sabato 6 dicembre 2014

A Trieste è arrivato San Nicolò che mi ha regalato una putizza

Oggi a Trieste si festeggia San Nicolò, il Santo protettore dei bambini, che il 6 dicembre di ogni anno porta dei doni a quelli buoni e carbone a quelli più discoli. Io che sono sempre stata una brava bambina, San Nicolò, che sa quanto io ami i dolci, mi ha portato una putizza! Quindi io, che sono generosa ho pensato di condividerla, virtualmente, con voi e con l'occasione mi sono procurata la ricetta.
Eccolo San Nicolò! E se volete conoscere la sua leggenda cliccate sul LINK.


Vi lascio i consigli di Lisa Angelini, maestra artigiana di pasticceria, che riguardano la putizza triestina.

Prima di acquistare una putizza triestina, controllate bene gli ingredienti sull’etichetta. 
Solitamente il ripieno della putizza dovrebbe essere per ¼ a base di briciole di biscotto (in alternativa al ‘pan grattato’) e per ¾ a base di frutta secca (uvetta, noci, nocciole, mandorle, ecc.) ma spesso le pasticcerie, per risparmiare su quest’ultima, invertono la quantità di queste due basi. Infine, è opportuno dire che spesso si trova tra gli ingredienti menzionati dall’etichetta la marmellata: nessuna ricetta della putizza prevede questo ingrediente ma le pasticciere lo aggiungono solamente per aumentare il peso del dolce diminuendo così la quantità degli altri ingredienti.