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venerdì 10 febbraio 2017

Le polle e le rane del fiume Timavo



Il fluire leggero delle acque del Timavo
immerso nel verde della vegetazione.
Dopo il suo vorticoso passaggio
all'interno delle rocce del sottosuolo carsico,
serenamente raggiunge il mare.


Giunto all' approdo delle sue foci,
il Timavo trova riposo,
le sue limpide acque formano dei laghetti,
dove il ramo del vicino albero li si bagna
e non contento si lascia catturare.

Una mia composizione dedicata al fiume Timavo, che si trova alle soglie di Trieste, in località San Giovanni di Duino.

Il fiume Timavo, citato da Virgilio nell'Eneide




Il fluire leggero delle acque del fiume Timavo - alle soglie di Trieste in località San Giovanni di Duino - immerso nel verde della vegetazione, dopo il suo vorticoso passaggio all'interno delle rocce del sottosuolo carsico, serenamente raggiunge il mare. Giunto all' approdo delle sue foci, lì il Timavo trova riposo, le sue limpide acque formano dei laghetti, dove il ramo del vicino albero li si bagna e non contento si lascia catturare.
 


"Famoso sin dall'antichità, tanto che Virgilio lo cita nel I libro dell'Eneide, il Timavo nasce alle pendici del monte Nevoso (Snežnik) in Slovenia e percorre con il nome di Timavo superiore (o Reka) un tratto iniziale di 37 km. 
Poi s'inabissa nella grotta di San Canziano e prosegue il suo corso ipogeo per circa 40 km, per tornare alla luce a San Giovanni di Duino sotto forma di ricche sorgenti, le cui acque danno origine ad un unico corso d'acqua lungo poco più di un km, che sbocca poi nel Golfo di Trieste. Le esplorazioni fatte dagli speleosub ci dicono che le sue acque provengono da sessanta e più metri di profondità sotto il livello del mare e le uniche tre finestre da cui lo si può osservare sono l'Abisso dei Serpenti in territorio sloveno, l'abisso di Trebiciano e infine il Pozzo dei Colombi."