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mercoledì 13 ottobre 2021

Tutto ciò che dobbiamo sapere sui farinacei, grassi e zuccheri



Fare attenzione a ciò che si mangia è fondamentale, ma non bisogna comunque esagerare. Insomma, se ci sembra che un alimento abbia troppe calorie non significa che automaticamente sia da incriminare o da eliminare.
Quante volte, infatti, ci è stato detto che per restare in forma bisogna mangiare un po di tutto? Fonte web
E quante che anche gli alimenti più energetici sono importanti per stare bene?Eccovi una mini-guida che vi aiuta a fare le scelte giuste, scoprendo i veri benefici dei farinacei, l’ambivalenza dei grassi e i pericoli nascosti negli zuccheri.
Scoprite con noi i pro e i contro di alcuni alimenti comuni che assumiamo per la nostra nutrizione.

Gli amici: i farinacei 
Un tempo erano criticati, invece da qualche anno a questa parte i dietologi e i nutrizionisti hanno iniziato a difendere pasta, pane, cereali e patate. Questo vuol dire che non dovremo più rinunciare ad un bel piatto di spaghetti. Ma quali sono i vantaggi dei farinacei? Identificare i farinacei Il termine farinacei indica gli alimenti di origine vegetale ricchi di carboidrati e soprattutto di zuccheri lenti, ovvero complessi.
Si tratta dei cereali (grano, granoturco, riso, avena, segale ecc), dei legumi (lenticchie, fagioli, lenticchie, piselli, fave, ceci, soia) e delle patate. Ricchi di amido, i farinacei forniscono all’organismo degli zuccheri a basso indice glicemico, cioè vengono assimilati lentamente e usati dall’organismo per produrre l’energia indispensabile per il suo funzionamento.

Cosa forniscono i farinacei? 

Nonostante il contenuto energetico relativamente elevato (100 g di pasta o riso = 300-350 kcal; 100 g di patate crude = 80 kcal; 100 g di lenticchie o fagioli crudi = 250-300 kcal…), i farinacei presentano una certa ricchezza nutrizionale, perchè ricchi di carboidrati, la benzina per il nostro corpo. Poi sono ricchi di fibre: oltre a regolare la pressione e abbassare il cattivo colesterolo, facilitano il transito intestinale e l’eliminazione delle tossine. Come consumarli? I farinacei forniscono energia, evitando così il senso di stanchezza che ci porta a fare i famosi e insani spuntini. Inoltre, essendo una grande categoria di alimenti, ad ogni pasto troviamo l’imbarazzo della scelta: si va dal riso alla pasta, dal pane ai cereali, dai legumi alle patate, fino alla manioca.
I carboidrati dovrebbero rappresentare circa il 50% degli apporti energetici quotidiani. Quindi: 30-60 g di pane o 5-8 cucchiai di cereali a colazione; 100-150 g di pasta, riso, patate. Certi farinacei, troppo raffinati (come riso e piane bianco) o trasformati (come patate fritte e cereali per la prima colazione), diventano degli zuccheri rapidi e vengono immagazzinati immediatamente dall’organismo: è per questo che è meglio scegliere i cereali integrali.
I soci: i grassi
I grassi sono molti criticati, soprattutto perchè calorici, eppure sono indispensabili per l’organismo. Quindi abbandoniamo per un momento l’idea del fritto del McDonald’s e pensiamo ai benefici dell’olio d’oliva e a come usare i grassi a nostro favore.
L’importante è tenere presente che l’uso corretto dei grassi è innanzitutto una questione di scelte e di equilibrio. Identificare i grassi Le materie grasse, o lipidi, sono molto energetiche: basti pensare che 1 g fornisce 9 kcal. Sono presenti nella nostra alimentazione.
Qualche esempio? Pensiamo semplicemente all’olio, al burro o alla margarina, senza parlare poi di quelli contenuti in alcuni alimenti come carne, pesce o ova, oltre che nei prodotti industriali. Gli acidi grassi che costituiscono i lipidi possono essere: saturi, monoinsaturi o polinsaturi (soprattutto Omega 3 e 6).
Cosa forniscono i grassi?
In primis forniscono calorie, ma non bisogna metterli sotto accusa per quello, in quanto svolgono un ruolo fondamentale nell’organismo e sono indispensabili al buon funzionamento del cervello, dei nervi e del sistema ormonale. Sono inoltre utili al rinnovamento delle cellule, alla salute della pelle, dei capelli e delle mucose. Un’alimentazione senza grassi, quindi, non solo è triste ma anche squilibrata.
È comunque essenziale saper fare la distinzione tra: Acidi grassi saturi: presenti in molti prodotti animali (carne, salumi, latticini, burro) e alimenti trasformati (piatti industriali, biscotti, merendine, gelati, patatine… ), aumentano il colesterolo, ostruiscono le arterie e possono provocare delle malattie cardiovascolari
Acidi grassi insaturi: si trovano essenzialmente nei pesci grassi (come sardine, tonno e sgombro) oltre che negli oli vegetali e diminuiscono i rischi cardiovascolari rendendo il sangue più fluido.
Tra gli acidi grassi insaturi ritroviamo degli acidi grassi essenziali, gli Omega 3 e 6, che mantengono l’elasticità della pelle e favoriscono l’equilibrio nervoso e ormonale
Come consumarli?
I grassi sono molto energetici e quindi è ovvio che non si debba eccedere nell’uso, che si stia facendo o meno una dieta dimagrante. Al tempo stesso, come vi dicevamo, non bisogna eliminarli.
Sia per la linea che per la salute, è meglio limitare i grassi animali provenienti da carne, salumi, burro, formaggio ed evitare anche gli alimenti preparati che ne contengono (come dolci, piatti industriali e patatine). L’ideale è privilegiare il consumo di pesci grassi ed oli vegetali, naturalmente senza abusarne.
Secondo i nutrizionisti, i lipidi devono rappresentare il 30-35 % degli apporti alimentari. Il che significa, pesce minimo tre volte alla settimana; formaggio (30 g) una volta alla settimana; e 10-20 g di burro crudo e 2 cucchiai (20 g) di olio al giorno.
I nemici: gli zuccheri
Non è quella piccola zolletta che mettete nel caffè a farvi male, ma l’insieme di tutti gli zuccheri che finite per consumare nel corso della giornata. Perchè sono molti i prodotti che contengono percentuali più o meno alte di zucchero: non parliamo solo di biscotti, dolci, caramelle e gelati, ma anche di alcune bevande, delle salse, del pane e di alcuni piatti confezionati.
Identificare gli zuccheri
Gli zuccheri rapidi o semplici si distinguono dagli zuccheri lenti o complessi contenuti nei farinacei per la velocità di assimilazione: invece di essere assimilati lentamente, passano subito nel sangue e forniscono immediatamente energia. A differenza dei farinacei, il sapore dolce è percepibile per via del saccarosio (zucchero da tavola), del lattosio (zucchero del latte), del glucosio e del fruttosio (zucchero della frutta). Proprio come i grassi, gli zuccheri sono visibili o nascosti in certi alimenti naturali (come nella frutta, latte) e soprattutto negli alimenti industriali (per esempio dolci, caramelle, bevande, piatti confezionati).
Gli zuccheri favoriscono l’immagazzinamento e, assimilati rapidamente dall’organismo, soprattutto al di fuori dei pasti, creano squilibrio, in quanto l’energia che contengono viene trasformata rapidamente in grassi. Stimolano l’appetito: gli alimenti ad indice glicemico elevato (percentuale di zuccheri nel sangue) aumentano la glicemia che produce l’insulina.
Questa fa scendere rapidamente il livello di glicemia, provocando una sensazione di fame precoce e la voglia di ulteriori prodotti zuccherati. Creano dipendenza e fanno ingrassare.
Per tutti questi motivi l’eccessivo consumo di zucchero determina sovrappeso ed obesità, con tutte le patologie ad essa legate (come il diabete e le malattie cardiovascolari). Come se non bastasse lo zucchero, già calorico di per sè (1 g di saccarosio = 4 kcal), è spesso associato ai grassi (per esempio dolci, merendine e gelati) e questo fa aumentare ulteriormente il valore energetico degli alimenti che lo contengono.
Come consumarli?
L’ideale è ridurre il più possibile il consumo di zuccheri rapidi. Anche se non possono essere eliminati dall’alimentazione, dato che c’è il rischio cadere nella depressione. È consigliato scegliere in modo sistematico gli alimenti naturalmente zuccherati come la frutta e i prodotti con la dicitura senza zucchero aggiunto.
Sarebbe il caso poi di evitare i prodotti industriali zuccherati come le merendine, le caramelle, le bevande, i dolci e anche i panini dei fast food.
Inoltre la quantità quotidiana di zucchero non deve essere superiore a 60 g (cinque cucchiai di zucchero). Quindi bisogna tenere conto dello zucchero che si mette nel caffè, di quello contenuto nello yogurt, oltre che quello di biscotti, dolci e cereali per la prima colazione.

martedì 9 marzo 2021

Le piante odorose

Tra le più interessanti si trova il Coriandolo (coriandrum sativum): il suo nome deriva dal greco "koris", cimice. La pianta, infatti, emana lo stesso sgradevole odore che si sente quando si schiacciano le cimici. Questa analogia ha fatto sì che il coriandolo si meritasse anche l'appellativo di erba cimicina.
Un'altra curiosità riguardante questa spezia è l'usanza che nel Medioevo si aveva di glassare i frutti della pianta con lo zucchero durante le feste di Carnevale: è da lì che deriva la tradizione dei dischetti di carta colorati che chiamiamo, appunto, coriandoli.
Il coriandolo si presenta a granelli simili a quelli del pepe: il metodo migliore per gustare l'aroma è quello di conservarli interi e macinarli all'ultimo momento.
I semi di coriandolo vanno conservati comunque in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.
Il coriandolo è un antisettico intestinale ed è depurativo e digestivo. Allevia i crampi dell'intestino e combatte i gonfiori. Favorisce la secrezione dei succhi gastrici e facilita la digestione.
Il coriandolo è usato nella cucina italiana e in quella internazionale, soprattutto orientale: infatti è un ingrediente del Garam Masala e del Curry, due mix di spezie usati in moltissime ricette orientali, soprattutto indiane, ma anche sud americane.
In Italia, il coriandolo è usato nella preparazione di insaccati come la mortadella e alcuni tipi di salsiccia, ma è adoperato anche nelle marinate e in ricette a base di cavoli o legumi; talvolta il coriandolo è usato per insaporire anche carne di maiale, agnello, puré di patate e diversi tipi di zuppe e minestre. Nei paesi anglosassoni, il coriandolo è proposto anche nei dolci, mentre nelle aree balcaniche entra in alcune ricette di pane.
Infine, il coriandolo è usato per aromatizzare il gin e la Chartreuse, un liquore prodotto dai monaci certosini nella Francia meridionale.

Con il coriandolo sul balcone scacci anche la zanzara tigre.
Prova a piantare sul balcone il coriandolo, che potrai anche usare in cucina: le foglie fresche e i semi essiccati (i frutti spuntano a giugno e luglio) possono dare un tocco esotico a zuppe, verdure, pesci e carni. I ricercatori del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell'Università di Pisa hanno verificato che tre piante tengono lontane le zanzare tigri: il coriandolo, la ruta d'Aleppo (pianta erbacea perenne, cespugliosa), e la lamiacea Hyptis suaveolens. Le piante aromatiche rilasciano nell'aria sostanze sgradite agli insetti. Fonte web


Il cardamomo è un particolare tipo di spezia originaria dell'India, che viene ricavato dai semi di una pianta; dal sapore leggermente pepato, viene spesso utilizzato in cucina per aromatizzare le pietanza più diverse.
In Oriente, viene generalmente utilizzato all'interno di piatti a base di carne, di pesce, di riso e uova; in Occidente, invece, viene usato come condimento per affettati, vini e dolci. In India, viene raggruppato insieme ad altre spezie per la realizzazione del famoso curry, mentre in Arabia è il condimento con cui si aromatizza il caffè.

Il cardamomo fa parte della stessa famiglia dello zenzero e in commercio è possibile trovarne di tre varietà: il cardamomo di Malabar, il cardamomo Indocinese e il cardamomo di Ceylon.

Lo zenzero è una pianta erbacea originaria dell'Estremo Oriente ma già nota ai romani non solo per le sue proprietà aromatiche, bensì per le sue innumerevoli virtù terapeutiche. Ma come sfruttare al meglio queste virtù? Abbiamo mal di gola? Procuriamoci della radice di zenzero, tagliamone una piccola fetta e teniamola in bocca per qualche minuto. Il sollievo non sarà immediato ma non desistiamo: lo zenzero, infatti, è un potente antinfiammatorio che gradualmente guarirà la nostra gola malandata!
Possiamo, inoltre, abbinare le proprietà dello zenzero con quelle dell'aglio che sappiamo essere un antibiotico naturale in una sorta di pozione miracolosa: un decotto di zenzero (un pezzo di radice) e aglio (uno spicchio) da far bollire per circa una decina di minuti. Per potenziarne gli effetti benefici, aggiungiamo del succo di limone (ricco di vitamina C) e del miele di eucalipto (indicato per le affezioni delle prime vie respiratorie). Lo zenzero, inoltre, ha proprietà aperitive, digestive, carminative che lo rendono indicato per contrastare nausea e disturbi gastro-intestinali che in questo periodo stanno colpendo molti di noi. Possiamo pensare anche di sfruttarne i benefici a fine pasto per facilitare la digestione.
La radice di zenzero è abbastanza costosa e non si conserva molto a lungo ma ne vale la pena! 
Ogni caso mai eccedere nel consumo dello zenzero, del coriandolo e del cardamomo. Sono piante particolari di cui viene sconsigliato il consumo smodato. La saggezza popolare insegna che il troppo storpia.

venerdì 31 marzo 2017