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giovedì 23 gennaio 2020

Un decennio della nostra vita




Houston, we have a problem… dieci anni fa andavo a teatro, mi potevo permettere di leggere i romanzi di “prima mano”... ma postavo anche delle sciocchezzuole:

Nella Valle della Drava la temperatura esterna s’aggirava intorno i 14 gradi sotto zero... Da brividi 



Non ho quasi chiuso occhio a causa dei dubbi amletici che mi frullavano nella mente… Dubbi, privacy
Introduzione alle nuove architetture finanziarie e ai prodotti strutturati. Studio di un’applicazione pratica. Un contadino americano acquistò dal suo vicino un asino per $ 100.00, pagandolo immediatamente in contanti... Corso di formazione
C’ero anch’io. Si, non potevo perdermi l’appuntamento con la più conosciuta opera lirica dei nostri tempi, cioè l’Aida di Giuseppe Verdi… AIDA
Ho visto David Parsons, l’ icona della Post Modern Dance statunitense, danzare al Rossetti di Trieste… The Best of Parsons a Trieste

In quest'ultimo decennio la diffusione dell’alcolismo tra i giovanissimi è diventata una piaga sociale!

Paolo Giordano ha solo 28 anni, la sua opera prima è troppo interessante: La solitudine dei numeri primi,  anche se angosciante, dista anni luce dai romanzi scritti per i giovani… L’undici…

Il 2020 lo dedicherò alla ricerca della felicità.
“ Lo sciocco cerca la felicità lontano, il saggio la fa crescere ai suoi piedi. “
( James Openheim )

venerdì 5 aprile 2019

Elucubrazioni e leggerezze

Elucubrazioni di fine giornata… una vita di solitudine interiore, ma la compagnia non mi è mai mancata… non so il perché ma a volte ho la sensazione di essere sola al mondo, oppure sono io a trovarmi in un'altra dimensione? In questo istante mi sento sommergere dalla miriadi di pixels che cozzano tra di loro alla ricerca di un posto al sole… oppure no, no, è tardi, fuori non c'è il sole! 

Ma tu dove sei? Quando è stato il tuo compleanno... è passato senza lasciare traccia, oppure è il passare del tempo a lasciarci questo senso di vuoto? 

domenica 1 marzo 2015

Il ringhio silente della mia belva privata

Ci sono anni in cui il proprio vissuto ci trasforma e qual fiume in piena, i pensieri e desideri, a lungo repressi, prorompono impetuosi a volte inconcludenti, ma, almeno per me, molto propositivi. I mie propositi per quell'anno balordo, eravamo nel 1997 - 98,  di cui vi accennai in un precedente post, erano concentrati nel metabolizzare e possibilmente dare voce alla solitudine di cui non mi ero ancora affezionata. 
La voce della solitudine, un ringhio silente, che mi accompagnò durante l'elaborazione di questa metafora, scaturita mentre passeggiavo sulle Rive di Trieste, un freddo pomeriggio di diciassette anni fa.

La solitudine
gran brutta belva
!
Che con i suoi occhi di ghiaccio
mi rende tremante
e mi riduce in cattività.
A volte diventa ringhiante
e con i suoi artigli
m'attanaglia,
strappandomi a brandelli 
il cuore, che, 
sanguinante inaridisce
e non potrà più 
scaldarsi d'amore.

C'è chi è riuscito 
a domarla,
rendersela amica,
compagna d'avventura.
Quel felice mortale
ha trovato la chiave
per accedere 
al regno della fantasia...
o meglio sarebbe dire
... della follia?