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martedì 23 settembre 2025

Un dì a settembre

 


Soliloquio inalienabile e azzimato
ovvero
Un amore di seconda mano

Era settembre

il giorno non ricordo,

ma  le tonalità del cielo si,

le stesse di questo tramonto

e le nubi avean lo stesso ricamo.

Un bacio,

solo un bacio volevi,

ma io, stupita,

che stupida!

Ti diedi il mio cuor.

Poi come dei babbei

c’incamminammo

verso il sole

che splendeva

quel reiterato pomeriggio.

(Trieste, un dì di settembre di alcuni anni fa)



domenica 26 giugno 2022

Giovinezza di spirito e cuore - Youth

Giovinezza di spirito e cuore, il mio augurio per questa estate.
La giovinezza non è un periodo della vita,
è uno stato d'animo
che consiste in una certa forma della volontà,
in una disposizione dell'immaginazione,
in una forza emotiva;
nel prevalere dell'audacia sulla timidezza
e della sete dell'avventura sull'amore per le comodità.

Non si invecchia
per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni,
ma solo quando si abbandona il proprio ideale.
Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo,
la rinuncia all'entusiasmo li traccia sull'anima.
La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza,
il timore e la sfiducia
sono lunghi anni che fanno chinare il capo
e conducono lo spirito alla morte.
Essere giovani significa conservare anche a ottant'anni
l’amore del meravigliarsi,
lo stupore per le cose sfavillanti e per i pensieri luminosi;
la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti,
il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo,
il senso del lato piacevole e lieto dell'esistenza.

Resterete giovani finché il vostro cuore saprà ricevere
i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio,
di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra,
da un essere umano o dall'infinito.
Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate
e su di esse si saranno accumulati
le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo,
è solo allora che diverrete vecchi
e possa Iddio aver pietà della vostra anima!


 SAMUEL ULLMAN (1840-1924), “Youth.”—Jane Manner, The Silver Treasury, Prose and Verse for Every Mood, pp. 323–24 (1934).

Youth is not a time of life;

it is a state of mind;
it is not a matter of rosy cheeks, red lips and supple knees;
it is a matter of the will, a quality of the imagination, a vigor of the emotions;
it is the freshness of the deep springs of life. 
Youth means a temperamental predominance of courage over timidity of the appetite, 


for adventure over the love of ease.

This often exists in a man of sixty more than a boy of twenty.
Nobody grows old merely by a number of years.
We grow old by deserting our ideals.
Years may wrinkle the skin, but to give up enthusiasm wrinkles the soul.
Worry, fear, self-distrust bows the heart and turns the spirit back to dust.
Whether sixty or sixteen, there is in every human being's heart the lure of wonder, 


the unfailing child-like appetite of what's next, and the joy of the game of living.

In the center of your heart and my heart there is a wireless station;
so long as it receives messages of beauty, hope, cheer, courage and power from men and from the infinite, so long are you young.
When the aerials are down, and your spirit is covered with snows of cynicism and the ice of pessimism, then you are grown old, even at twenty, but as long as your aerials are up, to catch the waves of optimism, there is hope you may die young at eighty.

mercoledì 7 aprile 2021

Tutte le gradazioni del viola


Tra i fiori del glicine e le violette, non saprei qual scegliere...


Si, proprio non saprei qual scegliere… ambedue di una bellezza effimera, come la primavera.
Le tue parole sono mosaici arabescati
che scintillano alla luce delle candele

s'infiammano incenerendosi e poi...
il vento le sparpaglia
in miriadi di evanescenti pixels


Lascio questo mio pensierino a te che passi di qui. 

giovedì 5 novembre 2020

Da dove arriva costui...

Eri li in fondo al parco,
quieto,
non intendevi richiamare l'attenzione.
Ma ti vidi lo stesso,
mentre intenta pensavo ai fatti miei
e nel momento in cui mi guardasti,
con la mano alzai il mio capo chino
e con fare indifferente
in alto guardai...
il larice dalle fronde tremule.

Non volendo farmi vedere ti vidi
o meglio, vidi
i tuoi capelli infiammarsi al sole,
m'abbagliarono
e i miei occhi offuscati
misero in luce
in ritardo
il pastrano con cui t'avvolgevi,
ma non fa freddo pensai!
Da dove arriva costui...?  (Straniero in primavera, scritto nel 2011)
 Il busto raffigurato è dello scrittore Italo Svevo. 
Le foto furono scattate al'interno del Giardino Pubblico di Trieste.

lunedì 10 agosto 2020

Ricetta del pasticcio afrodisiaco


Oggi vi regalo una ricetta di Demo Martelli, con contorno di foto scattate al Parco di Miramare.


- PASTICCIO AFRODISIACO - 
Prendi una rotonda sul mare
ci metti uno spicchio di luna
e lo ricopri con un velo trasparente
di nube bianca mediterranea,
una spruzzata di riflessi del mare
un pizzico di malizia nascosta
desiderio quanto basta
e copri segretamente lasciandolo cuocere
con fiamma dell'ardore secondo l'età,
a parte prepari un bacio ad occhi chiusi
due promesse a lunga scadenza
una bugia sempre pronta
profumo di scogli e pini tritato fine fine
che aggiungerai a fine cottura,
una grattugiata di cuore innamorato
 una spolveratina di musica a distanza
e guarnisci con due fili argentati della stella più vicina,
chiami la ragazza vestita d'abbronzatura d'agosto
scatti una foto per gli amici e servi nei piatti caldi emozione,
il tutto annaffiato con stelle cadenti di San Lorenzo
raccolte cinque sere prima, se l'accoppiamento non riesce
riprovi l'anno dopo.


sabato 16 novembre 2019

Ah l'amour l'amour, un po di romanticismo


Ah l'amore 
cosa ci fa fare
dire 
disdire, 
per poi rincorrersi 
ed ansimanti fuggire, 
mentre il cuore scalpitante 
insegue i desideri 
che come bolle di sapone si librano in aria...sempre più in alto, su, su e poi... plouf!! 


(Ivana Z.)

E' d'amore con i baci più belli del cinema in video

mercoledì 21 agosto 2019

Il sorriso di Laura

LAURA 
 


BELLA, LUMINOSA, D’INCEDERE ELEGANTE,
 VOCE MELODIOSA CHE INCANTA. 

IL  SORRISO... 
QUAL FUOCHI D’ARTIFICIO,
ALL’IMPROVVISO IN UNA RISATA S’ACCENDE,
 ILLUMINANDO  DI PAGLIUZZE DORATE I VERDI OCCHI SUOI !

 
BUONA FESTA DI COMPLEANNO!

Scritto il 21 agosto 2007


lunedì 26 novembre 2018

Ci vuole tempo... ma dopo un po impari


Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.

Ed inizi a imparare che i baci non sono
contratti e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta con gli occhi aperti
con la grazia di un adulto,

non con il dolore di un bimbo.

E impari a costruire tutte le tue strade oggi,
perché il terreno di domani è troppo
incerto per fare piani.


Dopo un po’ impari che il sole bruccia
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima, invece di aspettare
che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.

( 
After A While - Veronica A. Shoffstall)

domenica 2 settembre 2018

Quando scende la sera

Al mattino il tempo sembra fermarsi,
poi la sera arriva improvvisa. 
La sera, 
ha portato via il giorno, 
la sera è qualcosa da bloccare, 
mentre fugge via.


 Al calar della sera
ci si guarda intorno, 
per capire come sarà domani. 
E non puoi immaginare
ciò che ha deciso.
La sera è il resto del giorno, 
mentre la serata continua 
tra una festa o 
un occasione mancata, 
il saluto di qualcuno 
che non sai chi sia, 
ma ti aggrappi ad una frase 
per capire un seguito difficile d'afferrare... 
quindi non ti resta che attaccarti
a Twitter e Facebook.

(02/09/2015)
La prima foto raffigura il campanile di Marano Lagunare.
Le altre sono state scattate a Trieste.
 

Leggete anche:
Il mare di Trieste


Le parole di carta 

venerdì 10 luglio 2015

Pensieri segreti

Oggi vi rendo partecipi dei miei pensieri segreti. Pensieri pensati tanto tempo fa... che in questi primi giorni di luglio ho postato.

Non sono una esperta di sentimenti amorosi - quindi prendetelo come un diversivo - questo mio intento di uscire dalla solita routine.


Che te ne sai dei miei pensieri/
che se ne stanno li dietro la porta/ 
che te ne sei chiuso alle tue spalle/
Tu non ne sai nulla ma quanto vorrei/
il calore di un altro bacio d’amore/
Bramo le tue grandi mani che/
mi accarezzino qualche minuto ancora…


Il cuore degli uomini e delle donne

IL MIO EX… 

La sua mente è squadrata,

la fronte, convessa, perplessa.
gli occhi, lo sguardo, diffidenti e indagatori,
a volte dolci, un tempo… miele.
La sua voce, morbidamente avvolgente,
ora fredda… raggelante.
La parlantina è sciolta,
a volte inconcludente,
ma pur sempre
affascinante.

(Scritto nel 2001) 

Gridai che non volevo perderti!

Mi dicesti: “stai tranquilla”.
Avevi anche tu il cuore sanguinante,
Ma del mio non sapevi che fartene.

Perché…

Spinto dalla curiosità e dalla bramosia di vivere, ti sei sporto oltre il mare che si perdeva a vista d’occhio.
Ti lasciasti affascinare dal canto delle sirene, che con le loro lusinghe, ti fecero perdere l’orientamento
ed io come Penelope, continuai a tessere il mio telo, con il sottilissimo filo fatto di ricordi… fino a quando?

(Scritto nel 2000)


Lei e lui – il finale. 

Trieste, 24 luglio del 2006

Durante il tempo che siamo stati insieme, ho cercato di seminare intorno a noi dei fiori per abbellire la nostra strada e delle piante della consapevolezza per portarci nella direzione delle nostre aspettative. Molti semi si sono dispersi, molti non hanno attecchito e moltissimi sono rimasti intrappolati nella profondità delle tue lacune. Spero che un giorno riescano a vedere la luce, germogliare e crescere – anche se non vedrò i risultati – non mi pento di averli seminati.
Insieme abbiamo passato dei stupendi momenti e sono stata molto felice con te, ma è arrivata l’ora di cambiare il nostro percorso, sono cambiati i tuoi obiettivi – ti ricordi lo scopo della nostra strada insieme? Era quello di farci compagnia a vicenda, ma ora la mia  compagnia non ti basta più.
Sapevi che non me la sentivo di fare la classica donna che se ne sta in casa a rassettare, mentre il suo uomo è immerso in grandi progetti, non ho cambiato idea e con enfasi la riconfermo! Quindi, anche se ti voglio bene, anzi, proprio perché ti voglio bene, mi rendo conto che non è più possibile continuare a stare insieme. Ieri ci siamo scambiati l’abbraccio d’addio – mi mancherai tanto – ma oramai non ti avevo più. Sei in una dimensione diversa dalla mia, nella quale non mi ci ritrovo.
Ti auguro tutto il meglio che la vita ti possa offrire.
Addio.

La mia belva privata

domenica 1 marzo 2015

Il ringhio silente della mia belva privata

Ci sono anni in cui il proprio vissuto ci trasforma e qual fiume in piena, i pensieri e desideri, a lungo repressi, prorompono impetuosi a volte inconcludenti, ma, almeno per me, molto propositivi. I mie propositi per quell'anno balordo, eravamo nel 1997 - 98,  di cui vi accennai in un precedente post, erano concentrati nel metabolizzare e possibilmente dare voce alla solitudine di cui non mi ero ancora affezionata. 
La voce della solitudine, un ringhio silente, che mi accompagnò durante l'elaborazione di questa metafora, scaturita mentre passeggiavo sulle Rive di Trieste, un freddo pomeriggio di diciassette anni fa.

La solitudine
gran brutta belva
!
Che con i suoi occhi di ghiaccio
mi rende tremante
e mi riduce in cattività.
A volte diventa ringhiante
e con i suoi artigli
m'attanaglia,
strappandomi a brandelli 
il cuore, che, 
sanguinante inaridisce
e non potrà più 
scaldarsi d'amore.

C'è chi è riuscito 
a domarla,
rendersela amica,
compagna d'avventura.
Quel felice mortale
ha trovato la chiave
per accedere 
al regno della fantasia...
o meglio sarebbe dire
... della follia?



sabato 13 settembre 2014

Rosa di rovo


profumata ma non troppo
la collottola robusta
trattiene i petali scombinati
... non induce in tentazione
ma imprigiona lo sguardo 
di chi si prende la briga 
di guardarla con attenzione
 (12 settembre 2014)

sabato 30 agosto 2014

Da dove arriva costui... part 2

Da dove arriva costui rimuginavo 
mentre con la coda dell'occhio
lo vidi piegare le ginocchia, 
e con calma prendere
la chitarra dalla custodia, 
e con noncuranza 
tastare le sue corde 
ed infine, 
forse solo per me, 
forse, 
di sicuro
per tutti gli abitanti del parco, 
con un fil di voce 
iniziò a cantare in spagnolo, 
in spagnolo certo, 
oppure messicano, mi dissi guardando il pastrano!
Fatto avvenuto alcuni anni fa, al Giardino storico Muzio Tommasini, da noi noto come Giardino Pubblico.
Leggete anche: 
Da dove arriva costui...? part 1 

Amo osservare gli artisti di strada, siano essi uomini o donne, lo faccio per capire la loro provenienza, il loro grado di professionalità e cosa molto importante, ciò m'è utile per dare una rinfrescata ai miei neuroni.
L’artista raffigurato è Tommy Emmanuel di cui sono grande  fan, ma non c’entra nulla con il racconto.

martedì 9 ottobre 2012

Da dove arriva costui... part 1



Eri li in fondo al parco,
quieto,
non intendevi richiamare l'attenzione.
Ma ti vidi lo stesso,
mentre intenta pensavo ai fatti miei
e nel momento in cui mi guardasti,
con la mano alzai il mio capo chino
e con fare indiferente
in alto guardai...
il larice dalle fronde tremule.

Non volendo farmi vedere ti vidi
o meglio vidi
i tuoi capelli infiammarsi al sole,
m'abbagliarono
e i miei occhi offuscati
misero in luce
in ritardo
il pastrano con cui t'avvolgevi,
ma non fa freddo pensai!
Da dove arriva costui...
part 2

... siamo in autunno e come le foglie che cadono ritornano i pensieri "poetici"! VIDEO