mercoledì 20 maggio 2026

Una attempata blogger si racconta


Non fraintendiamoci, "attempata" perché mi sopportate da almeno 19 anni!
Andiamo al dunque: io di quando in quando ricevo degli inviti per partecipare a dei test per mettere in luce la mia personalità, quindi oggi presi la decisione di accontentarvi. 

Le mie abitudini:

1) mi sveglio quando mi sveglio… cioè, quando mi sveglio sono sveglia, ma devo svegliarmi da me, sennò “sò cavoli amari”.

 2) quando mi sveglio faccio almeno 5 minuti di streching.

3) per prima cosa che faccio al mattino quando mi alzo: bevo un bicchiere d’acqua, poi faccio la colazione che comprende un yogurt magro, cafè nero senza zucchero e biscotti.

4) per pranzo mangio bene, cioè: primo, secondo e verdura. Non mangio tra un pasto e l’altro e se ciò succede , salto la cena oppure faccio una lunga passeggiata.

5) sono convinta di essere in forma, quindi mi mantengo tale facendo una vita attiva e piena d’interessi.

6) non vado mai a nanna senza essermi levata il “trucco” e messo la crema da notte.

Sono “barbosa” lo so, ma posso rinunciare a molte di queste priorità se il caso me lo richiede. Per esempio: i miei cari, i miei viaggi, i miei blog, le mie foto e i miei video. 
A mia volta rivolgo l'invito a chiunque volesse partecipare al gioco.

lunedì 18 maggio 2026

La poesia nella sua giornata


Il primo giorno di primavera è dedicato alla "Giornata internazionale della poesia"

Le violette di Ada Negri.

Anche quest’anno andrai per violette

lungo le prode, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai: che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: «Domani è primavera.»
Ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò
per violette, non andrò mai più
per violette – ché passò il mio tempo –
lungo le prode, nel febbraio acerbo.»
Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventano ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esili corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.
O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.

Ada Negri (1870-1945)

Per la Giornata Internazionale della Poesia il mio omaggio a Alda Merini nata il 21 marzo.


Le tue parole sono mosaici arabescati 
scintillanti alla luce delle candele
s'infiammano incenerendosi e poi...
il vento le sparpaglia
in miriadi di evanescenti pixels...
Ivana