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venerdì 7 marzo 2025

Donne Vere - Happy Woman day

VIVA le DONNE guardate il video. Ah le donne, dicono in molti, ma non dobbiamo pensare a loro solo l'otto marzo, bensì ogni giorno!
8 MARZO è la giornata internazionale di tutte le DONNE! 

Facciamo che l'8 marzo sia il giorno di tutte le donne: delle donne che lavorano stabilmente fuori e dentro casa, di quelle che cercano lavoro e non lo trovano, delle lavoratrici costrette al lavoro nero, delle licenziate, delle precarie, delle tante che hanno lasciato lontano le loro famiglie per occuparsi delle nostre, e delle donne ridotte in schiavitù. Vogliamo servizi adeguati per le donne che lavorano, dalla tutela della maternità agli asili nido. Vogliamo che sia salvaguardata la salute della donna, con la difesa della legge 194, con il rilancio dei consultori e della medicina pubblica. Vogliamo norme appropriate per le pari opportunità e che impediscano il licenziamento “preventivo” : niente più dimissioni in bianco. Vogliamo dire no alla violenza maschile, fisica e psicologica. Lottiamo per un modello positivo e reale della donna, alternativo all’immagine mediatica che intende il corpo femminile come merce di scambio nella società e nella politica.


Ho ricevuto anche degli inviti per delle cene tra amiche, che a volte sono d'obbligo, niente a che vedere con i balletti sexy, ovvio, ma stasera c'è già chi mi prepara la la cena, quindi senza indugio rinuncio a tutti gli altri inviti.
come potrei perdermi

una ricetta di gran gourmet: il risotto alle mimose

sabato 17 settembre 2016

La panchina dell'incomunicabilità



… ci sono state serate in cui eravamo gli unici seduti su quella panchina circolare posizionata sotto la fontana di Piazza Unità, si, proprio lì, davanti al Municipio. Occasione per molti di usufruire della rete wifi free… ma anche in quel caso mi imbarazzava l’idea di disturbarti, mentre dialogavi con i tuoi follower.
Sta leggendo le sue e-mail, pensavo, non vuole comunicare con me. Tuttavia, ci sono stati momenti in cui ho avvertito un impercettibile legame. E’ capitato che qualcuno gridasse qualcosa di folle sulla politica e noi ci siamo subito guardati, come per registrare le reazioni dell’altro.

Ci siamo guardati parecchie volte. Poi abbiamo distolto entrambi lo sguardo. Ho provato a immaginare qualcosa da dirti, forse fare finta di conoscerti e chiederti come stavi, oppure dire qualcosa di carino riguardo il tuo tablet, o semplicemente "che caldo!". Ma mi sembrava così banale...

a un certo punto ti ho sorpreso mentre mi osservavi. E tu hai distolto immediatamente lo sguardo. Hai nuovamente tirato fuori il tablet dalla tasca e hai iniziato a scorrere le news, poi l'hai messo da parte.

Ho inclinato la testa verso di te con curiosità. Tu ti sei stretto le spalle e hai ripreso in mano il tablet, come se il motivo di stare li fosse quello. Ma non ho detto niente.

Una coppia di adolescenti s'è alzata, tenendosi per mano, ed entrambi probabilmente abbiamo pensato: beata la gioventù.

Per molto tempo siamo rimasti seduti su quella panchina, fingendo a malapena di non notarci a vicenda.  E così sono rimasta incollata al mio posto. Finché ad un certo punto ti sei alzato. 
Hai esitato un po', forse aspettando che io ti dicessi qualcosa, dandomi un'ultima possibilità di fermarti. Ma, invece di liberare la mia voce soffocata per tutto quel tempo, sono rimasta in silenzio. E ti ho visto andare via tra le volte de sottoportico del Municipio.
Su quella panchina ci sono ritornata a quella stessa ora, poi in ore diverse, dopo alcuni giorni mi sono resa conto che  te ne eri andato davvero. Ho aspettato che tu ritornasi, per sederti accanto a me e appoggiare la tua mano sulla mia. Senza dire nulla. Non c'era bisogno.
Invece no, non sei più ritornato. E allora ho capito che molto probabilmente non ti avrei più rivisto. E ho pensato che è incredibile, ma volte succede di volere conoscere qualcuno e non riuscirci!

martedì 3 marzo 2015

Tina, una vera fuori classe


Non posso essermi sbagliata! Era Tina, quella che avevo visto passare tutta impettita, nella sua fiammante auto nuova! Tina sarà alta 1 metro e 50 con i tacchi, quindi quando è dentro l’abitacolo, deve per forza tenere la testa alta.
La ricordo mentre arrivava in concessionaria… qui devo aprire una parentesi (vi ricordate di alcuni anni fa, quando vi ho raccontato del mio ruolo d'intervistatrice, per la campagna promozionale del lancio di una nuova auto?) chiusa parentesi.
Ritornando a Tina, a quel tempo lei, con orgoglio, mi aveva raccontato che era stata tra le prime a “farsi” la patente e a circolare nelle “statali” che conducevano nelle Marche. I suoi erano originari di quella regione. Lei si era trasferita al nord, per insegnare ad un bando di marmocchi i rudimenti della lingua italiana. Non si era mai sposata perché era “una donna moderna”, voleva laurearsi e diventare una professoressa. Le ho chiesto se si fosse mai pentita della sua decisione, mi ha risposto di no, che di uomini avrebbe potuto averne quanti voleva, e che il suo istinto materno veniva riversato sugli allievi. Orgogliosa mi aveva parlato degli ex allievi che la cercano, che la invitano a pranzo, delle amicizie che si è fatta negli anni d’insegnamento e che continua tuttora a frequentare.
Cara Tina, le auguro di cuore, di usufruire a lungo della sua fiammante auto nuova!
Come ben sapete fare progetti per il futuro, come cambiare l’automobile… sono incentivi per restare giovani a lungo.
Tina, classe 1934… d’ammirare per il suo charme, ma molto di più per il suo brio! Quando penso che sono almeno 10 anni che non guido e che ho preso la decisione di non rinnovare la patente… apro un altra parentesi (abito in centro città e il parcheggio per l’auto mi stava riducendo sul lastrico, senza contare lo stress che mi procuravano… tutte quelle ammaccature… a danno dei paraurti altrui!).
Ebbene si, ho sempre avuto la fobia del parking, quindi state tranquilli… da me non sarete mai più tamponati!
L’arrivo di Tina, mentre stavo guardando fuori dalla vetrata della concessionaria, in concomitanza con il riverbero del sole che mi aveva abbagliata e resa cieca per qualche istante. Ciò mi aveva impedito di mettere a fuoco l’insieme del quadro, quindi sicuramente del suo arrivo mi sarò persa qualche particolare. Ma non scorderò mai quella vecchia auto blu pervinca, così simile alla mia, quella che guidavo nel lontano 1982.
Basta non devo perdermi nei ricordi antidiluviani, sarà per un altra volta! Ricapitolando, l'auto blu, Tina che cerca parcheggio ed io persa nei miei ricordi. E il riverbero del sole che mi aveva impedito di guardarla mentre terminava di parcheggiare.
Poi Tina mi racconterà che un tizio l’aveva mandata a quel paese perché lei gli aveva soffiato il posto!

mercoledì 9 marzo 2011

Le donne di Trieste


La Festa della Donna a Trieste: mimose in Piazza Sant'Antonio, perché le donne devono avere il coraggio di pretendere di essere protagoniste. Ma subito e non aspettare in un futuro in cui si realizzeranno le condizioni adatte. Non c'è tempo e soprattutto è inutile illudersi che qualcuno creerà quelle condizioni, o agevolerà la loro ascesa; nessuno offrirà delle gratificazioni alle donne. Le donne sono abituate a fare tutto da sole... ma ben vengano i contributi del Governo.