domenica 31 ottobre 2010

SPOSI di Halloween

MATRIMONIO scalognato... non ci si sposa il 31 ottobre!
La sposa cadavere

Victor e Victoria si ritrovano coinvolti in un matrimonio combinato dalle loro famiglie, quella di lui di ricchissimi mercanti di pesce senza una posizione sociale riconosciuta, e quella di lei di nobili oramai squattrinati.
Lo stato d’animo dei due giovani, entrambi romantici sognatori, è di triste rassegnazione: faranno come gli viene imposto dai loro genitori, anche se sognavano un destino diverso.
Il loro primo incontro, però, risulta del tutto diverso da come se l’erano immaginato e per i due scatta il fatidico colpo di fulmine!
Durante le prove del matrimonio l’impacciatissimo Victor non riesce ad azzeccarne una, tanto che la famiglia di lei decide di rimandare il matrimonio finché lui non sarà in grado di recitare come si deve la sua parte della formula nuziale. Victor si allontana dalla città e si addentra in una foresta per esercitarsi in solitudine. Senza nessun testimone egli declama perfettamente la formula, ed infila l’anello in quello che sembra un ramo rinsecchito, ma si dimostra invece essere il dito di una fanciulla uccisa il giorno del suo matrimonio.
Sollevandosi dalla sua tomba Emily, questo il nome della sposa cadavere, pretenderà di essere legittimamente sposata col terrorizzato Victor, che verrà così trascinato nel mondo dei morti.
Nel frattempo, siccome Victor risulta introvabile, i genitori di Victoria hanno trovato per lei un nuovo sposo: l’infido Lord Barkis. Il finale è assolutamente da fiaba!
Le atmosfere tetre e grottesche mettono una certa oppressione, ma ciò avviene soprattutto nelle scene girate nel “mondo reale”: il mondo dei morti, infatti, burlesco, chiassoso e surreale, è pieno di colori, di “vita” e di sentimenti (il cuore di Emily che si spezza nonostante abbia smesso di battere)...
Fonte web

sabato 30 ottobre 2010

Viva la danza!

 
MARTHA GRAHAM DANCE COMPANY
Conservo un ricordo vivissimo della danza moderna. Avrò avuto dieci, forse undici anni, quando una mia compagna di classe mi mostrò alcuni passi che stava imparando. Clelia frequentava una scuola di danza, il cui metodo si basava su quello della famosa coreografa Martha Graham, colei che rivoluzionò la danza.  Ricordo che passavo  ore a ripetere i passi che la Clelia mi mostrava: scalza e con i piedi ben piantati in terra, tutto il contrario del balletto classico. Cercavo di ripetere i passi e molte volte ci riuscivo, forse con più grazia di lei. Inventavamo anche dei nuovi passi, con i quali arricchivamo il nostro repertorio. Si, ero diventata brava, penso che se i miei avrebbero permesso che frequentasi la costosa scuola di danza... ma era troppo costosa, purtroppo!



Mercoledì scorso andai ad assistere, alle stupende performance della Martha Graham Dance Company, fondata dalla coreografa nel 1926. La Martha Graham Dance Company è la compagnia di modern dance di più alto livello e di maggior fama al mondo, quindi non me la persi, neanche questa volta! Anche se devo riconoscere che questa volta lo spettacolo fu meno entusiasmante di quello precedente (febbraio del 2007). Non male l'idea di proiettare un filmato originale dell'epoca, in cui Martha Graham faceva lezione di danza, mentre il corpo di ballo s'esibiva,sul palco del Rossetti, come se fossero loro gli allievi... ma con un risultato un po noioso, a mio avviso.
LINK di un bel video
del MARTHA GRAHAM DANCE COMPANY

mercoledì 27 ottobre 2010

Trieste in festa



I
eri c'è stata grande festa a Trieste, di cui purtroppo non presi parte. Il freddo e la Bora non m'invogliarono ad arrivare fino in Piazza Unità d'Italia, quindi non immortalai le Frecce Tricolori e neanche la cerimonia. Per consolarmi guardai il maestro Allevi in tv.
... e per farmi perdonare vi lascio le foto della Piazza vestita a festa, le montagne che si stagliavano all'orizonte, le meduse, di quel bel giovedì 21 ottobre.



martedì 26 ottobre 2010

Archeologia Industriale del Friuli Venezia Giulia



Oltre agli interessanti temi trattati dai relatori durante la conferenza di cui vi parlai nei precedenti post, nel pomeriggio del giorno 22 e per tutto il giorno del 23 ottobre, ebbero luogo le visita ai siti storici industriali della Regione Friuli Venezia Giulia, tra cui Monfalcone con il suo Villaggio Operaio di Panzano. Un Villaggio modello i cui lavori di costruzione ebbero inizio nel 1900, per ospitare la manovalanza del cantiere.
Poi Malnisio, la centrale idraulica della Val Cellina, anche essa costruita intorno il 1900, ora messa a riposo dopo ben cent'anni di lavoro. Il maestoso edificio - ora sede del Museo dell'elettricità - costruito interamente con la pietra cavata della zona, e i relativi macchinari - turbine e manometri giganteschi - le fotografie dell'epoca, sono esposte e visitabili.
Un altro interessante Villaggio costruito nel '38 per gli operai della Snia Viscosa, si trova a Torviscosa. I suoi ampi viali attorniati da fontane e statue, portano al Museo, recentemente allestito per conservare la memoria storica dell'epoca.
Per ultimo, ma non per questo meno importante, la presentazione del lavoro di monitoraggio di archeologia industriale svolto dal Centro di Catalogazione e Restauro di Villa Manin. VIDEO


Il sito: www.portindustrialheritages.org

lunedì 25 ottobre 2010

Il Porto Vecchio di Trieste

Quando ricevetti l'invito per assistere alla conferenza di presentazione del Meeting Internazionale, di cui vi feci cenno nel precedente post, confesso che ci andai per curiosità,  convinta che il tema non sarebbe stato del mio interesse. Non avevo mai sentito parlare di Waterfront urbani, di archeologia industriale e di recupero urbano! Ma ascoltando la prof. Antonella Caroli direttore scientifico del meeting e l’arch. Roberto Pirzio Biroli, mi innamorai del progetto e decisi di seguirli in quelle tre intense giornate.
La prof. Caroli che per vent'anni riordinò e catalogò materiali e documentazioni italiane ed europee allo scopo di portare in luce il valore di tale patrimonio storico, rimasto in silenzio e nascosto agli stessi triestini. Grazie ai suoi studi, e grazie all'Associazione Italia Nostra della mia città (Trieste) poté partire il convegno internazionale “Patrimoni portuali e industriali della regione Friuli Venezia Giulia” (“Port and Industrial Patrimonies in Friuli Venezia Giulia”)
Ricordo che il fulcro dell’iniziativa è il Porto Vecchio di Trieste, con i suoi pregevoli magazzini d’epoca e tutta l’area storica del Porto Vecchio, una struttura portuale diversa da tutti gli altri porti del mediterraneo.


I partecipanti al convegno internazionale:


L’arch. Roberto Pirzio Biroli, Vittorio Sgarbi soprintendente al Polo museale di Venezia, l’arch. Francesco Karrer, presidente del Consiglio dei lavori pubblici e docente alla Sapienza di Roma, il prof. Bruttomesso, direttore del Centro internazionale delle Città d’acqua a Venezia, i professori Bertolini, Marchetta e Zevi della Sapienza di Roma tra gli italiani. Tra gli stranieri Jurgen Bruns-Berentel dell’Hafencity di Amburgo, l’arch. Peter Lorenz(Innsbruck), il prof. Dirk Schubert dell’Università dell’Hafencity di Amburgo, il prof. Gene Desfor della York University di Toronto, Pedro Ressano Garcia di Lisbona, coordinatore del Laboratorio europeo di waterfront design, il prof. Piotr Lorens dell’Università della Tecnologia di Danzica.” VIDEO

venerdì 22 ottobre 2010

Port and Industrial Patrimonies in Friuli Venezia Giulia

La mia città (Trieste) in questi giorni ospita il convegno internazionale “Patrimoni portuali e industriali della regione Friuli Venezia Giulia” (“Port and Industrial Patrimonies in Friuli Venezia Giulia”), organizzato dall’Associazione Italia Nostra, Sezione di Trieste, in collaborazione con la Regione Friuli - Venezia Giulia.
Il fulcro dell’iniziativa è il Porto Vecchio di Trieste, con i suoi pregevoli magazzini d’epoca e tutta l’area storica del Porto Vecchio, una struttura portuale diversa da tutti gli altri porti del mediterraneo.

 Il Porto vecchio riproduce, nell’impianto urbanistico e nelle regole costruttive, l’aspetto dei porti del nordeuropa. In particolare la Centrale idrodinamica con la Sottostazione elettrica di riconversione sono considerati esempi unici di archeologia industriale in quanto ancora perfettamente funzionanti.
VIDEO 

A seguito del meeting di Amburgo del 2008 sui Waterfront urbani, a livello europeo si è manifestato un particolare interesse per il porto storico di Trieste e il suo restauro legato alla riqualificazione urbana dell’area portuale ottocentesca ormai dismessa. Data l’eccezionalità di questo sito storico, Trieste è entrata in competizione con Istanbul e Shanghai (Londra si è ritirata) come sede di un nuovo meeting mondiale sui waterfront urbani e sull’archeologia industriale e ha vinto la gara. Questa iniziativa è naturalmente il frutto di un lungo percorso di studio e di lavoro dell’associazione Italia Nostra di Trieste, e soprattutto dell’arch. Antonella Caroli direttore scientifico del meeting, nella valorizzazione del Porto Vecchio di Trieste e dell’archeologia industriale nella Regione Friuli-Venezia Giulia (Monfalcone – Torviscosa - Malnisio ed altri siti regionali) VIDEO che adesso trovano, in questo convegno, uno scenario mondiale. L’evento, concordato a livello regionale e internazionale con studiosi di sette nazioni, è occasione di divulgazione della conoscenza del patrimonio archeologico portuale-industriale presente nella regione e di approfondimento economico-architettonico dello sviluppo urbano degli spazi che si affacciano sul mare, considerando che i waterfronts urbani hanno un ruolo determinante nei processi di urbanizzazione delle città porto in tutto il mondo; si creano infatti nuovi quartieri, nuovi sistemi sociali ed economici, oltre che riproposizioni architettoniche e interventi di restauro di costruzioni storiche portuali. Al convegno, dove saranno presenti le istituzioni nazionali e locali (Regione, Provincia e Comune di Trieste), studiosi ed esperti del settore presenteranno le loro conoscenze e le loro diverse esperienze in tema di Waterfront urbani, di archeologia industriale e di recupero urbano.
L’arch. Roberto Pirzio Biroli, Vittorio Sgarbi soprintendente al Polo museale di Venezia, l’arch. Francesco Karrer, presidente del Consiglio dei lavori pubblici e docente alla Sapienza di Roma, il prof. Bruttomesso, direttore del Centro internazionale delle Città d’acqua a Venezia, i professori Bertolini, Marchetta e Zevi della Sapienza di Roma tra gli italiani. Tra gli stranieri Jurgen Bruns-Berentel dell’Hafencity di Amburgo, l’arch. Peter Lorenz(Innsbruck), il prof. Dirk Schubert dell’Università dell’Hafencity di Amburgo, il prof. Gene Desfor della York University di Toronto, Pedro Ressano Garcia di Lisbona, coordinatore del Laboratorio europeo di waterfront design, il prof. Piotr Lorens dell’Università della Tecnologia di Danzica. Nei tre giorni del meeting il tema dei porti storici internazionali sarà trattato nel corso delle prima giornata (21 ottobre), con la visita al Porto Vecchio nel primo pomeriggio, e al mattino della seconda giornata (22 ottobre). Nel pomeriggio del giorno 22 e per tutto il giorno 23 ottobre avranno luogo una conferenza e la visita ai siti storici industriali della Regione, tra cui Monfalcone, Malnisio e Torviscosa. A completamento del percorso di archeologia industriale del Friuli - Venezia Giulia verrà presenterà il lavoro di monitoraggio di archeologia industriale svolto dal Centro di Catalogazione e Restauro di Villa Manin. E’ prevista l’iscrizione al convegno entro il 24 settembre, comprensiva delle visite al Porto Vecchio e ai luoghi di archeologia industriale, secondo le modalità indicate sul sito www.portindustrialheritages.org”

giovedì 21 ottobre 2010

Terry Yumbulul, capo aborigeno e la triestina Clely Quaiat



Terry Yumbulul, capo aborigeno e artista famoso, parla del suo incontro con la triestina Clely Quaiat nelle sperdute lande australiane.

La triestina e il capo aborigeno

Grazie alla società di produzione triestina Pilgrim Film, ebbi il piacere di conoscere la triestina Clely Quaiat e il capo aborigeno e artista di fama internazionale Terry Yumbulul, che davanti ad un numeroso pubblico, diedero voce al racconto dell’incredibile storia del loro incontro e della loro vita insieme su un isola da favola, dove la temperatura s'aggira intorno i 25 -26 gradi d'inverno! Clely, allora bambina nel 1954 partì per l'Australia assieme alla sua famiglia, come fecero  altri triestini in quei duri anni. Intorno agli anni 80 conobbe e dopo molte peripezie, poiché in quegli anni erano vietati i matrimoni misti, sposò Terry Yumbulul, in procinto di diventare capo di una grande tribù di aborigeni.

lunedì 18 ottobre 2010

Una donna dei monti di Carnia



Anna è bloccata davanti allo specchio a contemplare l’ immagine che li vi si riflette... ma non si riconosce... chi è quella giovane donna vestita con l'abito della festa?
La lunga treccia le avvolge il capo, agghindato con il fazzoletto di candido cotone ricamato a piccoli fiorellini, come in quella foto sopra il cassettone... la foto di sua madre... che a sua volta l’aveva ricevuto in dono dalla nonna... che a sua volta...
Non divagare... tra due ore ti sposi e devi ancora indossare la camicia bianca, sarà per ultimo è troppo delicata... la gonna, no, non si stropiccia, la metti subito e non ci pensi più!
Che notte! Non riuscivi a chiudere occhio... cosa dirà Antonio... è arrivato ieri dal Belgio...
Da quanti anni non lo vedevi? Due o più? L’ultima volta ti aveva chiesta in moglie.
Sapevi, era da una vita che lo sapevi, siete cresciuti insieme!
Ma lui, come buona parte degli uomini del paese, dovete immigrare, poiché la magra terra non basta per sfamare tutti.
La terra è per le donne, che curve si rompono la schiena, poi con le gerle, riempite fino all’orlo, riportano a casa il frutto del loro, per più delle volte, magro raccolto... fatica, sempre fatica!
Ma dai, sii allegra ... pensa alla festa! Finalmente mangerai a sazietà e potrai bere un bicchiere di vino... sarai una donna sposata! La tua casetta sarà pronta tra qualche anno, per ora dovrai abitare con i parenti di Antonio... sua madre... la segaligna siora Tonia... ma ti adatterai... non preoccuparti ad un certo punto non ci farai più caso...
Suvvia Anna, svelta la vita ti aspetta, pensa che domani andrai in viaggio di nozze a Udine!

I ricordi di Anna (una vivace e simpatica montanara
ultraottantenne, vedova da oltre quarant’anni, nata in un paesino della Carnia) che con parole mie ho postato.

domenica 17 ottobre 2010

Giovanni di Gracco


Luglio del 2007
Giovanni è seduto davanti a me, è arrivato da poco assieme ai suoi due cani, non lo vedevo dalla scorsa estate. Mi guarda con i suoi vivaci occhi azzurri , il bel volto è rimasto lo stesso... gli faccio notare che è dimagrito e mi accorgo che porta il bastone. Mi racconta che l'inverno scorso, dopo una caduta, ha subito un intervento all’anca, ma ora sta meglio, mi rassicura il fiero montanaro che non vuole essere compatito. Lui ha viste di peggio nell’arco della sua vita...”sono stato sul fronte nell’ultima guerra... ed ero giovanissimo! Poi il duro lavoro di carpentiere, di minatore in Francia e Germania, sono stato uno che ha sputato sangue, per riuscire a racimolare il necessario per comperarmi la terra e poi mettere su famiglia... come ogni uomo che si rispetti”! Orgoglioso e fiero, come tutti i montanari, lui è del ’17, quindi quest’anno compirà 93 anni, ma la sua memoria non fa una grinza... chissà quante altre mi racconterebbe!
 Mi sono accontentata di conoscere qualche pettegolezzo, tutti adorano parlare e così sono venuta a conoscenza di odi che si tramandano per generazioni e di conflitti tra vicini di casa... in fin di conti tutto il mondo è paese, quindi non mi meraviglio per le guerre che si sono susseguite nell’arco dei secoli! Caro Giovanni, ti auguro tante scarpinate per i boschi e ... di avere ancora voglia di provare invidie e gelosie, insomma ti auguro tanti anni di VITA!

Ricordi dei monti carnici dove quando splende il sole…
il cuore s’illumina e la natura rigogliosa fa festa! Api e farfalle danzano nell’aria e con loro m’innalzo come piuma al vento, ebra di aria pura…

venerdì 15 ottobre 2010

Casa Gracco

Uno di questi giorni ritornerò sui monti carnici, nel vecchio casolare che  mio fratello Paolo, con le sue stesse mani ha riadattato.  VIDEO
Sei hai bisogno di rilassarti, arieggiare i tuoi polmoni e finalmente respirare … vai in un sperduto casolare della Carnia. Potrai rimanere tutta la giornata in meditazione, oppure scarpinare per i sentieri, falciare l’erba, tagliare legna, sonnecchiare sotto il sole ed infine farti una doccia all’aperto con l’acqua di sorgente riscaldata dal sole.
Nel caso che capiti una giornata piovosa, potrai usufruire della legna che hai avuto l’accortezza di tagliare, per accendere il caminetto, per scaldarti e per cucinare, oppure lo scaldabagno per la doccia nel bagno, situato nella zona notte del piano superiore, dove si trovano anche le stanze da letto, spartane ma funzionali.
 La cucina è all’aperto con vista sulla vallata e sui monti ed è bello lavare i piatti oppure far da mangiare, immersi nel verde dei boschi…ma se all’imbrunire non abbiamo avuto l’accortezza di chiudere le finestre, alla sera dentro di casa, ci terranno  compagnia le zanzare, niente paura sono zanzare molto snob, non è detto che si disturberanno a fare la nostra conoscenza.  In dotazione abbiamo repellenti naturali tipo foglioline di menta, lavanda, con le quali cospargeremo il nostro corpo, oppure bruceremo negli appositi contenitori, sempre che abbiamo avuto  l’accortezza di averle precedentemente messe ad essiccare … nella peggiore delle ipotesi: soluzioni radicali tipo spiraloni e DTT.
In compenso, la natura ci regala aria pura, silenzio, a volte interrotto dal canto degli uccelli, acqua di sorgente, il cielo stellato e … il bosco che alla sera, come in una fiaba, s’illumina con miriadi di lucciole e ci si ridiventa bambini, finalmente liberi di fantasticare …
Non dobbiamo dimenticare che la natura va difesa quindi: attenzione alle fiamme, vanno sorvegliate, niente mozziconi di sigaretta buttati, mai accendere il fuoco vicino alla legnaia. L’estintore: dietro la porta d’ingresso.

mercoledì 13 ottobre 2010

Chi l'ha vista?

Il mistero continua e sono passati altri tre anni da quando proposi questo...

… mistero in Carnia
Chissà cosa sarà successo a Mariucci, quel 24 settembre del 2004?
Maria Vidale si è allontanata dalla sua abitazione a Gracco di Rigolato (Udine) e non ha fatto più ritorno. Mariucci, come la chiamavano tutti, era una donna che amava passeggiare con il suo cane, nel bosco vicino casa. Ma quella volta, Giuggiola, la sua cagnolona bionda è rimasta a casa. Il giorno seguente era una domenica e Mariucci avrebbe dovuto partecipare a una gita organizzata per la visita a un santuario. Le persone che la conoscevano, sorprese dal suo ritardo, l’hanno cercata al cellulare, ma i squilli sono rimasti senza risposta… qualcuno ha avvisato i suoi parenti, che sono andati a cercarla… hanno trovato il casolare con le finestre aperte e il cellulare che squillava dentro lo zaino.
Sono passati sei anni, ma di Mariucci non si è saputo più nulla.
La ricordo come una donna volitiva che amava chiacchierare con tutti, principalmente con le persone giovani. Questo la faceva essere corrente di tutte le novità. L’ho sempre vista con Giuggiola al suo fianco.
L'incontrai la prima volta  (nell’estate del 2002), mentre stava facendosi a piedi la statale che da Rigolato porta a Gracco, e vi dico che non è una passeggiata. Inoltre, la vidi con i miei occhi, falciare l’erba del prato con la falce! Questo per farvi capire quanto fosse “in gamba”.
Purtroppo l’inverno precedente alla sua scomparsa, la sciatica la fecce quasi impazzire dai dolori e ultimamente si aiutava con un bastone per salire il ripido sentiero che conduceva a casa sua.
Le ultime persone che la videro quel venerdì pomeriggio (23/9/04), ricordavano di quanto si fosse lamentata per i dolori, ma di null’altro.
Qualcuno, in questi ultimi anni, l’ha forse vista?



Maria Vidale
Età: 71 (al momento della scomparsa)
Statura: m. 1,60
Occhi: celesti
Capelli: castani (tinti)
Scomparsa da: Gracco, frazione di Rigolato (Udine)
Data della scomparsa: 24 settembre 2004
in onda il 4 ottobre 2004, su “ Chi l’ha visto”

venerdì 8 ottobre 2010

Bora in scatola

BORA IN SCATOLA da aprire in caso di bonaccia
... ma non servirà, è già arrivata!


... una imbarcazione che si chiama Arya
... e questa è delle Stelle Olimpiche
SIAMO A - 2 ! ... e + di 1000 iscrizioni, tutti IN ATTESA DELLA BARCOLANA 2010

lunedì 4 ottobre 2010

Dedicato al mio miglior amico


Chi non ha mai posseduto un cane non sa cosa significa essere amato. Arthur Schopenhauer
Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Gorge Graham Vest
Un cane può esprimere più con la coda in un solo minuto che il suo padrone con la lingua in molte ore. AnonimoLe spine possono ferirti, gli uomini lasciarti solo,  la luce del sole diventare nebbia; ma non resterai mai senza amici, se hai un cane. Douglas Mallock

Il mese scorso il mio JOY ha compiuto 12 anni ed è sempre vivace, fa sempre dei salti come quando l'adottai... e di anni sono quasi dieci... è stato nel dicembre del 2000.
Per festeggiarlo vi racconto una avventura capitataci quattro o cinque inverni fa: 
a mio malgrado fui coinvolta in una rissa tra cani in cui io ebbi la peggio! Mi trovai con la caviglia stritolata dal guinzaglio del grosso cane che si avventò sul mio Joy. Quel gran brutto bastardo, grande il quadruplo del mio, per motivi a me ignoti, se l’era presa con lui e voleva morderlo.
Io, per difendere Joy, con il piede  cercai di trattenere il guinzaglio del mostro, questo è passato tra le mie gambe e mi avvolse la caviglia e mentre la proprietaria lo tirava, lui correva dalla parte opposta con la mia caviglia a seguito.
Mi trovai per terra, la mano sinistra, con la quale cercai di attutire la caduta, dolorante e la caviglia allacciata al cane, che per mia fortuna si pentì riuscendo a calmarsi.
Ma Joy no, perché lui a volte è un grande rompi... testardo come un mulo, non mi ascolta mai, principalmente quando è su di giri...
Per farla breve, quel  brutto attaccabrighe di Joy, appena mi vide per terra si mise ad abbaiare, districantosi dal collare con la sua solita mossa, che dovrebbero inserire nei manuali delle arti canine, si avventò contro l’altro...che non voleva essere da meno, quindi si  azzuffarono per bene... io che gridavo per farli fermare, tenete presente che Joy quando è infervorato, non c'è santo che lo regga... a me poi non ascolta proprio!Urlai alla proprietaria dell'altro cane che lo trascinasse via, poiché io non ero in grado di prendere il mio... quel odioso del cane mio saltava in aria come una molla, cercando di prendere e mordere l'altro.
Mi alzai e con la forza della disperazione riusci ad afferrarlo e tenerlo sotto di me... ma le conseguenze del mio gesto furono: mano gonfia, fortunatamente  non si è rotta e la caviglia circondata di blu.
Ora sto molto più attenta, giro alla larga dai cani “pericolosi”!

L'altro giorno abbiamo portato il mio cagnolino Joy sui monti, era da qualche tempo che non andavammo, ma non sapevo che gli piacesse tanto l'erba... pareva una capra! Guardate il filmato. Link
Joy mangia l'erba. My puppy