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lunedì 3 febbraio 2020

Trieste, città di storia e arte

Il civico museo Sartorio si trova a Trieste Largo Papa Giovanni XXIII, 1. Custodisce arredi ed oggetti d'epoca, ceramiche, biblioteca, raccolte di quadri, disegni di Giambattista Tiepolo ed una gipsoteca-gliptoteca. Venne aperto parzialmente la prima volta nel 1949, ed inaugurato nella sua totalità nel 1954. 
Aperto ad ingresso gratuito, da giovedì a domenica 10-17. Link per accedere al sito ufficiale. 

Trieste Settanta. Arte e Sperimentazione. Fonte
La mostra è allestita nella Sala Scarpa del Museo Revoltella. Si apre – al pianterreno – con una sezione dedicata alla grafica e – all’ammezzato – con l’esposizione di un ricco materiale del periodo conservato nel museo. Inviti, locandine ed editoria di tutto il decennio – interessanti anche dal punto di vista prettamente grafico – che fanno comprendere il panorama, assai diversificato della scena artistica locale, l’attività delle gallerie, mostre personali e collettive, ma anche incontri, conferenze e spettacoli. Tra gli altri sono rappresentati Luciano Celli, Augusto Cernigoj, Bruno Cheriscla, Enzo Cogno, Antonio Guacci, Ugo Guarino, Emanuela Marassi, Claudio Palcic, Nino Perizi, Cesare Piccotti, Ugo Pierri, Miela Reina, Lucio Saffaro, Livio Schiozzi, Mario Sillani Djerrahian, Antonio Sofianopulo, Franco Vecchiet, Edward Zajec.

giovedì 9 luglio 2009

Quadro senza tela


Volevo farvi vedere alcune foto dalla mostra personale che il giovane attore, regista e videomaker Manuel
Fanni Canelles espone, solo fino a sabato, alla galleria d'arte contemporanea LipanjePuntin di Trieste. La mostra s'intitola "Senza tela" ed è composta da due videoistallazioni che possono essere considerate dei quadri viventi, ma non sono statici. Il versatile artista si avvale dell'interpretazione dell'attore Maurizio Zacchigna, che dà volto al Cristo e dalla giovane attrice Xenia Bevitori, che rappresenta l'angelo dell'opera. Due validi rappresentanti del scenario teatrale triestino.
l personaggi che compongono l'opera, inspirata a due capolavori, due tavole di Antonello da Messina, si muovono lentamente, i loro volti esprimono le varie fasi delle emozioni che si susseguono e passano dalla pietà allo sgomento di fronte alla realtà della sofferenza, che porterà il Cristo alla morte. Vi confesso che l'opera mi emozionò al punto di dedicarle questo post.