mercoledì 1 luglio 2009

Tu che m’hai preso il cuor

Al Palazzo Gopcevic (via Rossini 4, Trieste) è stata inaugurata la mostra “Tu che m’hai preso il cuor”, l'operetta da Trieste all'Europa, che resterà aperta fino al 26 luglio. Sono orgogliosa e fiera di parlarvi di questa "rivisitata" Mostra Storica dell'Operetta e come è stato spiegato dalla curatrice della rassegna Rossana Poletti, si tratta di frutto di un lungo e appassionato impegno di cura, accrescimento e raccolta di nuovi reperti portato avanti in questi anni dall’Associazione Internazionale dell’Operetta–Friuli Venezia Giulia sulla base della precedente esposizione allestita, ancora nel 1994, assieme al Civico Museo Teatrale “C. Schmidl” e poi rappresentata in diverse altre occasioni. Durante lo svolgimento della manifestazione di ieri pomeriggio, scattai diverse foto che inclusi in questo video.
La mostra “Tu che m’hai preso i
l cuor” è articolata in tre sale.

"LA PRIMA SALA
Nella prima sala sono esposte le immagini che vanno dalla metà dell’Ottocento alla seconda guerra mondiale. Avvenimenti di rilievo come la contestata prima de La vedova allegra al Teatro Filodrammatico nel 1907, le presenze di Lehár, Suppé e Kálmán, che si accostano alle esibizioni di artisti di fama europea (Mila Theren e Richard Tauber, Gea della Gari
senda e Ines Lidelba, Amalia Soarez ed Emma Vecla) e ad una vivacità anche editoriale: si pensi allo Schmidl che pubblica le prime musiche di Lehár per banda e Sangue triestin e ai vari teatri, il Fenice in particolare, che pubblicano i libretti di operette famose.
Trieste diviene subito il luogo deputato dell’operetta e trova nella prestigiosa figura di Mario Nordio l’uomo simbolo del rapporto profondo tra Lehár, la città di Trieste e l’operetta. Egli è il primo geniale traduttore di Lehár in occasione della prima rappresentazione in Italia di Clo-Clo nel 1924 e da allora egli diviene, per volontà di Lehár, il traduttore esclusivo delle sue operette.
LA SECONDA SALA
Nella seconda sala trovò spazio tutto il Festival dell’Operetta, dal 1950, anno della sua prima edizione al Castello di San Giusto, fino all’ultimo documentabile del 2008. Sono esposti anche quegli anni Sessanta, in cui il Festival non ebbe un regolare svolgimento, se non per alcuni spettacoli, ospitati al Castello di San Giusto, provenienti dai paesi della Mitteleuropea, in attesa che il vero festival riprendesse quota nel 1970 con il restaurato Politeama Rossetti, pronto ad ospitarlo.
Tante locandine e foto di questi sessant’anni per ripercorrere il cambiamento di un gusto, che nell’ultima fase vedrà emergere, ancora
timidamente il moderno musical, con Can Can di Cole Porter e uno scatenato Sette spose per sette fratelli con un danzatore degno di Gene Kelly, Raffaele Paganini, per citarne alcuni, senza dimenticare artisti del calibro di Rose Barsony, Martha Eggerth e Jan Kiepura, negli anni ‘50, direttori d’orchestra della qualità di Cesare Gallino, ma anche protagonisti indimenticabili come Sandro Massimini che calcò per la prima volta le scene di Trieste, proprio in quel famoso 1970 al ritrovato Rossetti.
LA TERZA SALA
Nella terza sala trovò spazio l’attività dell’Associazione Internazionale dell’Operetta, dall’anno 1992 di fondazione ai giorni nostri: troveranno così spazio i due Premi, l’Internazionale dell’Operetta, giunto a quota ventidue, e il Massimini arrivato alla decima edi
zione. Saranno ripercorse le tante iniziative di questi anni: Calde note d’estate, I Pomeriggi Musicali al Rossetti, TriesteOperetta al Ridotto, ma anche i vecchi successi de La Maga, Abdera e Napoleone, ed ancora Un Bellissimo Settembre e Orient Express, prodotti quest’ultimi con La Contrada, senza dimenticare il Gasparone di Millöcker prodotto a Miramare con il Verdi nel Festival 2005. E poi i tanti concerti di Fine Anno Dal valzer allo swing diretti dal M° Romolo Gessi, i concerti Vo da Maxim, Dove fioriscono i limoni, Spesso il cuore si innamora, Parigi o cara, senza dimenticare il Gala del Festival dell’Operetta 2008, anch’esso frutto di una collaudata collaborazione con il teatro lirico." (dal sito ClubRadio)

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