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lunedì 4 aprile 2022

C'era una volta...

… una bimba che attraversò l’oceano su di una nave d’immigranti, verso un paese in cui nel suo cielo stellato, splende la croce del sud. Il paese, un gigante addormentato, si chiama Brasile. La bimba, come qualsiasi altro infante, in pochissimo tempo imparò ad interagire con i suoi coetanei, in quella città considerata meravigliosa: “Cidade maravilhosa” cantata da Carmem Miranda in quel bel cartoon di disneyana memoria. 

I bimbi possiedono il dono “del saper vivere”, dell'amalgamarsi all'ambiente, quindi la bimba dopo qualche mese non ricordava più di aver avuto una vita diversa. Il caldo e piacevole sole aveva rimpiazzato i ricordi della gelida “Bora”. Non pensava più ai parenti, alle “vasche” in Viale in compagnia della nonna, al gelato al cioccolato e panna.
 
I ricordi vennero soppiantati dagli spazi immensi, dal profumo della frutta tropicale e dalle nuove amichette. Il tempo passò in fretta e la bimba diventò signorina. I genitori decisero che fosse giunto il momento del rientro, le signorine debbono prendere marito e…”mariti e buoi dai paesi tuoi”. … ed ora sono qui, attempata girl… e blogger! 
Dolce è ritornare a quel aprile di tanti anni fa.



lunedì 29 luglio 2013

Vicissitudini di blogger



Ad un certo punto della mia ingarbugliata vicissitudine di blogger, mi chiesi cosa farei senza il blog… 
Per la tristezza mi lascerei morire di fame e di sete…? no, senza il blog sarei felice e per prima cosa andrei in giro per la città e farei tutto ciò che non posso fare nelle ore che dedico ad esso. Poi mi dedicherò a tutte le persone reali che trovo e a tutti rivolgerò l’invito di ascoltare le cose di cui parlo nel blog, e a mia volta ascolterò tutto ciò che loro vorrebbero che io sapessi. Cosa che non potrei fare mentre sono impegnata con Google, Facebook, Twiter, Youtube, Libero e company! Una volta finito il giro, andrei in camera da letto e lì potrei spolverare le ragnatele dalla carta da parati, la polvere da sotto il letto, togliere le tende alle finestre e ripulire tutte le cornici dei quadri appesi al muro. Spolvererei anche il telefono, ricoperto dalla polvere di tutte le telefonate che non feci mai. 
Dedicherei più tempo a me stessa, quindi andrei in bagno e mi spalmerei il viso con la crema da notte e al mattino quella da giorno, applicherei il tonico per le pelli miste e mi spruzzerei con l’eau de parfum di Yves Saint Laurent, che nessuno pensò mai di regalarmi. E per terminare prenderei la crema Chanel n.5  con cui mi massaggerei tutta... con piacere infinito.

Cambierei l’acqua del vaso con le rose che nessuno pensò mai di donarmi - a parte un'orchidea, tanti anni fa - ed asciugherei con il foulard di seta preso ad Hong Kong, le gocce di pioggia che scendono, come scendono ora le mie lacrime, dai vetri della finestra in certi mattini d'autunno, nella casa di sogno che nessuno si prese mai la briga di sognare con me. 
Per finire, potrei far sciogliere con il phon il ghiaccio, si il ghiaccio, l'unica cosa dal web ricevuta e che invase il profondo del mio cuore!  
Uscirei di casa felice, finalmente libera, ma sola da morire! 

Felice, libera e sola. Forse infelice, però libera dalla schiavitù del blog!
hey non prendetemi troppo sul serio: è soltanto un'immagine autoironica del mio ruolo di blogger!