giovedì 26 gennaio 2012

Quando la povertà ti fa abbandonare i figli: le balie slovene in Egitto

Aleksandrinke” di Metod Pevec, fu il documentario che a mio avviso, coinvolse maggiormente il pubblico al Trieste Film Festival, conclusosi ieri sera.

Il regista sloveno, raccolse diverse testimonianze per ricostruire le dolorose vicende di migliaia di donne che partirono dalla Valle del Vipacco, non lontano dalla frontiera di Gorizia, alla volta del Cairo e di Alessandria per lavorare ben remunerate, come governanti, balie, tate, nelle case dei ricchi commercianti di quelle città. Lasciano le famiglie, spesso anche figli piccolissimi, per ritornare da loro, soltanto molti anni dopo e alcune non riuscirono a ritornare mai più.

Il regista Metod Pevec riuscì a trovare un paio di protagoniste, ormai centenarie, di quel vero e proprio esodo, che con la loro testimonianza diedero supporto al commovente documentario.
L’ondata migratoria delle donne slovene durò un centinaio d’anni, dal tempo dei lavori per il canale di Suez (1860-70), fino al secondo dopoguerra.
In quegli anni l'Egitto era un paese florido, con una ricchezza fondata sui commerci e sulla coltivazione del cotone, perciò veniva chiamato porta del Mediterraneo e dell’Oriente.
Le storie che emersero dal documentario di Metod Pevec, mi ricordano, sia viste dalla prospettiva delle famiglie abbandonate sia da quella dei bambini cresciuti da queste balie, il film "The Help", di cui vi già parlai.

Come in quel film anche qui ci sono le testimonianze di ragazze e ragazzi cresciuti da madri surrogate che sentivano più vicine di quelle naturali.
Molto più doloroso fu il percorso delle balie. Partorivano a casa, partivano quasi subito per Alessandria, quando non avevano più latte rientravano a casa, il tempo di partorire un nuovo figlio e ripartire.

Ci sono stati dei casi fortunati in cui le giovani (nubili) partite, trovarono l'amore e  misero su famiglia in Egitto, alcune sposarono degli uomini benestanti.
Queste donne furono chiamate “Aleksandrinke” a casa e “Goriciennes” in Egitto. Le ragioni di quell'esodo di massa stanno nella povertà della zona sud occidentale della Slovenia di quel tempo.
Vi consiglio questo portale trilingue, in sloveno, italiano e inglese dedicato alle vicende delle "Aleksandrinke", dove troverete delle foto e tante altre notizie. 

mercoledì 25 gennaio 2012

Amore di cane


Sì, sono proprio io, quel rompiscatole che non vuole entrare in acqua, che devi portare a spasso tre o più volte al giorno e che ti osserva con sguardo languido e affamato anche se ha appena divorato un chilo di carne.
Tu per me sei un dio. Sei il mio dio e ti amo qualunque cosa tu faccia. Anche se sei un violento patologico, se sei debole con i forti e forte con i deboli, se sei malato, stupido, vigliacco, ignorante, io ti voglio bene.
Ricordati che nessuno ti amerà mai dello stesso mio amore incondizionato.

A volte mi prende una gran paura, paura di non rivedere più la mia cuccia… e la mia ciotola.

Scodinzolando con affetto e con un adorante srlup
ti prego di tenermi con te!
firmato: il tuo cane.

mercoledì 11 gennaio 2012

Il Volo del buon umore del mattino

 Il Volo del Mattino è lo storico programma radiofonico condotto da FABIO VOLO in onda su Radio Deejay dal Lunedì al Venerdì alle 9.
Fabio Volo (Fabio Bonetti, Bergamo il 23 giugno del 1972) è  uno DJ radiofonico, uno showman e un attore. Decide un certo momento di buttarsi anche nella letteratura. Nel 2000 esce il suo primo libro intitolato “Esco a fare due passi” che entra in modo quasi immediato nelle classifiche dei libri più venduti in Italia. Stessa sorte per i libri successivi: “Una vita che ti aspetto” (2003), “Un posto nel mondo” (2006), “Un giorno in più” (2007)“Il tempo che vorrei” (2009), Le prime luci del mattino (2011).
La sua carriera passa dal piccolo schermo al grande schermo grazie al regista Alessandro D’Alatri che sceglie proprio Paolo Volo per il film “Casomai”. Negli anni si aggiungono altri film alla sua carriera: “Uno su due”, “Bianco e nero”, “Matrimonio e altri disastri” e l’ultimo “Un giorno in più”. 


giovedì 5 gennaio 2012

Jeanny

Oggi vorrei rendere omaggio ad un cantautore della mia generazione, uno dei grandi della new wave degli anni 80 - 90, oramai scomparso da quasi 14 anni. 
FALCOJohann (Hans) Hölzel, nasce a Vienna il 19 febbraio 1957 e morì in circostanze tragiche, un incidente d'auto, avvenuto a Puerto Plata il 6 febbraio del 1998. 
Da ricordare l'album Falco 3, che lo consacrò come star di livello mondiale grazie a successi come Vienna CallingRock me Amadeus e Jeanny, che ebbi l'ardire d'inserire in questo mio video. Spero che Falco, di cui conservo una grande ammirazione e un bel ricordo, non si rivolti nella sua tomba al Cimitero Centrale di Vienna. Cliccando sul sottostante link troverete la versione integrale di un altro suo pezzo famoso:
THE SOUND OF MUSIC