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venerdì 12 dicembre 2025

Santa Lucia, tra devozione e scorpacciate

 Mia sorella che abita a Palermo mi ha raccontato la leggenda della Santa e delle tradizioni in cui il simbolo della festa sono le arancine di riso… ecco l’articolo che mi ha inviato.

"Santa Lucia, il giorno dell’arancina tra devozione e scorpacciate.


Nel giorno di Santa Lucia da Siracusa, che vorrebbe il digiuno dei devoti, l’eretico è chi non mangia l’arancina. O meglio chi non fa una vera e propria scorpacciata di palle di riso. A Palermo è la giornata dell’odore di fritto nell’aria. Lo senti arrivare fuori dalle rosticcerie, ma anche dalle abitazioni di chi prepara in casa il simbolo della festa. Nel capoluogo siciliano l’arancina sta a Santa Lucia come la colomba sta a Pasqua o come il panettone sta a Natale. O forse come il tacchino sta al giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti d’America.

LA LEGGENDA. Patrona di Siracusa, Lucia, protettrice degli occhi, è una delle sante più venerate a Palermo. Così si narra che in un periodo di carestia i palermitani si affidarono proprio alla santa aretusea per interrompere il digiuno che “rispose” facendo arrivare al porto un bastimento carico di grano. Il grano non venne sottoposto a molitura per farne farina, venne bollito e condito con un filo d’olio per sfamare il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile. Nacque così la cuccia, altra specialità gastronomica che oggi sarà su molte tavole. Da quel momento si dice che i palermitani nel giorno di Santa Lucia preferiscano astenersi dai farinacei, pane e pasta su tutti. C’è chi addirittura in questa giornata non tocca assolutamente cibo. Ma prevalgono i golosi, coloro che per un anno attendono l’arancina day.

DOVE MANGIARE LE ARANCINE. Ci sono luoghi cult conosciuti da quasi tutti i palermitani amanti del riso farcito da carne o burro (ma anche da pollo, salmone, cioccolato e chi più ne ha più ne metta) e ricoperto dalla sottile impanatura e poi ci sono rosticcerie di quartiere, con una clientela di nicchia. Nel primo caso da citare il bar Alba di piazza Don Bosco, il Rosanero di piazzetta Porta Reale, Massaro di via Ernesto Basile. Nel secondo caso il Gardenia, a Cardillo, Amato, in via Brunelleschi, Scatassa, in via Ammiraglio. Con una mano sulla tastiera e l’altra a reggere l’arancina davanti al pc. E guai a chiamarli arancini. Fonte web

giovedì 5 dicembre 2019

Paradiso!

 Palermo, Cefalù, Siracusa e Catania.
 La Sicilia d'inverno.

Visitare Siracusa, o altri luogo della Sicilia in dicembre, è una esperienza unica, la temperatura mite invita alle passeggiate e alla visita dei siti archeologici, niente ressa ai botteghini e troverete alberghi e ristoranti con prezzi abbordabili.

Questo è l'orecchio di Dionisio



Alla prossima   sorpresa!


venerdì 15 novembre 2013

Siracusa: passeggiata serale in piazza Duomo

Dopo l'interminabile viaggio in treno (costo circa 13 euro) di cui apprezzai la puntualità e treni.jpgla qualità del servizio, con un bel convoglio bianco che da Palermo mi portò a Messina. Poi presi un altro, molto più lento, che da Messina mi lasciò a Taormina - Giardini. Quindi nessuno potrebbe lamentarsi dal tempo impiegato (circa 3 ore) dallo stesso tipo di convoglio (costo circa 8 euro) con cui arrivai a Siracusa.
Il viaggio, monotono come tutti i viaggi in treno, fu allietato dalla lettura del romanzo che definirei gotico: "La caduta" di Del Toro e Chuck Hogan. So che molti arricceranno il naso, ma io amo quel genere di lettura, quindi m'immersi nel thriller e non mi accorsi del panorama che scorreva dietro i finestrini del treno. 
Petrolchimico siracusa.jpgFinché le mie narici non captarono un, prima lieve, diventato poi molto insistente, odore di combustibile che mi fece alzare gli occhi e mi catapultò in un infernale paesaggio in cui spiccavano enormi cisterne, tubature e costruzioni gigantesche, mi fecero dimenticare il libro, tutto sommato molto più soft, di ciò che rappresentava la quotidiana realtà, di migliaia di persone che da quel posto ricavano il necessario per vivere. No, di tutto ciò non feci nessuna ripresa. Avevo già sentito parlare di Priolo e del polo petrolchimico siracusano, ma finché non lo vedi non ti rendi conto delle sue gigantesche proporzioni.


Arrivata a Siracusa l'accogliente Hotel Posta, di Ortigia, mi diede il benvenuto e dopo un bagno caldo, ritrovai me stessa. Quindi senza perdere neanche un minuto, mi buttai in strada dove dopo poco , mi trovai davanti alla fontana di Diana in piazza Archimede, fatti alcuni passi, mi fermai di botto! Davanti a me, sotto il cielo blu cobalto dove uno spicchio di luna brillava, si presentò la spettacolare Piazza Duomo circondata dai suoi edifici illustri. Lì in quel meraviglioso scenario mi diede il benvenuto la Banda di Siracusa. Cosa potevo aspirare di meglio?
Ma non avevo ancora visto il resto.

giovedì 14 novembre 2013

Taormina, l'Isola Bella e i Giardini Naxos



Le panoramiche di questo filmato sono state riprese dalla scalinata che da Taormina, situata a 200 metri sul livello del mare, porta al meraviglioso golfo dove si trova l'Isola Bella, collegata alla spiaggia da un sottile lembo di terra. 

Taormina dista solo tre chilometri da Giardini Naxos. Per arrivarci la via più semplice, pratica ed economica è l'autobus perché non avrete il problema del parcheggio che è abbastanza caro (5 euro / ora). Basta semplicemente aspettare l'autobus destinazione Taormina: c'è il bus navetta di colore giallo arancione (che in questa stagione passa ogni ora e mezza e costa 50 centesimi) che parte da Naxos e si ferma anche davanti alla stazione ferroviaria. Poi c'è l'Interbus di colore blu (costa circa 2 euro) che porta fino al terminal di Taormina. C'è anche una cabinovia, ma non la vidi in funzione, ma sicuramente in estate farà un ottimo collegamento con Taormina.
Giardini Naxos: il nome della cittadina deriva dal siciliano Giardini, che significa agrumeti e "Naxos" deriva invece dal nome della prima colonia greca in Sicilia sul cui territorio sorse l'odierno centro. 
Naxos fu fondata dai Calcidesi nel 735 a.C. presso la baia di Schisò ed ebbe una preminenza religiosa sulle altre colonie dell'isola perché li sorgeva l'ara di Apollo Archegetes, dio protettore della colonizzazione greca in Sicilia.
Per ultimo vedrete le riprese che feci alla stazione di Taormina-Giardini, durante l'attesa del treno che mi avrebbe portato a Siracusa. La stazione è un pregevole fabbricato, in stile liberty, con un corpo centrale elevato a due piani, affiancato da due corpi laterali allungati. Le sale interne sono arredate con mobili in legno scuro in stile Ottocentesco e le pareti e i soffitti sono decorati con affreschi e decorazioni a rilievo. La stazione, già di per se meritevole di una visita, è ben inquadrata nel paesaggio circostante posta com'è ai piedi della rocca di Taormina su un terrapieno affacciato sulla stupenda baia di Naxos.

mercoledì 13 novembre 2013

Taormina, bella anche d'inverno



Ricordi del mio bel viaggio in Sicilia fatto nell'ultima settimana di novembre del 2011.
Per primo vi parlo di Taormina, un gioiello incastonato sul monte che si trova a circa 200 metri sul livello del mare ed ha una conformazione particolare che la fa somigliare, ad una vera terrazza arricchita da una bella vista panoramica nella quale spicca il vicino vulcano Etna.
La città è sempre stata una grossa meta turistica e chiunque la vada visitare subirà lo stesso fascino che essa ha esercitato, nel corso dei secoli, su tutti i visitatori.
Il fiore all'occhiello per tutta la città è il Teatro Greco ricordato soprattutto con l'espressione "Teatro Antico" dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall'evidente stile corinzio. 
In Sicilia esso è, per le sue notevoli dimensioni e con un diametro di circa 110 metri, secondo solo a quello siracusano, ma non per questo inferiore per importanza o bellezza.
Il Teatro Greco ancora oggi utilizzato per delle manifestazioni culturali ed artistiche. Famoso non solo per la sua struttura architettonica ancor oggi in buono stato e dall'acustica davvero notevole, ma anche per la splendida vista panoramica che esso offre sull'Etna, la città di Giardini Naxos ed i Monti Calabri, vista offerta dalle terrazze che circondano lateralmente la scena.

sabato 5 novembre 2011

Enzo Maiorca: Sotto il segno di Tanit

Sotto il segno di Tanit - Il ricordo di un'avventura subaquea vissuta nel mare di Vendicari con un finale a sorpresa. 

"Si pinneggia imponendo il proprio intimo di non mollare, di dimenticare i muscoli intorpiditi dalla stanchezza e dalla mancanza d'ossigeno, di sedare i centri nervosi preda dell'angoscia per le svariate decine di metri turchini sovrastanti"
Enzo Maiorca, uno dei più grandi apneisti del mondo, nato a Siracusa il 21 giugno del 1931, decise di festeggiare il suo ottantesimo compleanno,  celebrato il 21 giugno di quest'anno con una sua autobiografia: Sotto il segno di Tanit.
.Villaggio Barcolana 002.JPG
Il libro fu presentato da Maiorca anche qui nella mia città Trieste, durante la settimana della "Barcolana" l'internazionale regata di vela che si svolse, come ogni anno, nella prima settimana d'ottobre.
Confesso che in quell'occasione rimasi affascinata da questo personaggio eccezionale che incontrò per la prima volta il mare quando era ancora un giovane vagabondo siciliano e se ne innamorò al punto da continuare a sfidarlo per tutta la vita. Il susseguirsi dei ricordi  così amabilmente descritti da Maiorca nel suo libro, fecero maturare in me il progetto di vedere con i miei occhi quei luoghi antichi e pieni di fascino.