martedì 12 gennaio 2010

Vivaldi a Trieste

L'inesauribile vena inventiva di Vivaldi e le sue melodie catturano e seducono perché sono spontanee, vive, e scorrono con grande naturalezza. Impresario di se stesso, Vivaldi fece molti viaggi, a Praga, a Vienna, ad Amsterdam, sia per dirigere le sue opere sia per far stampare le sue partiture. A Trieste, nel settembre del 1728, ebbe un incontro con l'imperatore Carlo VI d'Asburgo, e secondo le testimonianze dell'epoca, le loro chiaccherate musicali durarono quindici giorni. Il legame che unisce Antonio Vivaldi a Trieste si resume tutto in quel episodio, quando il compositore veneziano, nelle vesti di ambasciatore della Repubblica Serenissima, giunse in città per incontrare Carlo VI, che si trovava a Trieste per constatare la funzionalità del porto franco. L'incontro avvenne al castello di San Giusto, dove il musicista sperando di ottenere l'incarico di compositore di corte, omaggiò l'imperatore Carlo VI, con il manoscritto dei "Concerti della Cetra".
"Da questo cammeo di vita vissuta l'Associazione "Terg Antiqua" ha tratto lo spunto per realizzare un Festival destinato a diventare un evento di tradizione dedicato al geniale "Prete Rosso" nel panorama musicale cittadino e, nel contempo, offrire al pubblico la possibilità di ascoltare la musica vivaldiana e barocca nel rigore delle sonorità autentiche dell'epoca.
Infatti - precisa il presidente Manuel Tomadin - solo l'utilizzo di strumenti originali, o copie fedeli di essi, permette di ricreare la ricchezza di ritmi, di coloriti contrasti e di estrema espressività che caratterizzava l'estro creativo di Vivaldi e dei musicisti del suo tempo."
Domenica, 3 gennaio, ebbi il piacere di assistere al piacevolissimo concerto del duo Laura Calci all'arpa barocca e Manuel Tomadin al clavicembalo, di cui vi lascio le foto. 

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