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domenica 29 maggio 2022

Leggere un romanzo per ben otto ore di fila!


Sacrificio a Moloch, è il romanzo giallo della scrittrice svedese Åsa Larsson, che ha tenuto sveglio, per ben una notte intera, Stieg Larsson, perché non riusciva a smettere di leggere. Io non ci ho passato la notte a leggere, ma un pomeriggio intero sì! Ho cominciato a leggere il romanzo sabato, tra uno scroscio di pioggia e l'altro e sono arrivata all’ultima pagina dopo circa otto ore di lettura!

Sacrificio a Moloch (titolo originale Till offer at Molok) è il quinto libro della serie sull'avvocatessa Rebecka Martinsson. Il titolo fa riferimento ad un verso contenuto nell'Antico Testamento. La prima edizione del romanzo è stata pubblicata nell'anno 2012.

L'autrice, Åsa Larsson (Uppsala, 28 giugno 1966) è un avvocato fiscalista di professione; dal 2003 fa anche la scrittrice.

La fortunata serie di gialli che l'ha resa famosa è stata tradotta anche in italiano e vede come protagonista l'avvocatessa Rebecka Martinsson, l'ispettore di polizia Anna-Maria Mella e il collega Sven-Erik Stålnacke. Sono loro i tre personaggi di spicco delle storie ambientata nelle bianca e ghiacciale Kiruna, che si trova al Circolo Polare Artico, tra Luleå e Gallivares. VIDEO

La trama:
Un pollice umano viene ritrovato all'interno dello stomaco di un orso a Lainio, nel nord della Svezia. Alcuni mesi dopo, viene ritrovato il corpo di Sol-Britt Uusitalo, uccisa con un forcone. Rebecka Martinsson, poco convinta che si tratti di delitto passionale, comincia ad indagare, scoprendo così che negli anni la famiglia della donna è stata colpita da una serie di lutti, tutti a seguito di strani incidenti. Il punto di partenza di tutto sembra risalire addirittura al 1914, anno in cui Kiruna si riempiva di gente grazie alle sue miniere di minerali venduti ai paesi che entravano nella Prima Guerra Mondiale. Tra gli arrivi al paese c'era anche la nonna di Sol-Britt, giovane maestra di cui si invaghisce il direttore della miniera di ferro, probabilmente l'uomo più ricco e influente di tutta la Lapponia.

sabato 4 febbraio 2012

Consigli per affrontare il freddo, con foto del Circolo Polare Artico



Il freddo di questi giorni mi fece venire in mente il capodanno passato al Circolo Polare Artico con la temperatura che s'aggirava intorno ai 20 sotto zero, fortunatamente senza vento.
Ricordo che in previsione del viaggio comperai delle calzamaglia e magliette sopra pelle in lana d'angora e tante maglie in "pile", giacca a vento, sciarpe, berretti, guanti, calze e scarponi adatti a quei climi. Quando fa tanto freddo ci si deve vestire a strati, cioè, prima l'intimo e poi i vari pezzi del vestiario, che vi toglierete man mano che si raggiungono dei luoghi più caldi, per esempio i ristoranti, grandi magazzini, il vostro albergo, che di solito sono molto riscaldati. Un consiglio: Non indossate nulla in cotone, per il fatto che se si bagna sono guai seri! Un'altra cosa: nell'estremo nord d'inverno non servono gli occhiali da sole, tanto li, a parte alcune ore di penombra, è sempre notte. Quindi noi siamo molto più fortunati, perché le ore di luce son molto più lunghe.
Qui da me nevischia e la bora rende le uscite in forse, ma io previdente, feci una buona scorta di generi alimentari, quindi non mi resta che pregare, a tutti i santi del paradiso, di vegliare su di noi ed intercedere col Padre Eterno, che a sua volta dovrebbe rabbonire l'orso siberiano.
Ah si, le foto che trovate nel video furono scattate, prima di mezzo giorno, a Luleå, Gallivares, nel Circolo Polare Artico. Per ultimo misi le foto di Stoccolma, l'ultima tapa prima del rientro.