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lunedì 18 maggio 2026

La poesia nella sua giornata


Il primo giorno di primavera è dedicato alla "Giornata internazionale della poesia"

Le violette di Ada Negri.

Anche quest’anno andrai per violette

lungo le prode, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai: che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: «Domani è primavera.»
Ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò
per violette, non andrò mai più
per violette – ché passò il mio tempo –
lungo le prode, nel febbraio acerbo.»
Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventano ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esili corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.
O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.

Ada Negri (1870-1945)

Per la Giornata Internazionale della Poesia il mio omaggio a Alda Merini nata il 21 marzo.


Le tue parole sono mosaici arabescati 
scintillanti alla luce delle candele
s'infiammano incenerendosi e poi...
il vento le sparpaglia
in miriadi di evanescenti pixels...
Ivana


sabato 2 agosto 2025

Una crisalide deve per forza diventare farfalla?


Dopo un primo agosto passato a sbrogliare la matassa dei miei patemi esistenziali, decisi di dare una nuova veste a questo blog. Ma per non creare troppo scompiglio, inizio il nuovo mese con questa mia "perla", un mio inedito, ma vecchio componimento.

Ieri sono stata un bruco,

laborioso, meticoloso.
Ora sono una crisalide,
esternamente immobile,
ben aggrappata alla mia foglia,
internamente in continua evoluzione.

Domani diverrò variopinta farfalla
o verrò schiantata dalla furia degli elementi?
Sogno un mattino di svegliarmi farfalla
e volare in alto, lontano, via!

Ma se dovesse scegliere cosa sceglierei? Non ho ancora deciso! 
So che la vita di una farfalla, seppure intensa, è molto breve, quindi continuo a restare ben aggrappata alla mia foglia... tanto per volare in alto... posso sempre prendere l'aereo!

Post da me scritto nel 2000, da allora molte crisalidi sono diventate farfalle e anche i bruchi hanno avuto il loro ruolo nel mondo.


"Ogni famiglia di farfalle e falene ha un suo modo di costruire l'involucro (bozzolo) che da bruco, passando allo stadio di pupa, le proteggerà fino ad arrivare alla maturità e svolazzare libera. Per questo esistono vari tipi di crisalidi, ognuna di loro usa una tecnica diversa per ancorarsi: Alcune di loro si legano ad un supporto bloccando il corpo, all'altezza del torace, con un cordoncino di seta, altre si sospendono a capo in giù per mezzo di uncini (detti cremaster), altre ancora si avvolgono con un intreccio di fili sericei. La cuticola di tutte queste pupe è piuttosto rigida e la fuoriuscita dell'adulto le lascia pressoché integre."

sabato 22 marzo 2025

La pioggia nel Pineto


La pioggia nel Pineto

Poesia di Gabriele D’Annunzio.


... Ascolta.
Piove 
dalle nuvole sparse.
 
Piove su le tamerici

salmastre ed arse,

piove sui pini

scagliosi ed irti,
 
piove su i mirti divini, 

su le ginestre fulgenti 

di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione...

venerdì 1 novembre 2024

Se decidi di innamorarti...


Se decidi di innamorarti di me, 
prendi i miei lati oscuri 
e riempili di luce.
Se decidi di innamorarti di me, 
tieni sopra le tue spalle 
le mie lacrime. 
Io farò altrettanto. 
E peserà  tutto di meno.
Se decidi di innamorarti di me, 
prendi il coraggio a quattro mani 
e raccontami di te. 
Anche se ti sembra 
di non avere nulla da dire.
Se decidi di innamorarti di me, 
ama le mie debolezze 
e rendile con me 
punti di forza.

Se decidi di innamorarti di me, 
non girarti nel letto 
senza guardarmi. Addormentati con me.
Se decidi di innamorarti di me, 
non darmi prove d'amore. Prova a restare con me.
Se decidi di innamorarti di me, 
dimmi che mi ami 
solo quando lo senti più di ogni altra cosa.
Se decidi di innamorarti di me, 
non dirmi in cosa devo credere, 
ma dimmi di credere sempre in qualcosa.
Se decidi di innamorarti di me, 
tieni a mente i miei sguardi 
e non tutte le parole che dirò.
Se decidi di innamorarti di me, 
fammi ballare, 
anche se 
non c'è musica

Alda Merini (21 marzo 1931 - 1° novembre 2009)
Le foto sono state reperite nel web.

mercoledì 1 novembre 2023

L'anima vola


“…Te l’ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire”

“…E se diventi farfalla / nessuno pensa più /a ciò che è stato / quando strisciavi per terra / e non volevi le ali”

·Dio ci prese la carne e l’anima mettendo insieme i confini· Alda Merini


(•❤•)  ..♥ .OGNISSANTI...(•❤•)

domenica 26 giugno 2022

Giovinezza di spirito e cuore - Youth

Giovinezza di spirito e cuore, il mio augurio per questa estate.
La giovinezza non è un periodo della vita,
è uno stato d'animo
che consiste in una certa forma della volontà,
in una disposizione dell'immaginazione,
in una forza emotiva;
nel prevalere dell'audacia sulla timidezza
e della sete dell'avventura sull'amore per le comodità.

Non si invecchia
per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni,
ma solo quando si abbandona il proprio ideale.
Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo,
la rinuncia all'entusiasmo li traccia sull'anima.
La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza,
il timore e la sfiducia
sono lunghi anni che fanno chinare il capo
e conducono lo spirito alla morte.
Essere giovani significa conservare anche a ottant'anni
l’amore del meravigliarsi,
lo stupore per le cose sfavillanti e per i pensieri luminosi;
la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti,
il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo,
il senso del lato piacevole e lieto dell'esistenza.

Resterete giovani finché il vostro cuore saprà ricevere
i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio,
di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra,
da un essere umano o dall'infinito.
Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate
e su di esse si saranno accumulati
le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo,
è solo allora che diverrete vecchi
e possa Iddio aver pietà della vostra anima!


 SAMUEL ULLMAN (1840-1924), “Youth.”—Jane Manner, The Silver Treasury, Prose and Verse for Every Mood, pp. 323–24 (1934).

Youth is not a time of life;

it is a state of mind;
it is not a matter of rosy cheeks, red lips and supple knees;
it is a matter of the will, a quality of the imagination, a vigor of the emotions;
it is the freshness of the deep springs of life. 
Youth means a temperamental predominance of courage over timidity of the appetite, 


for adventure over the love of ease.

This often exists in a man of sixty more than a boy of twenty.
Nobody grows old merely by a number of years.
We grow old by deserting our ideals.
Years may wrinkle the skin, but to give up enthusiasm wrinkles the soul.
Worry, fear, self-distrust bows the heart and turns the spirit back to dust.
Whether sixty or sixteen, there is in every human being's heart the lure of wonder, 


the unfailing child-like appetite of what's next, and the joy of the game of living.

In the center of your heart and my heart there is a wireless station;
so long as it receives messages of beauty, hope, cheer, courage and power from men and from the infinite, so long are you young.
When the aerials are down, and your spirit is covered with snows of cynicism and the ice of pessimism, then you are grown old, even at twenty, but as long as your aerials are up, to catch the waves of optimism, there is hope you may die young at eighty.

martedì 15 marzo 2022

Rosee nuvole al tramonto

Lievi e leggiadre nel cielo le rosee nuvole annunciavano il tramonto… dove? A Trieste!
Trieste
(da Trieste e una donna, 1910-12, poesia di Umberto Saba)
Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.
Adoro questa poesia!

lunedì 23 settembre 2019

Romanticherie al parco di Miramare, in autunno


Dietro l'amore, il cielo…
Io mi nascondevo dietro le persiane.

E il giorno chiudeva gli occhi

come le giovani ragazze nei loro letti disfatti.

Nei miei sogni le pietre imperturbabili
ferivano le dita di chi provava a sfiorarle.
E circolavo fra la duna e il mare,
nello spazio non raggiunto dalla muffa della vita.
Bambino, io camminavo accanto alla mia eternità
e dalla sua ferita già sgocciolava l’amore.
Nella mia terra natale,
fra uomini vestiti di bianco
e cani ciechi che accompagnavano i mendicanti,

il mare mi interrogava.
E io sillabavo il giorno 
che cigolava come un mulino a vento.
Poi, finalmente, dietro l’amore, il cielo 
e tu che mi venivi incontro coi tuoi sorrisi.

Salvatore F.
Le foto furono scattate durante una mia passeggiata al parco di Miramare, in autunno.  Il Castello di Miramare in autunno in video

domenica 23 dicembre 2018

La Danza Della Neve


Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieve volteggiando,
la neve
Cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terreno si posa
Stanca.
In mille immote forme
 sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
Dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo tace....
( Ada Negri )


Ada Negri è stata una poetessa, scrittrice e insegnante italiana (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945). È ricordata inoltre per essere stata la prima e unica donna a essere ammessa all'Accademia d'Italia.

lunedì 26 novembre 2018

Ci vuole tempo... ma dopo un po impari


Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.

Ed inizi a imparare che i baci non sono
contratti e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta con gli occhi aperti
con la grazia di un adulto,

non con il dolore di un bimbo.

E impari a costruire tutte le tue strade oggi,
perché il terreno di domani è troppo
incerto per fare piani.


Dopo un po’ impari che il sole bruccia
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima, invece di aspettare
che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.

( 
After A While - Veronica A. Shoffstall)

giovedì 12 maggio 2016

Baricentro emozionale

Una poesia della grande Alda Merini di cui conservo uno struggente ricordo. 


Io non ho bisogno di denaro. 

Ho bisogno di sentimenti,
di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino sugli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.. 

Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi...