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venerdì 3 giugno 2022

Da Trieste a Grado in motonave

Sul Golfo di Trieste

Escursione in giornata a Grado, l'isola sabbiosa posta tra il mare e la laguna e collegata alla terraferma da un ponte girevole. È sempre stata una delle mete più rinomate dell'Adriatico non solo per le sue spiagge, ma anche per gli eleganti centri di cure termali e per il caratteristico centro storico. Una vasta pineta e una zona di tipo carsico conferiscono ulteriore varietà all'isola.

;La linea marittima, come accaduto negli scorsi anni, a partire dal primo Giugno collega la città di Trieste con la Laguna di Grado effettuando un percorso che verrà allungato di 15 minuti, per un totale di un’ora e mezza. Le partenze da Trieste sono programmate alle ore 08:00, alle ore 13:00, e alle ore 17:45; da Grado, invece, alle ore 10:00, alle ore 14:45 e alle ore 19:30. Da Trieste si parte del Molo di Audace, dinanzi alla Piazza Unità d’Italia; invece dall’Isola del Sole, dal Molo Torpediniere, luogo di scalo e partenza dove attraccherà anche il traghetto (Motonave Scirè) per Lignano (Darsena Sbarco dei Pirati). Le tariffe sono per l’andata/ritorno di un singolo passeggero di 15,30 euro e il titolo di viaggio può essere acqistato a bordo e presso le rivendite autorizzate Core TPL FVG. Inoltre, chi volesse salire a bordo della motonave portando con se la propria bicicletta, potrà farlo con una maggiorazione di 90 centesimi. Fonte web

martedì 22 febbraio 2022

Udine, sulla via che porta all'Austria


Il caso volle che l'altro giorno mi capitò l'occasione di recarmi a Udine (FVG), da cui mancavo da alcuni anni, credo che dall'ultima volta di anni siano passati almeno sei. Non che Udine si trovi lontana da Trieste, ma dalla mia città mi sposto soltanto quando devo farlo. Ed è per questo motivo che non ebbi mai l'occasione parlarvi della città di Udine, la quale è 
situata al centro della regione friulana
"Dista, in linea d'aria, poco più di 20 km dalla Slovenia, e circa 54 km dall'Austria. Ciò la pone in una posizione strategica, presso l'intersezione delle direttrici europee est-ovest (Corridoio 5) e nord-sud (Via Iulia Augusta), ora riconosciuta dall'Unione Europea come parte del Corridoio Baltico-Adriatico, sulla via che porta verso l'Austria e verso l'est europeo".

Le sottostanti foto furono scattate durante la mia passeggiata.
Loggia del Lionello
Affacciata sulla centrale piazza Libertà, è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i lavori iniziarono nel 1448 e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, dopo l'incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata seguendo i disegni originali.



Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.

Torre dell'Orologio
Loggia e tempietto di San Giovanni
Di fronte alla loggia del Lionello si trovano la loggia ed il tempietto di San Giovanni, erette nel 1533  La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. La chiesa, anticamente dedicata a san Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti. Sempre di fronte alla loggia del Lionello, si ergono le statue di Ercole e Caco, attribuite ad Angelo de Putti.

Torre dell'Orologio

Inglobata nella loggia di San Giovanni, la torre fu costruita nel 1527 su disegno di Giovanni da Udine che si ispirò alla torre veneziana di piazza San Marco. Alla sua sommità sorgono i due mori che battono le ore su una campana, le attuali sculture in rame risalgono al 1852 ed hanno sostituito quelle originali in legno.

Arco Bollani e chiesa di Santa Maria in Castello

Da piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, progettato da Andrea Palladio e sormontato dal leone di San Marco. Si percorre quindi la loggia del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città. Accanto sorge l'"arco Grimani" eretto nel 1522 in onore del doge omonimo,  attraverso l'arco si giunge al piazzale del Castello di Udine.



Loggia del Lionello


sabato 2 novembre 2019

Escursione a Hrastovlje (Cristoglie) in Slovenia

 Non mi stancherò mai di ripetere... È stupenda la chiesetta fortificata che si trova a Hrastovlje (Cristoglie) in Slovenia... rimango incantata ogni volta che ci ritorno. Guardate le foto.
 Nella chiesetta  si trova un gioiellino della pittura istriana tardogotica dipinta all'interno di un edificio risalente a più di trecento anni prima. Da sempre meta di pellegrinaggi, le sue mura furono innalzate più tardi, contro gli assedi de turchi.
 ... è splendida anche la campagna e le falesie che circondano il paese. Delle falesie vi parlai in un precedente post: Escursione a Crni Kal in Slovenia (la rocca di Carnicale o San Sergio)

 Per arrivare all'antica  Cristogliano (Hrastovlje), si passa per ex valico doganale di Rabuiese, poi si prosegue per Dekani, superata, si prende la direzione per Buzet.
 Consiglio vivamente a chi abita nella zona, di andarci, in quella chiesetta troverete la bibbia della gente semplice. All’epoca i contadini non sapevano leggere, quindi la bibbia veniva raffigurata negli affreschi delle chiese. Guardate le foto.
  La danza macabra raffigurata negli affreschi che si trovano all'interno della chiesa. 

 La chiesetta è tutta ricoperta di affreschi del XV secolo, bellissimi, con scene dell’Antico e Nuovo Testamento, in cui viene raffigurata questa Danza Macabra.
 Non mi stancherò mai di ripetere... è splendida anche la campagna che circonda il paese.

sabato 7 aprile 2018

Prosciutto e frico a San Daniele del Friuli

Vi racconto di una escursione primaverile a San Daniele del Friuli (Ud), il paese del prosciutto crudo. LINK

Ma non si può parlare del Friuli senza ricordare il frico con patate, eccovi la ricetta: LINK

lunedì 24 ottobre 2016

Escursione pomeridiana a Crni Kal in Slovenia


Una bella falesia in Slovenia in mezzo al bosco e la vista sul golfo di Trieste, meta degli appassionati di free climbing, arrampicata sportiva e palestra di roccia.

Il grazioso paesino in cui spicca il bel campanile. 
"La torre che nel medio evo e già prima nell'epoca romana, formava un confine naturale tra la terra del litorale e quella dei Balcani. Qui salivano le pochissime vie di comunicazione che erano gestite dalle roccaforti, i primi "controllori" del traffico. Con lo stessa finalità nasceva la rocca di Crni Kal (Carnicale o San Sergio). 

La roccia fa parte di una lunga dorsale calcarea che si estende per quasi 150km. Nasce a Duino, passa sul Carso, gira nella Val Rosandra, attraversa la Slovenia e giunge in Croazia finendo a Fiume (Rijeka). Oggi questo enorme "costone" si può definire come l'altopiano carsico Triestino-Sloveno-Croato.

Ci si arriva dall' A4 passare sopra Trieste con l'agevole super strada, seguire le indicazioni Slovenia, uscire dal valico di Pesek e seguire la strada in direzione Koper (come per Ospo), ma 3 km prima sulla sinistra si scorge l'evidente Torre con la falesia sotto! Quindi svoltare a sinistra entrando in paese, passare la chiesa, passare il cimitero e prendere la sterrata (lasciando il cimitero a sx) che dopo 200 metri ci offre ampio parcheggio. Da qui all'evidente falesia sopra la testa in 2 minuti al primo settore e 7 min al secondo e terzo settore". Fonte web

Leggete anche:
Il fascino scontroso del paesaggio carsico
...la bora sferzante 
sui costoni rocciosi
dove gli umani
s’arrampicano
insieme alle lucertole,
le loro estremità
bianche di talco
diventano prensili
s'apprestano alla mutazione.

giovedì 10 settembre 2015

La Val Rosandra vista dall'alto

Buongiorno mattinieri! 
Mentre prendete il caffè vi propongo di leggere:
Dal mare ai monti e ritorno, si può fare soltanto a Trieste!
Dove vi racconto di una escursione, più che altro una passeggiata, si, proprio due passi, in mezzo alla natura rigogliosa, per ammirare la nostra amata Val Rosandra dall'alto.
E anche el Tram de Opcina… ha compiuto 113 anni il 9 settembre! facciamogli gli auguri!


venerdì 1 maggio 2015

Escursione del primo maggio, sul Cocusso


Sono rientrata da poco da una escursione sul Monte Cocusso (Kokos - Slo) organizzata da  La Banca del Tempo Altrotempo,(Indirizzo: Via dell' Istria, 45. Trieste - www.altrotempo.org)
 La fortuna ha voluto che il tempo si mantenesse stabile fino quasi alla fine del percorso. Il dislivello 300 metri circa, seppure col sentiero abbastanza facile (carrareccia), raccomandava un minimo di allenamento nelle gambe. Il programma proposto dall'associazione AltroTempo prevedeva:
Il ritrovo alle ore 10.00 al confine di Pese.
 ...appena pronti ci siamo avviati verso il sentiero che in circa un paio d’ore ci ha portati alla cima. 
Il pranzo, per chi lo desiderava, era previsto la sosta al rifugio Planinska Koca; naturalmente ognuno poteva portare con se il pranzo al sacco.

 La discesa è avvenuta facendo lo stesso percorso della salita, quindi in circa un oretta e mezza eravamo di nuovo a Pese... guardate la foto con alcuni dei partecipanti all'escursione.

lunedì 6 aprile 2015

Pasquetta all'aperto... a Trieste c'è il sole!

(•❤•) ♥ ..♥.BUONA PASQUETTA .♥..♥(•❤•)

 Cosa può far più felice un bambino che correre libero sul prato!
Io come bimba un po cresciuta, a prescindere dagli acciacchi dell'età, mi accingo ad andare a fare un giro fuori porta, alla ricerca del prato su cui correre!
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(•❤•) ♥ ..♥.BUONA PASQUETTA .♥..♥(•❤•)
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martedì 10 marzo 2015

Escursione in Istria: l'orrido di Pisino (Pazin in croato)

Escursione in Istria: Kotli, Hum e Pisino

Siccome la piccola Hum si visita in poco tempo, abbiamo proseguito la nostra escursione in Istria, prendendo la strada che porta a Pisino (Pazin in croato), carinissima località dell'Istria centrale, perlopiù costruita sull'orlo dell'omonima foiba. Guardate le foto: LINK
Pisino, è immersa nelle colline del carso istriano, ed è solcata dal torrente Foiba (Pazinčica) che, dopo un corso di circa 17 km si inabissa in una foiba dando luogo alle omonime grotte profonde qualche centinaio di metri, oggi importante meta turistica.
Eccovi altre informazioni storiche reperite su Wikipedia: Pisino fu menzionata per la prima volta come Castrum Pisinum nel 983 d.C. in un documento riguardante la donazione dell'imperatore Ottone II al vescovo di Parenzo.
Nel XII secolo il comune fu di proprietà del conte Meinhard di Schönberg (in croato Šumberk) e, in seguito, cadde nelle mani di Engelbert III, conte di Gorizia nel 1186. Nel 1374 Alberto III di Gorizia rivendicò i suoi possedimenti alla Casa degli Asburgo.

Tra il 1420 e il 1536 Pisino appartenne alla Repubblica di Venezia. Dopo la Lega di Cambrai, il paese venne ceduto agli Asburgo, i quali lo vendettero ai modenesi Montecuccoli: risale proprio a questo periodo il castello omonimo intorno al quale si sviluppò la cittadina. La fortezza, ristrutturata nel XIX secolo, è stata allestita a museo al termine della Prima guerra mondiale.

Il duomo di San Nicola è una chiesa romanica eretta nel 1266 appartenente alla diocesi di Parenzo con lo status di prepositura. All'interno la chiesa presenta una struttura a tre navate (una centrale e due laterali) ed è conservato l'antico presbiterio separato dall'aula da un grande arco gotico interamente affrescato.
Il castello di Montecuccoli, ottimamente conservato, risale al cinquecento e si affaccia sull'orrido della foiba.

"Chi si appoggia al parapetto di quello spiazzo, vede un precipizio ampio e profondo, le cui impervie pareti, tappezzate di fogliame intricato, scendono a picco. Nessuna sporgenza in quella muraglia. Non un gradino per salire o per discendere. Non una cengia per sostare. Nessun punto d'appoggio. Soltanto scanalature, qua e là, lisce, logorate, poco profonde che fendono le rocce. In una parola, un abisso che attira, che affascina e che non restituirebbe nulla di quanto vi si facesse piombare.(...) Quell'abisso è detto nel paese Foiba, e serve da serbatoio al soverchio delle acque del torrente. Questo torrente non ha altro sfogo se non una caverna, che si è formata a poco a poco fra le rocce, e nella quale esso precipita con furia indescrivibile. Dove va il corso d'acqua che passa sotto la città? Chi può dirlo? Ove ricompare? Anche questo è un mistero. Di quella caverna, o piuttosto di quel canale che solca lo schisto e l'argilla, non si conosce né la lunghezza, né l'altezza, né la direzione. Forse le acque urtano in tumulto contro innumerevoli spigoli contro la foresta di piloni, che sostengono la fortezza e la città intera. Arditi esploratori, quando il livello delle acque, né troppo alto né troppo basso, consentì loro d'avventuratisi con una leggera imbarcazione, tentarono di discendere il torrente attraversando quella tetra apertura, ma le vòlte ad un certo punto si abbassano e costituiscono un ostacolo insuperabile. Ecco perché non si sa nulla di quel corso d'acqua sotterraneo. Forse s'inabissa in qualche "perdita" sotto il livello dell'Adriatico".
(Giulio Verne, "Mathias Sandorf", 1885)

Foiba (in croato Fojba) è il nome del celebre abisso che si apre ai piedi del Castello di Montecuccoli, nel quale si immette l'omonimo torrente (in croato Pazincica).

Il sistema di grotte del torrente Foiba costituiscono il migliore esempio di evoluzione dell'idrografia e della geomorfologia carsiche unico nell'Istria e nel Carso Dinarico: tra pareti di roccia verticali ed una fitta macchia boscosa, precipita per circa 130 metri il torrente Foiba, che s'inabissa in una cavità semicircolare (Il Vestibolo dantesco) dopo aver solcato dalla sorgente uno stretto canyon lungo 17 km. L'interno della grotta, è punteggiato da numerosi sifoni, gallerie, avvallamenti imbutiformi e stagni sotterranei e laghi di notevole profondità: il Lago di Martel, il primo tra questi, si trova a circa cento metri dal Vestibolo, in una sala di 1600 m2. Proseguendo ancora è si trova il secondo bacino, il Lago di Mitar, con uno specchio d'acqua più modesto del primo: il terzo lago sotterraneo segna la fine della grotta carsica esplorabile, lunga circa 500 metri. Dal momento che non è stato possibile proseguire oltre il terzo bacino, non si sa con certezza di quale fiume il Foiba sia tributario: l'ipotesi più accreditata è che confluisca nella Val d'Arsa.

Prima delle ricerche dello speleologo francese Edouard-Alfred Martel e dello studioso ceco Wilhelm Putick tra il 1893 e il 1896, la grotta era nota in ambito letterario: il celebre scrittore francese Giulio Verne ambientò nell'abisso la rocambolesca fuga di Mathias Sandorf, protagonista dell'omonimo romanzo. Sandorf e i suoi compagni percorrono i cunicoli della grotta dal Vestibolo dantesco al Canale di Leme. Per questo motivo la Società Jules Verne in Croazia organizza ogni anno, nel mesi di giugno, il festival di Jules Verne attorno al Castello di Montecuccoli con fedeli ricostruzioni del romanzo.
Si dice inoltre che la Foiba fornì a Verne l'ispirazione per il romanzo "Viaggio al centro della terra". Il sito, di interesse speleologico, è oggi sede dell'omonimo parco naturale protetto, aperto nel 1964, che comprende l'area boscosa circostante, ora accessibile attraverso il sentiero di San Simone, lungo 10 km: nelle stagioni piovose la zona è soggetta a inondazioni, che danno origine ad un lago periodico sul letto del torrente.

lunedì 9 marzo 2015

Escursione in Istria: Kotli, Hum e Pisino


La splendida giornata di sabato ci ha invogliati a fare l'escursione in Istria, programmata la settimana scorsa. Quindi dopo aver fatto colazione, in un bar di Crni Kal (Slovenia) - situato in una posizione panoramica - ci siamo diretti verso la frontiera croata. Il nostro obiettivo era di raggiungere Hum (Colmo in italiano), che è nota per il titolo di "città più piccola del mondo".
Guardate le foto che ho scattato: LINK
Ma prima di arrivare a Hum abbiamo fatto una piccola deviazione per visitare la località di Kotli, un posto veramente fiabesco. Si tratta di un piccolo villaggio, quasi completamente abbandonato, percorso dal fiume Quieto (Mirna), che forma delle cascate proprio a Kotli. La corrente era utilizzata in passato per fare funzionare dei mulini ad acqua. 
Il fiume scorre lento in questo luogo che si trova completamente fuori dal mondo, a parte la gente che parlava nell'unico agriturismo, non c'erano altri rumori, un vero paradiso. Eccovi alcune foto, la prima è del mulino meglio conservato.
La strada che porta verso Hum è costellata da monumenti con scritte in caratteri glagolitici, una antica scrittura croata.
Hum - Colmo in Istria è nota per il titolo di "città più piccola del mondo": la sua popolazione è di circa di una trentina di abitanti. 
La cittadina è circondata da mura ed ha come unico ingresso un portone di bronzo. All'interno ci sono due vicoli, qualche casa, il Museo Civico, la chiesa romanica del XII secolo di San Gerolamo e la chiesa di San Giacomo con la sua torre campanaria, in stile romanico. Info QUI 
Il monte Maggiore (in croato Učka)

La piccola Hum si visita in poco tempo, quindi abbiamo deciso di andare verso Pisino (Pazin in croato), carinissima località dell'Istria centrale, famosa per la sua gigantesca foiba.

Escursione in Istria: l'orrido di Pisino (Pazin in croato)

venerdì 9 gennaio 2015

Escursione al monte San Leonardo

Oggi vi racconto di una escursione al monte San Leonardo, sul Carso triestino. Un incontro piacevole in cui abbiamo messo le gambe in movimento, anche se non è stato un percorso particolarmente impegnativo. Il Monte San Leonardo si erge a soli 150 metri rispetto all’abitato di Samatorza (Trieste), punto di partenza dell’escursione.
 Purtroppo quel mattino il cielo un po offuscato non rese onore al panorama, ma vi assicuro che nelle giornate limpide la vista si ampia a comprendere il mare fino alla costa istriana (in Slovenia) da un lato, e la laguna di Grado dall’altro.

 Un altro motivo di interesse è dato dai resti del Castelliere di San Leonardo, che con la sua lunghezza di un centinaio di metri è il più esteso dei castellieri della nostra zona.

 Poi tutti a pranzo presso una azienda agricola del posto. Il locale è già stato apprezzato l’anno scorso per la buona cucina e l’ambiente familiare, questa volta molto di più: ci siamo goduti il sole all’aperto!

giovedì 8 gennaio 2015

Escursione invernale sul monte Lanaro

Una giornata sul altipiano triestino, con escursione sul monte Lanaro. Piacevole camminata su per la collina, dove un agevole sentiero ci ha permessi di arrivare, dopo circa un ora, alla veduta panoramica che domina tutta la vale ,dalle montagne innevate della vicina Slovenia, al golfo, un po grigio, ma sempre affascinante. L’escursione è stata organizzata per dar modo ai soci della “Banca del Tempo Altrotempo”, di sgranchirsi le gambe in attesa del pranzo, che è stato consumato in un agriturismo aperto solo i fine settimana. Il lauto pranzo è stato innaffiato dal “bianco” e dal “terrano”, vini prodotti dall’oste che ci ha ospitati, che accompagnavano i piatti della loro cucina tradizionale carsolina. L’incontro è servito per scambiarci gli auguri del nuovo anno.

La Riserva Naturale del Monte Lanaro a Trieste, interessa i comuni di Monrupino e Sgonico. Confina a nord con la Repubblica di Slovenia. “L'area considerata, si sviluppa su una superficie di 285 ettari, è estremamente rappresentativa dell'ambiente carsico e si trova in posizione piuttosto decentrata rispetto ai centri abitati. Comprende una tipica area carsica, calcarea e calcareo-dolomitica (quindi meno incarsita), con rilievi di tipo collinare e presenza di doline e di altri fenomeni carsici. La dolina, grazie al fenomeno dell'inversione termica per cui l'aria fresca e umida ristagna sul fondo, permette di ospitare anche specie del Carso montano interno”

domenica 21 dicembre 2014

A Villacco (Villach) in Austria per il mercatino natalizio

Cronaca di una giornata a Villach in Austria per la visita ai Mercatini di Natale. La mattinata l’abbiamo passata in un grande magazzino, fuori c’era la nebbia, quindi nell’attesa che il tempo migliorasse abbiamo pranzato nel ristorante che si trova nel suo interno. Intorno alle 14 finalmente la nebbia si è diradata ed è uscito il sole! Faceva freddo, la temperatura era intorno allo zero, ma noi eravamo ben equipaggiati, quindi siamo andati alla ricerca del mercatino.


A Villacco (Villach) una volta ci andavo spesso. Una tradizione che è iniziata molti anni fa, andavamo a sciare a Tarvisio e con l’occasione attraversavamo la frontiera e andavamo a prendere i dolci caratteristici e il calendario dell’ avvento per il mio bambino. Una festa per lui, allora. Poi tutto fiero ogni giorno apriva la finestrella, nel cui interno, in cambio della buona azione quotidiana, riceveva il cioccolatino. 


In Austria le case sono rallegrate dalla presenza dell'albero di Natale, che insieme alla corona dell’avvento, eseguita a mano con un ramoscello d’abete e decorata con le quattro candele rosse, fanno parte delle tradizioni più vecchie di quel paese. Le quattro candele simboleggiano le quattro domeniche che precedono il Natale, ogni candela viene accesa nella domenica che precede l’avvento e per Natale vengono accese tutte assieme.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario dell’avvento con le 24 finestrelle che scandiscono il tempo che manca alla grande festa natalizia; ogni giorno, aprendo una finestrella, il bambino promette di compiere una buona azione. Al termine del calendario (sarà quindi il giorno di Natale) appare l'immagine del presepe.


 I dolci tradizionali di questo periodo dell’anno sono i biscotti a forma d’abete, stelle o mezze lune a base di miele, zenzero e cannella. Le specialità tirolesi come lo “zelden” un impasto di frutta secca, canditi e farina integrale e lo “stollen” a base di marzapane e uvetta. 

La piazza principale della cittadina, chiusa al traffico, verso sera viene invasa dagli abitanti, che si fermano nelle tradizionali bancarelle a prendere le strenne e gli addobbi natalizi, senza tralasciare una calda tazza di vin brulè, del quale, in quelle latitudini non si può fare a meno! 

 Intonando un yodlouèeèeèeèeèe vi saluto e vi auguro buona domenica.