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giovedì 27 giugno 2013

My virtual life

Jean - Donat, parigino e un po folle, vi parlai di lui in:  
Jean-Donat e il mio senso per il fumo.

...e vi promisi il seguito. Eccovi: Jean-Donat e la primavera sulla Loira

  
Jean – Donat, d'ora in poi mi riferirò a lui come JD, lo ricorderò sempre con la sigaretta tra le labbra e un bicchiere di cognac in mano. JD che anche con il bicchiere in mano è riuscito a schioccarmi un bacio sotto il vischio, in quell'indimenticabile capodanno a Parigi. Noi due eravamo così diversi: io che solo il sentore di fumo di sigaretta mi dava il capogiro, per non parlare del cognac... sono quasi astemia!
Quindi una storia partita male, ma di cui non avrei potuto farne a meno, in quel dannato freddo inverno del 2008.
Ricordo che la bora soffiava forte fuori i vetri della finestra di casa mia, io seduta sul divano con il mio PC portatile che mi teneva al caldo le ginocchia e mi surriscaldava il cuore. Non meravigliatevi, dovete pensare che io mi trovavo a Trieste e JD in una soffitta vicino al Champ.

Ma le meraviglie della tecnologia ci aiutarono a mantenere viva la fiamma, a farla divampare fino a diventare incendio. Wow so è banale, ma grazie a Skype le mie serate furono uno vero schianto. Per fortuna la webcam funzionava bene ed è stata l'elemento basilare per tenere viva la passione. Ah se non ci fosse stato internet...
quando ci ripenso per la nostalgia mi viene il magone: ci davamo appuntamento intorno le 22 e buona parte delle volte mi svegliavo al mattino con il PC ancora acceso. Quanti brindisi unilaterali, si perché io facevo finta di bere; quante sigarette fumate, da JD intendo, uno dei tanti vantaggi di internet è che il fumo non naviga in rete. 

All'arrivo della primavera abbiamo deciso per un rendez vous a Parigi, con un divertissament: visita dei castelli della Loira e di Le Mans di cui tutti conoscono il circuito di corse, ma pochi il suo bel borgo medioevale. La settimana che precedete la partenza ci eravamo messi d'accordo di non sentirci, questo per creare un clima di malizioso suspense; quindi quando arrivò il momento dell'incontro a tu per tu, dopo tanti incontri virtuali, mi sentivo come una bambola a cui avessero inserito la presa della corrente elettrica. 
Quando
JD comparve oltre il vetro della porta degli arrivi, mi trovai a pensare che tutte quelle serate passate a fumare e bere non gli avessero fatto un gran bene. Quando mi prese tra le braccia mi ritrovai a baciare l'ombra del ragazzone allegro conosciuto in gennaio. L'alito di JD sapeva di alcol e di tabacco, mi nauseò a tal punto che ebbi dei conati di vomito. Scusandomi e incolpando il cibo servito in aereo, mi affrettai a cercare un bagno. JD si ne dispiacque tantissimo che l'aereo mi avesse causato tale malessere. Mi scusai e lo pregai di accompagnarmi in hotel, poiché quella sera non ero in grado di apprezzare la sua compagnia, l'indomani mi sarei ripresa e l'avrei chiamato.
Il giorno seguente ero uno straccio, avevo passato la notte in bianco, mi sentivo male solo al pensiero di rivederlo. Gli lasciai un messaggio in portineria dicendo che stavo ancora male ed ero in attesa di un medico, e che non salisse perché non ero presentabile.
Vi devo confessare che non me la sentivo di rivederlo, scioccata com'ero dal ribrezzo provato nei suoi confronti e mi chiedevo come ciò fosse potuto accadere, mi pareva un incubo.
Dopotutto la realtà come sempre supera la fantasia, per dire il vero, preferivo il sogno d'amore creato dalle fantasticherie del web, lo scontro con la realtà fu traumatico per ambedue. Sicuramente vi state chiedendo come la prese JD, non bene lo ammetto, ma non me la sentivo di passare quei dieci giorni assieme a lui. JD non riusciva a capire il mio voltafaccia dopo tutte le dichiarazioni d'amore scambiate su Skype, e neanch'io, sinceramente.
Ogni caso la storia mi servì da lezione: non accettai più incontri virtuali, in rete corri sempre il rischio di rimanervi invischiata. Mi promisi di lasciare perdere le persone troppo diverse da me. Purtroppo le infatuazioni “trovano il tempo che trovano” ed ad un certo punto “tutti i nodi vengono al pettine”.

Con l'occasione mi feci un bel tour attraverso la Francia, per fortuna dall'albergo il giorno seguente partiva una escursione alla scoperta della Valle della Loira.

domenica 24 febbraio 2013

Souvenir de Paris

ricordi
dei baci bagnati di pioggia
degli occhiali offuscati
dalle nostre teste vicine
delle tue prese in giro
per quel che si diceva
e di quel che si pensava.

dal cuor in sconquasso
le mani goffe che si stringevano
dei tuoi, e mie occhi che si cercavano.
Da Montmartre al  Champs d’Elysèe
mentre io fotografavo i monumenti
e tu le belle filles de Notre Dame.

ricordi della "baghette" 
del "poulet avec le frittes"
del " vin rouge" e la “carafe d’eau”
della "soupe au oignon"
delle "crepes" 
della “mousse au chocolat”...
d'accord mon amour

pour toujours à Paris.

Ricordi di sette giorni e notti di un inverno... a Parigi.

giovedì 13 gennaio 2011

C'est romantique

à PARIS
ricordi
di baci bagnati dalla pioggia
degli occhiali offuscati
dalle nostre teste vicine

delle tue prese in giro
per quel che si diceva
e di quel che si pensava.

dal cuor in sconquasso
le mani goffe che si stringevano
dei tuoi, e mie occhi che si cercavano.

Rincorrersi per i boulevards
per Montmartre e per il Champs d’Elysèe
mentre io fotografavo le monument
e tu le belle filles de Notre Dame.
ricordi delle "baghette"
del "poulet avec les frittes"
del " vin rouge" e la “carafe d’eau”
della "soupe au oignon"
delle "crepes"
della “mousse au chocolat”...


d'accord mon amour

pour toujours à Paris.

Ricordi di sette giorni e notti d'inverno di un anno qualsiasi... a Parigi.

lunedì 21 gennaio 2008

Pensieri balordi, a Parigi

in compagnia delle mia fragilità,
che con le parole non so descrivere
come chi ha lasciato in eterno
dei solchi nell'anima mia.

Sono qui
in compagnia delle mia fragilità,
che con le parole non so descrivere
come chi ha lasciato in eterno
dei solchi nell'anima mia.


Altri pensieri balordi...
"rosigadi" dai tarli della nostalgia.
SON DISPERADA
No gho trovà el cd cole foto
dei basi bagnadi de piova,
del cuor in sconquasso,
dele ciolte in giro
de quel che  xe sta dito
e de quel che se pensava,
dei piedi strachi
dela "baghette"
del "poulet et la moustarde"
del " vin rouge"
dela "soupe au oignon"
dele "crepes"
d'accord mon amour
pour toujours à Paris
....

mercoledì 16 gennaio 2008

Jean-Donat e il mio senso per il fumo


Jean-Donat, il mio regalo di fine anno. Si, lui per me è stato proprio così, lo conobbi in quei particolari giorni che precedono un nuovo anno. Giorni in cui fai il bilancio della tua vita e ti accorgi quanto tutto ciò che ti riguarda, già di per se anacronistico, sia diventando puerile. Ma non perché stessi ringiovanendo, ma soltanto per tenermi aggrappata a quel filo, che con il trascorrere del tempo s'assotiglia sempre di più. Un sottilissimo filo fatto di ricordi che mi tiene legata alle cose, alla vita, lasciandomi l'illusione d'essere libera.

Così mi sentivo quella sera a casa di Martina e Jules, i miei amici d'infanzia. Quindi quando incontrai Jean-Donat, lo chiamerò Jean, non gli diedi molta importanza, mi pareva che fosse lì solo per ubriacarsi, aveva sempre in mano un bicchiere quasi vuoto. Poi parlava, parlava con quel accento che hanno tutti i francesi, che se non ci metti d'impegno, fai una fatica immane a capire. Beh, è stato così, lui mezzo ebro ed io sobria da far paura. Poi Jean mi guardò negli occhi e s'accese una sigaretta, io che odio il fumo mi scostai, lui s'avvicinò di più, con la sigaretta  tra le dita della mano destra e il bicchiere sulla sinistra e poi tutto successe in una frazione di secondi, non so come mi trovai tra le sue braccia.
Mi chiedo ancora come l'avesse fatto, se nella mano destra aveva la sigaretta e nella sinistra il bicchiere... ora ricordo: la mia camicetta nuova bruciata dalla sigaretta, che in quel momento scambiai per una scintilla di passione. Sempre tenendomi stretta, Jean mi trascinò fin sotto il vischio e schioccandomi un bacio in bocca m'augurò buon anno!
Non so se fu per il bacio o per l'ecitazione che provammo mentre mi stringeva a se, ma da quell'istante lo trovai favolosamente attraente... quindi lo guardai con maggior interesse e decisi che meritava una seconda opportunità... il resto ( precedenti post) ve lo potete immaginare: le corse a perdifiato ad inseguirci per i boulevard... etceterà etceterà.
Ma c'è stato un seguito: Printemps sulle Loire!