assale, per fortuna la visita si è conclusa, non avrei resistito un minuto in più.
Dovrò riposarmi, al pomeriggio c’è la visita alla riva orientale del Nilo: il tempio di Karnak e Luxor. La Valle dei Re e delle Regine in video

Le Piramidi di Giza e il Tempio di Abu Simbel 
Scatto le foto mentre mi aggiro per i vicoli tortuosi del Bazar, dove si respira la storia di sette secoli, ma anche di polvere e di sporcizia accatastata in mezzo alla strada. Le radio gracchiano cantilenanti musiche ipnotiche, tra il via vai dei carrettieri, tanta polvere e odore di spezie, ammiccanti caraffe di karkadé e fumo di narghilé. Tra falsi papiri, essenze di profumi e souvenir dozzinali, spossata m’ infilo in un caffè. I miei ricordi di viaggio: Il Cairo fine maggio del 2008. LINK

venerdì 5 aprile 2013

I gioielli del Nilo - souvenir - Egitto

La Valle dei Re e delle Regine
(post precedente)

“Abbiamo saputo che desiderava acquistare degli oggetti raffinati, come il gioiello visto al Cairo, quello con il disegno dei serpenti e del fior di loto.” Mi dice con voce flautata il mio interlocutore, mentre i suoi occhi puntano su qualcuno seduto dietro di me.
Grazie alla momentanea interruzione del contatto visivo, riesco a prendere possesso dei miei pensieri e ricordarmi di averlo incrociato, qualche giorno prima, nei corridoi del Hotel al Cairo . “Quindi, dico ad alta voce, “lei intenderebbe vendermi dei gioielli?” Colgo un lampo d’irritazione nel suo sguardo, subito stemperato da un sorriso. “La nostra intenzione è di farvi conoscere degli oggetti nascosti agli occhi dei comuni mortali” e con enfasi continua: “ oggetti meritevoli dello sguardo degli dei!”

Nel frattempo, la veranda si era riempita di ospiti, tutti con un biglietto da visita gemello del mio. Il mio interlocutore si accomiata da me con un inchino e con fare amichevole si rivolge alle persone riunite nella veranda, iniziando a decantare le meraviglie che tra qualche minuto sottoporrà alla loro attenzione.
Respiro sollevata, mentre con sussiego mi avvio verso l’interno della nave, all’improvviso ricordo l’escursione in programma, non posso perdermi la valle dei Re e delle Regine.
 



giovedì 4 aprile 2013

La crociera sul Nilo - Souvenir - Egitto




Seduta sulla veranda del The Nile sorseggio il karkadè, sullo sfondo scivolano le acque del Nilo circondato dalle palme di dattero. Il sole è alto, abbagliante, mentre rileggo le poche righe che danno l’indicazione per percorrere il Nilo, dicendo che il prossima tappa del viaggio mi porterà, nel cuore del Egitto, “il paese delle gobbe ondulanti, dove le dune hanno vinto, navigando il fiume antico”. Il Tempio del dio Coccodrillo.
Chiudo gli occhi, e ripenso alla visita di Khan el-Khalili, il bazar voluto dal sultano Giorkas el-Khalili. Sorrido al pensiero della caccia ai souvenir e alle estenuanti trattative con i mercanti. Sono dubbiosa dell’acquisto così faticosamente contrattato, chissà se il papiro è autentico oppure una dozzinale imitazione stampata su carta di canna da zucchero. Me lo raggiro tra le mani mentre con la coda dell’occhio vedo arrivare un bell'egiziano. Con un inchino mi consegna il suo biglietto da visita e sbircio il suo nome: dott. Mahomed El Shihalili. Arrossisco al suo sguardo caldo e di più quando in un buon italiano mi chiede di seguirlo. La confusione mi fa balbettare e con voce spezzata gli chiedo: dove?
(Segue)

mercoledì 3 aprile 2013

Les Piramides - souvenir - Egitto


Al nostro rientro della visita alle Piramidi, il ristorante del hotel è già pieno di ospiti che fanno la coda davanti al buffet dei cibi, mi fermo a guardare quell’ognibenedidio esposto al nostro sguardo famelico.
Mi decido di assaggiare 
un piatto tipico: il "ful", minestra di lenticchie servita con taméya, una salsa piccante, non male. (guardate il video)
È nel bancone dei dolci che una crostata ricoperta di datteri attrae la mia attenzione, vedo lo stesso disegno che decora lo scrigno da me preso questo pomeriggio al souk. Mi fermo, taglio una fetta, e chiedo al cameriere se quel disegno abbia un significato preciso. L’uomo che sta dietro il banco scambia un’occhiata con il ragazzo che sta sistemando alcuni dolcetti in un vassoio, non rispondono alla mia domanda, sono evasivi, forse non capiscono il mio interesse.

Dopo mangiato faccio un giro per i negozi che si trovano negli ampi corridoi del hotel. Chiedo di vedere il gioiello con il disegno dei serpenti e del fior di loto, l'uomo lo fa di malavoglia. Dice che sono oggetti antichi, non brutte riproduzioni dei gioielli della Valle dei Re. Molto pregiati ma carissimi quindi decido di ritentare nel souk il giorno dopo. Esco e vado nel negozietto difronte  a comprare un abito tipico, un mio vecchio sogno.
(Segue)

Il Cairo - souvenir - Egitto

Dal mio album di ricordi di viaggio
Un tragitto avventuroso, fatto al mattino presto, mentre ci dirigevamo verso la Cittadella del Cairo con le Piramidi di fronte a noi. Pareva d'essere sotto il solleone estivo, mentre in realtà eravamo alla fine di maggio. Il tour comprendeva una sosta alla Moschea di Mohamed Ali, visita del Gran Bazar, alle Piramidi di Giza e alla Sfinge.
Il Cairo, dalla Cittadella alle Piramidi, viaggio realizzato in giugno del 2008.



Il Cairo si trova sulla riva e sulle isole del Nilo, nel nord dell'Egitto, immediatamente a sud del punto in cui il fiume abbandona il corso del deserto e si rompe in tre rami che formano la regione del delta del Nilo. La parte più antica della città è sorta a est del Nilo, successivamente si è sviluppata verso ovest, inghiottendo i terreni agricoli vicino al fiume.
Questa parte occidentale della città è stata costruita sul modello di Parigi dal Khedivè Ismāʿīl a metà del XIX secolo, ed è caratterizzata da ampi viali, giardini pubblici e spazi aperti. La zona orientale più antica è invece molto differente: è cresciuta in maniera disordinata nei secoli e presenta piccole viuzze affollate. Mentre la parte occidentale del Cairo ospita palazzi governativi ed è contraddistinta da architetture moderne, quella orientale è disseminata di centinaia di antiche moschee di maggiore o minor grandezza.
Alcuni ponti collegano le isole sul Nilo di Gezira e Roda, dove vi sono molti uffici e palazzi governativi. Altri ponti attraversano completamente il Nilo collegando la periferia di Giza (al-Jīza) con il resto della città. La città con il suo agglomerato urbano comprende inoltre tre centri minori: Imbaba, Eliopoli e Giza. La zona ovest di Giza, oltre il deserto, è parte dell'antica necropoli di Menphi dove sono situate le piramidi egiziane più famose, tra cui la grande Piramide di Cheope (l'unica sopravvissuta delle antiche sette meraviglie del mondo).
Circa 18 km a sud della città moderna, si trova la città di Menphi e, poco distante, la necropoli di Saqqāra. Queste ultime due sono le città predecessori dell'antica Cairo.
(da Wikipedia)

giovedì 26 luglio 2012

Olimpiadi Londra 2012: il bel Camille Lacourt

Domani sera (Venerdì, 27 settembre)  partirà uno show di circa tre ore  che avrà inizio alle 21 ora locale, sancito dai ritocchi dell campana forgiata dello stesso materiale del Big Ben, il cui titolo, «L'Isola delle meraviglie», è un omaggio alla Tempesta di William Shakespeare.



Questo è Camille Lacourt, il nuotatore francese adorato dal pubblico femminile e icona gay internazionale. Specializzato nel dorso in cui è campione europeo e mondiale e primatista europeo sulla distanza dei 100 metri. Lacourt ha vinto l’oro nei 100m dorso e argento nei 50m dorso agli ultimi mondiali di Shangai dell’anno scorso. Agli europei di Budapest del 2010 ha conquistato l’oro nei 50m e 100m dorso e nella staffetta 4×100 misti.
Ma a Londra non ci sono solo le Olimpiadi... lì c'è Il British Museum (ingresso gratis) con la Galleria con i tesori dell'antico Egitto
 E quella dedicata ad Alessandro Magno. In questo video troverete i busti di Publio Elio Traiano  Adriano.

giovedì 26 gennaio 2012

Quando la povertà ti fa abbandonare i figli: le balie slovene in Egitto

Aleksandrinke” di Metod Pevec, fu il documentario che a mio avviso, coinvolse maggiormente il pubblico al Trieste Film Festival, conclusosi ieri sera.

Il regista sloveno, raccolse diverse testimonianze per ricostruire le dolorose vicende di migliaia di donne che partirono dalla Valle del Vipacco, non lontano dalla frontiera di Gorizia, alla volta del Cairo e di Alessandria per lavorare ben remunerate, come governanti, balie, tate, nelle case dei ricchi commercianti di quelle città. Lasciano le famiglie, spesso anche figli piccolissimi, per ritornare da loro, soltanto molti anni dopo e alcune non riuscirono a ritornare mai più.

Il regista Metod Pevec riuscì a trovare un paio di protagoniste, ormai centenarie, di quel vero e proprio esodo, che con la loro testimonianza diedero supporto al commovente documentario.
L’ondata migratoria delle donne slovene durò un centinaio d’anni, dal tempo dei lavori per il canale di Suez (1860-70), fino al secondo dopoguerra.
In quegli anni l'Egitto era un paese florido, con una ricchezza fondata sui commerci e sulla coltivazione del cotone, perciò veniva chiamato porta del Mediterraneo e dell’Oriente.
Le storie che emersero dal documentario di Metod Pevec, mi ricordano, sia viste dalla prospettiva delle famiglie abbandonate sia da quella dei bambini cresciuti da queste balie, il film "The Help", di cui vi già parlai.

Come in quel film anche qui ci sono le testimonianze di ragazze e ragazzi cresciuti da madri surrogate che sentivano più vicine di quelle naturali.
Molto più doloroso fu il percorso delle balie. Partorivano a casa, partivano quasi subito per Alessandria, quando non avevano più latte rientravano a casa, il tempo di partorire un nuovo figlio e ripartire.

Ci sono stati dei casi fortunati in cui le giovani (nubili) partite, trovarono l'amore e  misero su famiglia in Egitto, alcune sposarono degli uomini benestanti.
Queste donne furono chiamate “Aleksandrinke” a casa e “Goriciennes” in Egitto. Le ragioni di quell'esodo di massa stanno nella povertà della zona sud occidentale della Slovenia di quel tempo.
Vi consiglio questo portale trilingue, in sloveno, italiano e inglese dedicato alle vicende delle "Aleksandrinke", dove troverete delle foto e tante altre notizie. 

venerdì 27 maggio 2011

Viaggio in Egitto - I gioielli del Nilo

Flashback del mio viaggio in Egitto
Flashback dell'ultimo dei miei viaggi in Egitto (fine maggio 2008)
Nello slide show troverete le foto scattate al Cairo, alle sette del mattino di un giorno feriale, un tragitto avventuroso i
n autostrada 
sotto il soleone, prima della visita della Cittadella, la Moschea, il Gran bazar, e le Piramidi e la Valle dei Re e delle Regine
... sorrido al pensiero della caccia ai ricordi del passato, probabilmente non troverò nessun cambiamento, ma l’eccitazione di scoprire una nuova porta, al di là della quale si intravede il mistero che pervade ogni angolo d’Egitto, dalla Piana di Giza a Saqquara... mi chiedo come siano riusciti a tagliare quegli enormi massi con i quali costruirono le piramidi! Supero la calca pressante e ordinata di turisti in fila per la visita al Museo Egizio, le videocamere e le macchine fotografiche lasciate diligentemente nella  hall, assieme ai souvenirs e magliette sulle quali leggo: I love Egypt.
Vorrei poter ritornare al Cairo... e bearmi delle opere esposte al Museo Egizio. La crociera sul Nilo“Abbiamo saputo che desiderava comprare dei oggetti raffinati, come il gioiello visto al Cairo, quello con il disegno dei serpenti e del fior di loto.” Mi dice con voce flautata il mio interlocutore, mentre i suoi occhi puntano su qualcuno seduto dietro di me. Grazie alla momentanea interruzione del contatto visivo, riesco a prendere possesso dei miei pensieri e ricordarmi di averlo incrociato, qualche giorno prima, nei corridoi del Hotel al Cairo . “Quindi”, dico ad alta voce, “lei intenderebbe vendermi dei gioielli ?” Colgo un lampo d’irritazione nel suo sguardo, subito stemperato da un sorriso. “La nostra intenzione è di farvi conoscere degli oggetti nascosti agli occhi dei comuni mortali” e con enfasi continua: “ oggetti meritevoli dello sguardo degli dei!
Nel frattempo, la veranda si era riempita di ospiti, tutti con un biglietto da visita gemello del mio. Il mio interlocutore si accomiata da me con un inchino e con fare amichevole si rivolge alle persone riunite nella veranda, iniziando a decantare le meraviglie che tra qualche minuto sottoporrà alla loro attenzione. Respiro sollevata, mentre con sussiego mi avvio verso l’interno della nave, all’improvviso ricordo l’escursione in programma, non posso perdermi la valle dei Re e delle Regine. Guardate il VIDEO