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lunedì 15 giugno 2020

Fiori, fiori fiori


Tanti bei fiori per le amiche bloggers, twitter e facebook

♪♪♪♪♥♥♪♥♥♪I fiori... osservateli! ♪♪♪♪♥♥♪♥♥♪


Il Giardino Botanico Carsiana 

lunedì 12 dicembre 2016

Io ci sono, ma voi cosa ne pensate?


A volte si vorrebbe scrivere un messaggio con delle parole che colpiscono piacevolmente il nostro interlocutore, qualcosa di veramente importante, qualcosa che lasci il segno. Ma non sempre è possibile trovare delle frasi in grado di esternare un'emozione, raccontare un fatto, far capire quanto sia importante l'attenzione di chi sta oltre lo schermo del nostro schermo virtuale.

Durante il mio girovagare tra i vari spazi che si trovano nel web, anch’io divento qualcuno che si trova dall’altra parte dello schermo! Quindi se in qualche modo, senza rendermi conto, potrò avervi ignorato, o senza volere ferito, vi assicuro che  non era nelle mie intenzioni e  vi porgo le mie scuse. 
Il mio intento è di rendere  piacevole il vostro passaggio su questa mia pagina. Ma se per caso così non fosse, non ignoratemi, potrei sempre rimediare. 
Vorrei che capiste che la mia o la vostra età e come siamo fisicamente non importa assolutamente.
Vorrei soltanto strapparvi un sorriso, regalarvi qualche attimo di gioia e una se pur piccola emozione!

sabato 21 febbraio 2015

Diffamazione per mezzo di Facebook o Twitter

Possiedo una pagina su Facebook e ogni qualvolta mi sposto sulla home page del frequentatissimo sito, m’imbatto su delle  ”simpatiche” foto umoristiche in cui i vari rappresentanti del nostro parlamento vengono derisi e, a volte, insultati. Senza contare le richieste di condivisione di tali derisioni e le varie bufale. A mio avviso mi guarderei bene di diffondere tali, a volte divertenti, insulti. Ma ciò da cui scappo come dalla peste, sono dagli insulti rivolti a terzi, di chi pensa che le pagine Facebook, ma anche Twitter, servono a tale scopo.

Insultare qualcuno sulla propria pagina Facebook può essere considerato “un delitto di diffamazione aggravato dall’avere arrecato l’offesa con un mezzo di pubblicità” equiparato “sotto il profilo sanzionatorio alla diffamazione commessa con il mezzo della stampa”. 
Lo stabilisce una sentenza del tribunale di Livorno, come riferisce Il Tirreno, le cui motivazioni sono state depositate nei giorni scorsi. Secondo la sentenza, Facebook ha una “diffusione incontrollata”. Esprimersi su Facebook implica quindi una “comunicazione con più persone alla luce del cennato carattere pubblico dello spazio virtuale in cui si diffonde la manifestazione del pensiero del partecipante che entra in relazione con un numero potenzialmente indeterminato di partecipanti e quindi la Conoscenza da parte di più persone e la possibile sua incontrollata diffusione”. E’ con questa sentenza che è stata condannata una ragazza di 26 anni per le ingiurie all’ex datore di lavoro.
Ecco cosa dice l’articolo 594 del codice penale:
Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032 se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.
Il re dei reati commessi con i social network è però quello di diffamazione, previsto dall’articolo 595 del codice penale:
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

venerdì 3 gennaio 2014

Una "selfie" che cos'è?


Una selfie è un autoscatto di se stessi realizzato con uno smartphone o un tablet appositamente per essere poi pubblicato su Facebook, Twitter, Instagram o altri social network. Si ci scatta una selfie per svelare a tutti i followers il proprio #ootd (outfit del giorno) o per mettere in mostra il proprio trucco poco prima di uscire di casa o più banalmente… per farsi vedere.


Definita dall’Oxford Dictionary la parola dell’anno, “selfie” è stata declinata in diversi termini in base allo scopo dello scatto: helfie se si vuole mettere in risalto i capelli, belfie se è il lato B a far da padrone, welfie se lo scatto è tra le mura dell’ufficio e ancora drelfie se, complice un bicchiere di troppo, si vuole condividere con gli amici il proprio stato di ebbrezza.


Una selfie di solito presenta alcuni aspetti comuni:

si vede il braccio che sostiente lo smartphone, oppure lo scatto viene effettuato allo specchio
i luoghi più soggetti a selfie sono camere da letto e/o specchi del bagno
spesso i protagonisti degli scatti non guardano nella fotocamera. Fonte web