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giovedì 23 gennaio 2020

Un decennio della nostra vita




Houston, we have a problem… dieci anni fa andavo a teatro, mi potevo permettere di leggere i romanzi di “prima mano”... ma postavo anche delle sciocchezzuole:

Nella Valle della Drava la temperatura esterna s’aggirava intorno i 14 gradi sotto zero... Da brividi 



Non ho quasi chiuso occhio a causa dei dubbi amletici che mi frullavano nella mente… Dubbi, privacy
Introduzione alle nuove architetture finanziarie e ai prodotti strutturati. Studio di un’applicazione pratica. Un contadino americano acquistò dal suo vicino un asino per $ 100.00, pagandolo immediatamente in contanti... Corso di formazione
C’ero anch’io. Si, non potevo perdermi l’appuntamento con la più conosciuta opera lirica dei nostri tempi, cioè l’Aida di Giuseppe Verdi… AIDA
Ho visto David Parsons, l’ icona della Post Modern Dance statunitense, danzare al Rossetti di Trieste… The Best of Parsons a Trieste

In quest'ultimo decennio la diffusione dell’alcolismo tra i giovanissimi è diventata una piaga sociale!

Paolo Giordano ha solo 28 anni, la sua opera prima è troppo interessante: La solitudine dei numeri primi,  anche se angosciante, dista anni luce dai romanzi scritti per i giovani… L’undici…

Il 2020 lo dedicherò alla ricerca della felicità.
“ Lo sciocco cerca la felicità lontano, il saggio la fa crescere ai suoi piedi. “
( James Openheim )

mercoledì 27 agosto 2014

Peter Cameron alla Lovat di Trieste


Lo scrittore Peter Cameron, ieri sera è stato ospite alla Lovat di Trieste, affollatissima, per la presentazione del suo ultimo libro, “Andorra” (Adelphi).

"Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare (“cioè tutto”), Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo stato di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata. Man mano che approfondisce le sue nuove conoscenze, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, fino a scoprire “le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario”. E quando due cadaveri emergeranno dalle acque del porto di La Plata con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata. 

Cameron, 54 anni, è tra i più raffinati scrittori americani contemporanei. Scrive avventure sentimentali e intellettuali, storie di amore e di crucci letterari. Di lui molti ammiratori ricordano, nel 2002, il fortunato romanzo di esordio, “Quella sera dorata”, la storia di un falso letterario e di un triangolo amoroso ambientata in Uruguay da cui nel 2007 è stato tratto il film con Anthony Hopkins “The city of your final destination”." Fonte Il Piccolo



Ma il mio romanzo preferito è "Un giorno questo dolore ti sarà utile", ritratto umoristico e appassionato della New York di oggi, raccontato attraverso gli occhi di James, il giovane protagonista e della sua stravagante famiglia. 

La madre Marjorie ha una galleria d’arte dove espone bidoni della spazzatura. Colleziona mariti: ha appena abbandonato il terzo, un giocatore compulsivo, durante la luna di miele a Las Vegas.
Il padre Paul esce solo con donne che potrebbero essergli figlie.
Al contrario, la sorella Gillian ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce a innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. 
Solo la nonna anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’ identità, sullo sfondo di una New York ricca di personaggi sconcertanti. La difficoltà di James nel cercare di uniformarsi alla "normalità", lo porta a commettere gravi errori: entrare in una chat per cuori solitari e proporre un appuntamento al buio al direttore della galleria in cui lavora, o ritrovarsi incastrato in una tragicomica gita scolastica per cervelli superdotati.
Anti-eroe irriverente e politicamente scorretto, James viene mandato in terapia da una life coach che pratica metodi decisamente non convenzionali. Dopo un’iniziale diffidenza, finalmente James comincia a rovistare nel suo io per allontanare il pericolo di sprecare inutilmente la propria intelligenza. E finisce per porsi una domanda alla quale urge dare una risposta: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?”

lunedì 7 gennaio 2013

Il ritorno di un uomo dimenticato


Il seguito di "Il viaggiatore nel vento" è intitolato"Il ritorno di un uomo dimenticato" ed è distribuito in tutte le librerie triestine. Ben 560 pagine di avventura, intrigo, giallo, spionaggio ed erotismo.


A volte, quando si torna a casa, si rivede in un lampo tutta la vita. Tanti flash veloci. Attimi di felicità. Ricordi tristi. A seconda del sole o della pioggia che ti bagna, rivedere la propria città, dopo molti anni, dà sensazioni opposte. Paura di un passato che attende il viaggiatore? O gioioso desiderio di ritrovare i luoghi amati? Amici mai dimenticati. Forse qualche amore che aspetta ancora un vecchio vagabondo. Quando si torna a casa, non s'immagina che la propria vita cambierà, rompendo l'andamento, fino a quel momento lineare della propria esistenza. Non ci sono inaspettate novità dietro le curve di una strada conosciuta o camminando in una via dove si è passata l'infanzia. La città è come una casa. Bella o brutta che sia bisogna tornarci prima o poi. Prima o poi. A volte il cuore dice mai. Eppure ci sono luoghi che ti appartengono dentro. Non solo muri, viali, portoni, alberi, negozi. Ma arie, profumi, odori. I colori della tua anima. Trieste è soprattutto vento. La bora fredda d'inverno, frizzante in primavera. Quando torna il vento nei tuoi polmoni, sai già che qualcosa sta cambiando. Il vento è un sogno che vorresti possedere, ma comprendi che è lui che ti ha conquistato. Ti farà cadere e ti rialzerà. 
Trieste, quando torna il vento, sai di essere tornato a casa.  
MARA BOMBEN scrittrice triestina

Fu alla fine d'aprile dello scorso anno, che m'innamorai della copertina del romanzo "Il viaggiatore nel vento", successe mentre rovistavo tra gli scaffali pieni di libri della "Italo Svevo", (antica casa editrice e libreria di Trieste) alla ricerca di un regalo per un amico. Fu un vero colpo di fulmine: i miei occhi caddero sulla copertina della nuova creatura dei Bomben e li per li decisi che fosse quello il libro cercavo. Qui devo aprire una parentesi: si perché non si può parlare del romanzo di Mara senza parlare delle illustrazioni di Fulvio.

Loro due formano un "team" formidabile! Va di per se che se non avesse visto la copertina del libro e sfogliandolo non mi fosse ritrovata a gironzolare per Trieste, ed i suoi dintorni ad inseguire le illustrazioni di Furio, non l'avrei preso! Si, perché le immagini di Furio mi dettero il bisogno urgente di leggere il romanzo di Mara. E che romanzo! Ricordo che lo lessi tutto d'un fiato, perché dovevo poi regalarlo; beh, si era quella la mia intenzione, ma poi decisi di tenerlo. E feci bene, perché ciò mi diede modo di conoscere i Bomben e di strappargli l'autografo. Ma non solo, mi diede l'occasione di conoscere delle persone veramente "cocole", come diciamo noi triestini riferendoci a delle persone adorabili.