mercoledì 4 aprile 2012

Buon compleanno a De Gregori

4 aprile 1951. Nasce a Roma Francesco De Gregori.
Nonostante lui stesso abbia affermato di non gradire tale definizione, tutt’oggi Francesco De Gregori rappresenta il prototipo di "cantautore italiano", per il suo modo di comporre e interpretare le canzoni utilizzando testi ricchi di metafore mai fuori posto, anzi spesso impressionanti nella loro precisione, e accompagnandoli con una musica defilata ma originale e complessa, pur affidandosi quasi sempre a strumenti tradizionali. La sua ritrosia, il suo disinteresse per l'immagine pubblica filtrata da media e il carattere in un certo senso aristocratico, elitario della sua musica e (soprattutto) dei suoi versi, gli sono valsi il celebre soprannome di "Principe"

della canzone italiana.
Il mio omaggio al "Principe" De Gregori con questo video reperito su Youtube
 
 



 Il bandito e il campione - Francesco De Gregori
 Il testo del brano trae spunto da una storia vera, l'amicizia giovanile fra' il grande campione, Costante Girardengo, e il pericoloso bandito, Sante Pollastri,entrambi originari di Novi Ligure.
Un legame nato ai tempi delle strade sterrate intrise di sudore e fatica, passioni e sentimenti. Luci e ombre sull'asfalto, un ricordo struggente del ciclismo che fu' e un'amara riflessione su' ciò che non sarebbe mai dovuto diventare. Di Girardengo sappiamo tutto,vita morte e miracoli, era talmente bravo che proprio per lui venne coniato per la prima volta l'appellativo di "campionissimo" , meritatamente ereditato in seguito da Fausto Coppi.
Di Sante Pollastri al contrario conosciamo ben poco; soprannominato il "bandito anarchico" trascorse gran parte dell'esistenza combattendo un'impari lotta contro le forze dell'ordine fino all'inevitabile sconfitta. Le scarne notizie di cronaca nera dell'epoca venivano infatti puntualmente censurate dal regime fascista per cui la loro veridicità risulta quanto meno dubbia.
Sempre avvolto nel mistero è rimasto ad esempio il motivo per cui ce l'avesse tanto con i Carabinieri, ne uccise una quindicina in diversi conflitti a fuoco, forse per vendicarsi dell'uccisione di un cognato o della morte del fratello, prelevato a forza da casa per presentarsi alla chiamata di leva,nonostante fosse gravemente malato, e poi morto in caserma.
La leggenda popolare racconta invece di uno stupro perpretato ai danni della sorella Carmelina da parte di un militare dell'arma, onta subito lavata col sangue dal Pollastri medesimo che a causa di questo delitto sarebbe quindi stato costretto a darsi alla latitanza. Però nessuna di tali ipotesi trova riscontro oggettivo e certo nella documentazione storica del periodo e anche riguardo la sua fede politica si nutrono dubbi; egli stesso rispose al giudice che gli poneva la domanda specifica con un vago e lapidario: "Ho le mie idee".
L'anacronistica carriera dell'estemporaneo brigante ebbe termine a Parigi proprio nelle circostanze narrate dall'autore nel testo: quel giorno si doveva disputare un criterium ciclistico con la partecipazione dell'amico campione e lui non seppe resistere alla tentazione di assistervi come spettatore, ma alla polizia era giunta una soffiata e lo attese al varco per catturarlo.
Sull'identità della presunta spia si sono fatte parecchie congetture, ma l'ipotesi più accreditata rimane quella che la colpevole del tradimento sia stata la sua donna. Condannato all'ergastolo scontò gran parte della pena nel carcere di massima sicurezza di Porto Santo Stefano fino alla concessione della grazia avvenuta nel 1959. Una volta libero passerà il resto dei suoi giorni facendo il venditore ambulante per guadagnarsi da vivere.
Sante Pollastri morì solo e dimenticato il 30 Aprile 1979 questa l'unica cosa certa, tutto il resto è leggenda. Fonte Internet

Nessun commento:

Posta un commento