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mercoledì 18 ottobre 2023

Le foglie rosse del Sommacco del Carso

Siamo in autunno, cadono le foglie, l’inverno è alle porte, spero di riuscire a farmi apprezzare per il modo in cui vi faccio sentire. Intanto vi regalo i colori autunnali del bosco, in particolare dei cespugli di sommacco, un arbusto del carso in cui le foglie si colorano nelle varie gradazioni di rosso, una delle mete preferite nei fine settimana di molti escursionisti e ciclisti triestini.
 
II boschetto sulla collina era arancione e oro, gli alberi più giovani di un colore più scuro e, nel cortile, i vecchi alberi, che erano li da una lunga serie di anni, stavano diventando gialli e porpora… mentre le foglie del Sommacco del Carso iniziavano a tingersi di rosso!

Le foto sono state scattate con lo smartphone

mercoledì 29 settembre 2021

El Somaco del Carso

Queste sono le foglie del Sommacco (un arbusto), che in autunno si colorano di rosso. Un saluto da Trieste. 
foglie rosse

Nella zona che circonda Trieste - il Carso triestino - è dove cresce quel particolare arbusto, chiamato Sommacco o Sommaco, noto anche come Scotano o con il suggestivo nome di “albero della nebbia” – dalle infiorescenze piumate proprie di questa pianta.

Infatti, subito dopo i primi freddi dell’autunno, per merito del Sommacco, il Carso si accende dalle intense colorazioni che vanno dal giallo oro, al rosso brillante, al porpora.
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domenica 10 novembre 2019

Uno sguardo su Trieste


In queste ultime giornate piovose le mie passeggiate si sono allontanate, per un po, dalle Rive.

Ma con un certo batticuore mi sono resa conto che ci stiamo avvicinando a lunghi passi all'incontro con le festività natalizie. In tutte le vie del centro di Trieste in questi ultimi giorni, ci sono delle luminarie ben visibili... siamo arrivati a novembre! Certo che chi ha tempo non aspetta il tempo... ma... oddio dovrò tirare fuori gli addobbi natalizi!
Le foglie rosse del sommacco del Carso
Fine settimana da sballo!


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Va dove ti porta il cuore.

Pioggia d'autunno.
Colpi di sole per illuminare una grigia giornata.
Rovistando tra dei vecchi ricordi...

giovedì 17 maggio 2018

Nihil aeternum est...

Nihil aeternum est... niente dura per sempre, neanche le belle giornate di maggio... quindi godiamoci questa temperatura, tanto prima o poi finirà. Arriverà il gran caldo che ci farà sudare e poi all'improvviso l'altipiano si colorerà di rosso dalle foglie del Sommacco del Carso... l'autunno!
 A Trieste ci saranno altri tramonti, come quello raffigurato nella prima foto, da me immortalato l'altra sera, oppure come tanti altri delle scorse stagioni. 
Ci saranno tante manifestazioni culturali su cui rivolgere la propria attenzione visto il nutrito programma estivo che ogni anno si svolge nella mia città. Eccovi il programma per sabato e domenica: alle 10.30 ci sarà l'arrivo dell' Idrovolante, come 2 anni fa.

Quindi rallegriamoci per ciò che di bello ci viene dato oggi! Domani è un altro giorno e si vedrà. Il nostro tempo è prezioso, gente!


e vi comunico che forse vado a Bologna a scoprire i suoi segreti!

giovedì 21 settembre 2017

Trieste Next al via

LA CITTÀ DELLA SCIENZA: INCONTRI, MOSTRE, SPETTACOLI, EVENTI PER I BAMBINI.
Un altro appuntamento di Trieste Next e la mia città verrà animata da una serie di incontri, laboratori, proiezioni, spettacoli organizzati da istituti e centri di ricerca, associazioni culturali e scientifiche. Cuore pulsante della “Città della scienza” è piazza Unità d’Italia, dove venne creata l’Agorà della Scienza.

In occasione dell'evento in porto è ormeggiata la OGS ESPLORA, la nave italiana per la ricerca.

Cliccate sul link per accedere alla pagina ufficiale di Trieste Next 2017, dove troverete tutte le informazioni riguardanti il programma dell’evento che quest’anno si svolgerà dal 21 al 23 settembre 2017.
Leggete anche:
Donna bagnata dalla pioggia in un mattino di settembre con la bora.

venerdì 16 ottobre 2015

Escursione all'isola di Veglia in Croazia

Le giornate piovose mi riportano in mente le belle escursioni di settembre, ma
anche in ottobre, ci sono state giornate in cui si prendeva l'auto per andare sull'isola di Veglia (Otok Krk) in Croazia. Da Trieste, durante il periodo estivo, ci si arriva all'isola di Veglia anche in autobus. 
Come arrivarci all'isola di Veglia e alla bella spiaggia di ciottoli di Baska  LINK


baska
 Il mare trasparente di Baska
mare trasparente di baska

Isola di Veglia ( il centro storico)



sabato 22 novembre 2014

La splendida Napoleonica raggiunta col tram


La mite temperatura di questo mese di novembre invita ad uscire, quindi non mi sono fatta pregare per approfittare della luminosa giornata di ieri. Mi sono spinta sull’altopiano carsico.
Apro qui una parentesi per affermare, io che ho viaggiato tanto, posso dire con certezza che non esiste posto più affascinante al mondo che “La Napoleonica”. La Napoleonica, oggi Strada Vicentina, si trova sulle alture a ridosso del monte Grisa, proprio sopra il golfo triestino.
Aperta secondo una leggenda dalle truppe di Napoleone, questa strada si snoda per oltre cinque chilometri tra i borghi dell’altopiano carsico di Opicina e Prosecco. 
È l’ideale per un pomeriggio immersi nella natura, in autunno tra sommacchi rossi, in primavera tra gli arbusti infiorati, ma sempre, in qualsiasi stagione, circondati dai bei paesaggi e straordinari punti panoramici sul mare. Inoltre è al riparo dalla bora e spesso battuta dal sole, quindi un oasi caldo anche nei mesi invernali. 
Percorrere la bella passeggiata tanto amata da noi triestini e raggiungere "La Napoleonica! con il centenario “tram” è il massimo della goduria. 

Seppur lento e un po scomodo, non ci s’accorge neppure, tanto siamo presi dagli splendidi scorci panoramici. Il tram per Opicina lo si prende in piazza Oberdan. 
Troverete alcune foto che ho scattato durante la mia passeggiata, cliccando questo LINK

Arrivata alla fine del percorso (Prosecco) il bus 44 mi ha riportata in centro (Piazza Oberdan) dove alcune ore prima avevo preso il tram per Opicina.

lunedì 20 ottobre 2014

Passeggiata circondati dalle foglie rosse

Questa volta sul sentiero che da Redipuglia porta a Doberdò del Lago.
  • Il sacrario di Redipuglia, un monumentale cimitero militare situato in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), costruito in epoca fascista, è dedicato alla memoria di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale.

  • Escursione sulle orme della Grande Guerra con la Bdt. Doberdò del Lago, dove ci siamo fermati a pranzare, è un comune italiano di 1.462 abitanti della provincia di Gorizia.
  • La bella chiesa di Doberdò del Lago.

venerdì 18 ottobre 2013

Il Sommacco del Carso


Per me la vita va gustata, ma senza eccessi, mi piace muovermi, agire, ma senza strafare. Amo la vita sociale, ma senza scalmanarmi. Come una vera giraffa, allungo il collo, ma non sono mai invadente. Mi comporto in modo a volte “leggero”, ma mai superficiale.
                      

Anche se cerco di nasconderlo, sono la classica inguaribile romanticona. Mi piace l’atmosfera raffinata di un tavolo imbandito con delle candele, del pesce e del buon vino bianco. Ma non disdegno l’ambiente rustico, gli gnocchi con il gulasch, accompagnati da un bicchiere di vino rosso. Amo la pizza e la birra, adoro i dolci morbidi, ora non mi viene in mente nulla di cui provi repulsione. 
Forse dovrei assumere una posizione più decisa e meno diplomatica. Ma siamo in autunno, cadono le foglie, l’inverno è alle porte, spero di riuscire a farmi apprezzare per il modo in cui vi faccio sentire. Intanto vi regalo i colori autunnali del bosco e in particolare del Sommacco, un arbusto del Carso in cui le foglie, in questa stagione, si colorano nelle varie gradazioni di rosso.

giovedì 6 settembre 2012

Le foglie rosse dei cespugli di sommacco del carso


Quando le foglie dei cespugli di sommacco in questa stagione iniziano a tingersi di rosso e i boschi con i suoi colori fantastici che s'intravedono dai tornanti che costeggiano l'altopiano triestino, una delle mete domenicali di molti escursionisti e ciclisti, è il Castello di San Servolo.

 Lo si può scorgere da molte zone della città, e naturalmente dal golfo, così alto e dirupato, affacciarsi sul ciglio dell' altipiano di San Servolo. Il Castello di San Servolo (Grad Socerb), oggi si trova in Slovenia nel comune di Capodistria, a poca distanza dal confine italo-sloveno e dall’abitato di Prebenico, il quale si trova nel comune di San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste.  

Questo è l'interno, restaurato e adibito a ristorante, del Castello di San Servolo, la foto è di un paio d'anni fa.

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Secondo la storia (fonte web), il Castello di San Servolo, ebbe a suo tempo grande importanza nella storia locale. La contea di San Servolo nel 948 venne data da Ottone in signoria ai vescovi di Trieste, e da costoro venne poi affidata, nel 1295, al Comune di Trieste. Dopo tale data il castello, che viene descritto come uno dei più muniti ed inaccessibili di tutta l’ Istria, restò coinvolto in tutte le azioni di guerra che Trieste condusse contro i veneti ed i friulani.
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 Nella famosa guerra contro Venezia del 1463, tra le condizioni imposte dai veneziani c’ è pure la consegna dei castelli di Moccò, Castelnuovo e San Servolo. Nel 1480 Venezia affida il castello all’ albanese Giovanni Ducaino. In questo periodo si provvede a rifare le mura e la cisterna, come viene ricordato in una lapide del 1493, fatta scolpire a ricordo di Domenico Maripetro, prefetto di Capodistria. Nel 1508 i Triestini assaltarono la rocca, conquistandola. Il castello tornò ai veneziani nel 1511 per essere nuovamente espugnato da Gaspare Rauber che, per i servizi resi, lo ebbe in dono dall’ imperatore Carlo V nel 1521.
Nel concilio di Trento del 1535 venne stabilito che il castello tornasse in possesso di Venezia, ma non vi restò a lungo. L’ ultimo tentativo fatto dai veneziani per riavere San Servolo costò loro la perdita di ben 3000 fanti. L’ epica battaglia venne combattuta nel 1615. La difesa, in quell’ occasione, era guidata dal barone Benvenuto Petazzi, che nel 1622 comprò il castello e nel 1630 risulta insignito del titolo di conte di San Servolo. Nel 1702, con l’ estinzione di quel ramo dei Petazzi, la signoria ritornò al demanio, che la rivendette a famiglie nobili italiane. Il Kandler ricorda che nello stesso secolo il castello venne incendiato da un fulmine, subendo molti danni, e fu subito restaurato. Agli inizi del Novecento, infine, il castello fu comperato dal barone Demetrio Economo, suo ultimo proprietario. Attualmente il castello si presenta come un edificio piuttosto diroccato, a pianta quasi quadrata, costruito su una sommità rocciosa in modo che le murature quasi si confondono con la roccia sottostante.
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Nei pressi del castello è presente la grotta di San Servolo, ove il martire triestino si ritirò in eremitaggio a pregare ed a digiunare, dissetandosi solamente con l’acqua raccolta dallo stillicidio della grotta . La cavità, di tipo carsico, ha una sviluppo modesto, con una grande sala iniziale nella quale un tempo era ospitato un altare, ed alcune diramazioni e pozzi laterali. L’ingresso è chiuso da una cancellata, e la grotta è visitabile solo in alcuni orari.  
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