domenica 8 marzo 2026

Per l'otto marzo una ricetta di gran gourmet

Risotto alle Mimose, una creazione dello chef Pierino.

Per 4 persone:
300gr di riso tipo Arborio o Roma
aglio o cipolla q.b sminuzzati
2 uova sode, solo il tuorlo
1 mozzarella fior di latte
2 zucchine verdi scure
50 gr burro
brodo vegetale o un pezzettino di dado vegetale un po’ di vino e una spolverata di parmigiano


Pelare a strisce la zucchina con il pela patate (se si ha voglia intagliarle come le fogli delle mimose) e scottarle in poca acqua leggermente salata (così rimangono verdi) per 2 minuti.
Rosolate il riso con aglio o cipolla a seconda dei gusti in 30 gr di burro e aggiungete la zucchina tagliata  a rondelle. 

Bagnate con un po’ di vino e piano piano aggiungete il brodo bollente, o acqua con un pezzettino di dado vegetale,sale,pepe e continuate la cottura per circa 15 minuti. Il riso deve risultare all’onda e non troppo asciutto; aggiungete la mozzarella a cubetti, grana e un po’ di burro.


Servite il riso sui piatti e guarnite con i tuorli tritati (con il tagliuzza prezzemolo) e le finte fogli di zucchine.
Il segreto sta nel presentarlo bene, poiché le mimose non c'entrano per nulla. 


Et voilà il risotto primaverile è servito!

mercoledì 4 marzo 2026

Com'era bella lei, com'era giovane

 


Mi sovviene il ricordo di questa storia da me scritta in marzo del 2004, non avevo il blog allora, quindi per anni è rimasta tra le pagine del mio diario di ricordi.
Si tratta di un fatto realmente accaduto ad un mio assistito che da tanti anni non c'è più.
La storia d'amore di Giorgio e Mariuccia, una bella e giovanile signora che ogni pomeriggio, tempo permettendo, s'incontrava con le sue amiche in una famosa gelateria del Viale XX Settembre.
Giorgio, vedovo da poco, amava passeggiare in quel Viale, dove aveva la possibilità d'incontrare qualche amico e scambiare qualche parola. E un giorno l'ha vista. 


Com'era bella lei, com'era giovane
Mi sentivo vecchio, io, inadeguato
Ma poi abbiamo fatto tante scarpinate nei boschi
quante volte i nostri scarponi hanno calpestato
l'erba bagnata dalla primaverile rugiada.
La rivedo, minuta, flessuosa in giacca a vento e blu jeans.
Le feci conoscere e amare ogni sentiero del mio amato Carso.
Mano nella mano, adoravo tenerle la mano.
Avevamo parlato, riso e scherzato nelle osmize, bevendo Terrano.
Ricordo lo scintillio dei suoi occhi e quel raggio di sole
che illuminando i suoi capelli m'aveva stordito
...paralizzato dall'emozione.
La bora le scomponeva la corta gonna, mentre lei rideva...
L'amavo. Ci amavamo.



Fino  a quella maledetta sera dell'incidente che mi rese fragile
come una piuma in balia del vento.
I miei pensieri e le mie emozioni si sopirono per troppo tempo.
Quando mi ripresi le telefonai
ma l'apparecchio non mi rimandò più la sua voce.
Disperavo nel non vederla più.
Ma il mio vecchio cuore mi diceva di aspettare.
Appena dimesso mi misi a cercarla, non la trovai.
Finché un giorno qualcuno mi disse che se n'era andata.
Alla mia domanda: Dove?
Al camposanto, mi rispose!
Non volevo crederle. Non potevo crederle.
No! Non era lei, la mia allegra e spensierata ragazza, no!
Incredulo mi diressi verso il cimitero.
Il funzionario mi diede un numero
Io continuavo a non volerci credere.
Finché non arrivai davanti alla lapide e vidi il suo sorriso
Sotto la foto c'era il suo nome e la data di nascita
L'amore mio, la mia ragazza se n'era andata a 88 anni.

A quel tempo Giorgio aveva 76 anni e non si era mai accorto che la sua amata avesse 86. L'amore non ha età e la freccia di Cupido può colpire chiunque.

Il racconto di Giorgio mi ha ispirata. E con parole mie ho postato.