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lunedì 25 maggio 2020

Le Piramidi - Flashback della visita al Cairo


Il ristorante del Hotel è già pieno di ospiti che fanno la coda davanti al buffet dei cibi, mi fermo a guardare quell’ognibendidio esposto al nostro sguardo famelico. Mi decido di assaggiare un piatto tipico: minestra di lenticchie servita con taméya. È nel bancone dei dolci che una crostata ricoperta di datteri attrae la mia attenzione, vedo lo stesso disegno che decora lo scrigno da me preso al souk...


 Flashback della mia visita al Cairo in Video  (24-28 maggio 2008)
Grande immenso caldo, il cielo azzurro senza neanche una minuscola nuvoletta, al rientro ho saputo che la temperatura s’aggirava intorno ai 48 gradi.  
Il caldo rende tutto più pesante, cerco di starmene all’ombra il più possibile, cammino velocemente. Dentro le tombe millenarie la temperatura è fresca, ciò rende meno faticoso inoltrarmi lungo i corridoi, godere la loro maestosità, meravigliarmi dei graffiti che li decorano. Lavori di precisione eseguiti da maestri nell’arte dell’incisione, ma un cartello ben in vista mi avvisa che non possono essere immortalati dall’occhio indiscreto della macchina fotografica, scalpitante nell’interno del mio zaino.
Scalpitante a tal punto, che me la trovo in mano e senza avvedermi scatto una foto e poi un’altra fino quando mi viene strappata di mano e un ometto arrabbiatissimo m’impone di cancellarle, pena il suo sequestro e il pagamento di una salatissima multa.
Eseguo l’ordine rapidamente, la stanchezza mi assale, per fortuna la visita si è conclusa, non avrei resistito un minuto in più.
Dovrò riposarmi, al pomeriggio c’è la visita alla riva orientale del Nilo: il tempio di Karnak e Luxor. La Valle dei Re e delle Regine in video

Le Piramidi di Giza e il Tempio di Abu Simbel 
Scatto le foto mentre mi aggiro per i vicoli tortuosi del Bazar, dove si respira la storia di sette secoli, ma anche di polvere e di sporcizia accatastata in mezzo alla strada. Le radio gracchiano cantilenanti musiche ipnotiche, tra il via vai dei carrettieri, tanta polvere e odore di spezie, ammiccanti caraffe di karkadé e fumo di narghilé. Tra falsi papiri, essenze di profumi e souvenir dozzinali, spossata m’ infilo in un caffè. I miei ricordi di viaggio: Il Cairo fine maggio del 2008. LINK

mercoledì 3 aprile 2013

Les Piramides - souvenir - Egitto


Al nostro rientro della visita alle Piramidi, il ristorante del hotel è già pieno di ospiti che fanno la coda davanti al buffet dei cibi, mi fermo a guardare quell’ognibenedidio esposto al nostro sguardo famelico.
Mi decido di assaggiare 
un piatto tipico: il "ful", minestra di lenticchie servita con taméya, una salsa piccante, non male. (guardate il video)
È nel bancone dei dolci che una crostata ricoperta di datteri attrae la mia attenzione, vedo lo stesso disegno che decora lo scrigno da me preso questo pomeriggio al souk. Mi fermo, taglio una fetta, e chiedo al cameriere se quel disegno abbia un significato preciso. L’uomo che sta dietro il banco scambia un’occhiata con il ragazzo che sta sistemando alcuni dolcetti in un vassoio, non rispondono alla mia domanda, sono evasivi, forse non capiscono il mio interesse.

Dopo mangiato faccio un giro per i negozi che si trovano negli ampi corridoi del hotel. Chiedo di vedere il gioiello con il disegno dei serpenti e del fior di loto, l'uomo lo fa di malavoglia. Dice che sono oggetti antichi, non brutte riproduzioni dei gioielli della Valle dei Re. Molto pregiati ma carissimi quindi decido di ritentare nel souk il giorno dopo. Esco e vado nel negozietto difronte  a comprare un abito tipico, un mio vecchio sogno.
(Segue)